A Parigi, egli installò il suo atelier in Boulevard du Montparnasse sin dal 1934.Galerie de Paris, lettera del Direttore Paul de Montaignac a ORAZI, datata Parigi, 11 Luglio 1934 (documento tratto dall'Archivio del pittore). In effetti, Montparnasse aveva sostituito Montmartre come centro artistico ed intellettuale di Parigi ed anche come epicentro della vita culturale dei membri della École de Paris. È documentato che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946-1947, egli si trasferì in un altro atelier - sempre nel quartiere di Montparnasse - che rimase lo stesso sino alla sua morte.
La sua produzione ha seguito un'evoluzione che spinse la sua ricerca dal figurativo all'astrazione, ove la sua opera fu sovente caratterizzata da effetti di materiali in rilievo - Peinture en Relief - più o meno sporgenti dalla tela e aggettanti rispetto al telaio dei quadri. Egli ritornò alla pittura figurativa, con una serie di paesaggi, nella sua ultima, breve, fase artistica.
ORAZI (pronuncia francese: Orasì) è il nome che egli adottò durante la sua carriera, scritto in genere in lettere maiuscole, specialmente in Francia, per distinguersi da una serie di artisti, anche del medesimo albero familiare, attivi in Francia - sin dal XVII, XVIII secolo - e originari del Bolognese e dell'Italia Centrale.Emmanuel Bénézit, Dicitionnaire critique et documentaire des Peintres, Sculpteurs, Dessinateurs et Graveurs, Paris, Librairie Gründ, 1955, T.VI, p. 436, e Nouvelle édition, 1976, T. VIII, p. 27.
Tra tali artisti, diversi furono gli Horatio, Horace, Orazio: pertanto, in talune fonti bibliografiche, articoli a stampa, cataloghi, egli viene menzionato come Horace, oppure Orazio.
Fu un membro storico del Salon de Mai di Parigi, ove le sue opere furono continuativamente esposte dal 1947 al 1979.
Nel 1952 fu nominato Sociétaire, per la sezione Pittura della Société du Salon d'Automne, dalla quale dipendeva l'esposizione artistica che, svolgendosi nell'autunno di ogni anno, era stata denominata Salon d'Automne, che allora aveva sede al Grand Palais di Parigi: il noto appuntamento artistico annuale parigino creato nel 1903.
Dal 1934 sino all'anno della morte, nel 1979, egli ha partecipato a una lunga serie di esposizioni, di cui molte furono quelle personali, soprattutto a Parigi ma anche in altre località della Francia, come pure in Europa, Messico e Giappone. Vi sono state anche alcune mostre personali post mortem, dal 1980 al 2006.
Successivamente ad esse, il fotografo e artista statunitense Peter H. Beard riprodusse nel Calendario Pirelli del 2009 quattro sue opere della fase Peinture en Relief: esse sono state pubblicate on line e sono state riprodotte anche dalla rivista russa Europa.http://www.painter-in-paris.com (Home Page). Еврора - ВСЯ (Культ), Девушки и Элефанты. Круговорот Прекрасного В Ррироде. Фрагменты Издания Калелдаря Пирелли, Россия, Feb.- Mar. 2009, n.2, pp. 136-140 (articolo di N. Werner, N. Huneke).
Biografia La formazione. La prima fase della carriera artistica. ORAZI seguì studi classici, interessandosi in particolare a storia, filosofia, estetica greca e romana, storia dell'arte, oltre a studiare pianoforte e poi composizione. A partire dalla scuola secondaria si impegnò anche nella pittura e nello studio delle tecniche artistiche. Egli ebbe dunque una formazione approfondita nelle scienze umane e nell'arte, che avrebbe costituito una solida base per le sue successive esperienze artistiche. L'arte e la pittura sarebbero diventate la sua vocazione e la passione della sua vita, come notò la critica d'arte francese Hélène Parmelin nel 1980.Hélène Parmelin, Hommage à ORAZI, brochure d'invito alla mostra individuale post mortem organizzata alla ‘Galerie 222’, 222 rue du Faubourg Saint-Honoré Paris, dal 7 al 29 Febbraio 1980.
Da giovane egli era costantemente in movimento, alla ricerca di nuove esperienze artistiche.
A Parigi, sin dal 1930, egli partecipò all'intensa vita intellettuale che fece del quartiere di Montparnasse il luogo d'incontro come pure di elaborazione di nuove teorie ed esperienze artistiche.
Verso la fine degli anni 1920 era invece a Venezia, ov'erano presenti artisti famosi quali Filippo de Pisis e Leonardo Dudreville. Egli era bene integrato in quel milieu artistico; Dudreville lo considerava un suo pupilloLeonardo Dudreville, Mostra del pittore ORAZI, prefazione datata 28 febbraio 1934, Milano, Società Milanese Editrice, 1934, p. 7. e, nel 1927, disegnò un suo bellissimo ritratto.Oggi di proprietà della famiglia dell'artista. L'opera è visibile on line presso: http://www. painter-in-paris.com, Home Page. Successivamente, quando nel 1934 ORAZI avrebbe esposto con una personale alla ‘Galleria Pesaro’, molto reputata a quel tempo, Dudreville scrisse la prefazione al catalogo.Dudreville, cit., 1934, pp. 7-10.
Nel 1934 e nel 1936 ORAZI espose alla Biennale di VeneziaTitoli delle opere: Paulette; Wally; Jeune Femme habillée de Bleu.; nel 1935 espose alla Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma (Quadriennale di Roma)Titoli delle opere: Jasmine e Jeune Femme qui repose avec son chat (con sottotitolo Sieste: Siesta). Siesta venne acquistato all'artista dal Governo di allora nello stesso 1935, come si evince da un documento presente nell'Archivio personale dell'Artista; oggi Siesta fa parte delle collezioni del Museo di arte moderna e contemporanea 'Casa Cavazzini' della città di Udine.
Alcuni dipinti del 1936, 1937 e 1941 furono inoltre commissionati dalle fondazioni milanesi Ospedale Maggiore e Trivulzio: Quadreria Ospedale Maggiore Cà Granda, Ritratti Antichi, Milano, 1986, cat. n. 664, tav. 735, p. 75; Paolo Biscottini (a cura di), 200 anni di solidarietà milanese nei 100 quadri restaurati da Trivulzio, Martinitt e Stelline, Milano, 1990, p. 71..
Nel 1937, a Parigi, la 'Galerie de Paris' organizzò per lui una mostra personale.‘Paris-Soir’, sect. Dans les Galeries, L'exposition d'ORAZI, 10 Dicembre 1937, Paris. Nel 1937 e 1938 egli espose, sempre a Parigi, al Primo e Secondo Salon des Jeunes Artistes.Premier Salon des Jeunes Artistes (Palais des Beaux-Arts), Paris, Febbraio-Marzo 1937; Deuxième Salon des Jeunes Artistes (214 Faubourg Saint Honoré), Paris, 20 Giugno-5 Luglio 1938, Liste des Exposants, Invito alla mostra, p. 2.
I lavori di quegli anni, sino approssimativamente al 1945-1946, furono essenzialmente ritratti, nature morte, paesaggi, composizioni, che rivelano chiaramente gli elementi distintivi della sua pittura, caratterizzata non solo dal suo legame con le Avanguardie storiche ma anche con i grandi nomi dell'arte Post-impressionista francese e nella quale un posto predominante era riservato alla ricerca sul colore nella rappresentazione fisica di oggetti e personaggi.Anne Bony, Les Années 40, Éditions du Regard, Paris, 1985, p. 108. Francesco Negri Arnoldi, ORAZI. Note on the Artist, on line presso il sitop web www.painter-in-paris.com .
La maturità artistica. La Peinture du Mouvement All’indomani della guerra, ORAZI fu tra gli artisti del Salon de Mai, sorto a Parigi dall'Associazione fondata in clandestinità nel 1943 (dichiarata alla fine del 1944) come opposizione all'ideologia dell'arte nazista. Il primo Salon de Mai, sotto la presidenza dello storico dell’arte e critico Gaston Diehl, ebbe luogo a Parigi nel 1945, aprendo i battenti il 29 maggio. Organizzato inizialmente presso la galleria d'arte "Pierre Maurs" in avenue Matignon, poi presso la galleria "Arts" in rue du Faubourg Saint-Honoré, il Salon de Mai si tenne dalla fine degli anni 1940 al Palais de New-York, per passare nel 1953 al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, dove si sarebbe svolto regolarmente sino alla fine degli anni 1960. Sarebbero seguiti alcuni anni complicati da problemi logistici e trasferimenti di sede. Il LXIVème - e ultimo - Salon de Mai si è svolto nel maggio del 2014.I motivi della definitiva conclusione di quella significativa esperienza artistica, collegati alla condizione dell'arte ai nostri giorni e alla carenza di sensibilità che la circonda, sono ricordati dal sito
Nell’entusiasmo della libertà ritrovata, il Salon de Mai testimoniava la presenza di una generazione di artisti, maturata negli anni della lotta contro l'occupazione tedesca, di cui il largo pubblico ignorava l’esistenza e l’impegno, e che ora emergeva con energia. Il nuovo Salon rispose a tale necessità, s’impose rapidamente e divenne molto presto una delle più importanti manifestazioni artistiche francesi, che ogni anno veniva attesa con viva curiosità.Le Salon de Mai (VIIIème Salon de Mai), in Tous Les Arts. Hebdomadaire d'Information Artistique (si trattava di un vero e proprio giornale specializzato in arte, diretto da L. Aragon e il cui Redattore in Capo era M. Cornu, inserito all’interno della rivista Les Lettres Françaises), Mai-Juin 1952, p. 1. Le sue mostre annuali divennero un importante appuntamento culturale parigino. In tale milieu, già nel 1946, ORAZI strinse con il pittore, litografo e designer Édouard Pignon - anch'egli membro della cerchia artistica della nouvelle École de Paris - un'amicizia profonda, destinata a mantenersi tutta la vita.
Al Salon de Mai ORAZI espose regolarmente i propri lavori, per oltre tre decenni, dal 1947IIIème Salon de Mai, Galerie Arts, Paris, Catalogue n. 55, ORAZI - Composition, 1947. Quell’anno il Salon de Mai era stato infatti organizzato nei locali della Galerie Arts di Parigi, sita al 140 di Fauburg Saint-Honoré. sino al 1979, anno della sua morteXXXVe Salon de Mai, Chapiteau de la Ville de Paris (Parvis de la Tour Montparnasse), 1979, Paris. Catalogue: ORAZI - Portrait d'Hélène, n. 109, p. 20. Il quadro venne esposto post mortem e fu consegnato al Salon de Mai dalla moglie dell'artista unitamente a Hélène Parmelin, moglie del pittore Édouard Pignon.. Nella nota introduttiva al Catalogo dell'esposizione del 1979, dal titolo « La volonté de Continuer » (la volontà di continuare), la scomparsa di ORAZI fu ricordata dal Presidente - Fondatore Gaston Diehl con queste parole: «Tengo a richiamare il ricordo di coloro che ci hanno recentemente lasciato [...] e in particolare due pittori che furono tanto a lungo nostri fedeli compagni di cammino, ORAZI e BURTIN».XXXVème Salon de Mai, 1979, Catalogue, p. 3.
Dalla fine degli anni quaranta ORAZI si fece notare per un suo nuovo stile, che fu chiamato Peinture du Mouvement dal critico d'arte francese Jean-Pierre PietriSolitamente il critico Pietri firmava i suoi articoli solo con il suo nome: Jean-Pierre., dalle colonne del giornale Les Lettres françaises: era infatti caratterizzato dal lavoro sugli effetti dinamici del corpo umano (e degli animali) in movimento, enfatizzati dalla forza del colore.Jean-Pierre (Pietri), ORAZI et la Peinture du Mouvement, in Les Lettres françaises, Année 14, n. 518, 26 maggio-3 giugno 1954, p. 9, Paris. L’articolo illustrava la mostra personale di ORAZI alla Galleria parigina Marcel Bernheim (inaugurata il 21 maggio 1954); i quadri menzionati erano: L’Homme à l’Halthère (Atleta al sollevamento pesi), L’Ecuyère (la cavallerizza del circo), La Corrida (corrida a cavallo), La Famille du Clown (la famiglia del clown). I dipinti di tale fase si collocano dalla fine del 1947.Del 1947 è, per esempio, il dipinto Déposition (Deposizione del Cristo), elencato nella brochure della mostra personale di ORAZI del 1954, tenutasi alla galleria parigina Marcel Bernheim. Essi furono sovente commentati, e anche riprodotti, nelle colonne del giornale di cultura e arte Les Lettres Françaises, allora diretto da Claude Morgan, che godeva di una notevole reputazione: era stato infatti fondato a Parigi nella clandestinità, negli anni della resistenza, da Jacques Decour, fucilato dai tedeschi nel 1942, e la cui memoria restava intensa nella vita intellettuale parigina.Il primo numero del giornale apparve il 20 settembre 1942 (dopo la morte di Jacques Decour, fucilato il 30 maggio 1942). La prima serie de Les Lettres Françaises apparve con cadenza settimanale dal 1944 al 1972.