La Preghiera per Carasso è un titolo comunemente dato al Fr. 5 Voigt di Saffo.

Testo

Contesto Secondo ErodotoII 135., Carasso di Mitilene, figlio di Scamandronimo e fratello (più anziano) di Saffo,Cfr. T. 252-254 V. comprò la famosa cortigiana tracia Rodopi, giunta a Naucrati: i pagamenti costarono a Carasso una fortuna e alla sua famiglia notevole imbarazzo. Saffo, per riportare il fratello al pudore perduto, non mancò di deplorare questo evento, come si nota da questa poesia in strofe saffiche, accusando nel contempo di circonvenzione Rodopi,Che Saffo, nel fr. 15b V., 9-12, chiama Dorica, forse con il suo vero nome. colpevole di aver ingannato un onesto commerciante di vino di Lesbo.

Analisi Il componimento è, di fatto, un propemptico, un canto augurale con un'invocazione a Cipride, la vera patrona virgo di Saffo e alle Nereidi, particolarmente venerate a Lesbo: due divinità, dunque, lesbie, ma anche tipicamente femminili, alle quali la poetessa si rivolge per riportare sano e salvo Carasso, anche a livello morale. Questo è il senso delle ultime due strofe, assai mutile nel papiro, in cui, probabilmente, la poetessa alludeva al biasimo in cui Carasso era incorso non solo in famiglia, ma anche a Mitilene. Anzi, è probabile che con l'invocazione finale a Cipride la poesia si chiudesse, secondo il consueto modulo saffico della Ringkomposition.

Note

Voci correlate Saffo Rodopi (fiaba)

Categoria:Opere di Saffo