Democrazia è Libertà - La Margherita (abbreviato in DL), generalmente nota come La Margherita, è stato un partito politico italiano centrista guidato, per tutta la fase di attività, da Francesco Rutelli.
Il partito nacque come lista elettorale nel 2001 e ufficialmente come partito nazionale nel 2002 dall'incontro in un unico soggetto centrista di forze politiche e culture legate al cristianesimo democratico, al liberalismo sociale, alla socialdemocrazia e al cristianesimo sociale, con all'interno un'area di riferimento per l'associazionismo ambientalista e una convinta ispirazione europeista. La Margherita è stata uno dei fondatori del nuovo Ulivo, la federazione che fu alla base della coalizione denominata L'Unione, che ha raggruppato i partiti del centro-sinistra italiano dal 2004 al 2008. Nell'ambito di tale progetto, il partito strinse una collaborazione con i Democratici di Sinistra dando origine, nel 2007, al Partito Democratico. Dal 2007 il partito ha concluso la sua attività politica, dal momento che i suoi esponenti avevano aderito al PD, per essere poi sciolto ufficialmente nel 2012.
A livello internazionale era membro dell'Alleanza dei Democratici Americani ed Europei e a livello europeo del Partito Democratico Europeo, di cui è stata cofondatrice.
Storia Origini civiche (1998-2000) Il 3 ottobre 1998 Lorenzo Dellai, segretario provinciale del Partito Popolare Italiano (PPI) di Trento, decide di partecipare alle elezioni regionali del Trentino-Alto Adige del 1998 fondando la lista Civica - per il governo del Trentino o Lista Civica della Margherita. La lista venne anticipata dal Centro Popolare Riformatore in occasione delle elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia del 1998, qualche mese prima: una lista unitaria di PPI, Unione Democratica per la Repubblica, Rinnovamento Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Slovenska Skupnost.
L'idea alla base della lista è quella di rilanciare L'Ulivo di Romano Prodi attraverso una lista civica provinciale che fosse un mix di sindaci, PPI, Comitati per l'Ulivo e liste civiche d'ispirazione cattolica vicine a Massimo Cacciari. L'incredibile successo della Margherita trentina, il 22% e maggioranza relativa con 8 consiglieri su 35, porta Dellai ad essere eletto presidente della Provincia autonoma di Trento. Vista la quasi contemporanea caduta del governo Prodi I, a non pochi centristi quella della Margherita pareva la via migliore per rilanciare L'Ulivo e il centro all'interno del centrosinistra.
Alle elezioni amministrative del 1998 di Trento la Margherita supera il 33% e porta lo schieramento di centrosinistra alla maggioranza assoluta.
Si pensa così di estendere il modello Margherita a tutta l'Italia in occasione delle elezioni regionali del 2000 coinvolgendo oltre al PPI anche Rinnovamento Italiano, l'UDEUR e I Democratici. Ma la cosa sfumerà, salvo in poche realtà come in Veneto, dove si presenterà una lista unitaria a sostegno di Massimo Cacciari formata da PPI, Democratici, RI e UDEUR denominata Insieme per il Veneto. In contemporanea alle regionali, in Trentino si svolgono le elezioni comunali che, in controtendenza nazionale, vedono vincere il centrosinistra grazie all'enorme successo della Margherita di Dellai. A questo punto si decide di riprendere più seriamente il progetto per una Margherita nazionale.
Il 1º giugno 2000 il PPI lancia un invito a realizzare una costituente di centro. In quell'occasione Enrico Letta spinge perché tale costituente prenda a modello la Margherita trentina. Il 27 luglio nasce Una scelta per l'Italia, patto federativo tra PPI, RI e UDEUR che vuole essere il primo passo verso un soggetto politico unico di centro. I Democratici sono però ostili.
Il 10 settembre Arturo Parisi a Lavarone, presso un convegno organizzato dal PPI veneto, annuncia l'adesione de I Democratici al progetto unitario di centro. L'11 ottobre nasce ufficialmente La Margherita.
Progetto elettorale (2001-2002)
Si tratta però soltanto di un'esperienza elettorale in vista delle elezioni politiche del 2001, che vede confluire, nella quota proporzionale per l'elezione della Camera dei deputati, nelle liste della Margherita i quattro simboli del PPI guidato in questa fase da Pierluigi Castagnetti, di Rinnovamento Italiano di Lamberto Dini, dei Democratici di Arturo Parisi e dell'UDEUR di Clemente Mastella. Il progetto si pone come lista di riferimento dello stesso candidato Premier Rutelli. Questo progetto di Margherita nasce, dunque, il 14 ottobre 2000, quando le segreterie dei partiti danno il via libera alla costruzione di liste unitarie. L'episodio viene salutato con grande entusiasmo dagli ambienti del centrosinistra e la Margherita si candida a diventare il punto di riferimento per i riformisti moderati della coalizione. Il 28 gennaio 2001, Francesco Rutelli viene nominato presidente della Margherita.
Alle politiche del 2001, tuttavia, la coalizione dell'Ulivo esce sconfitta. Il nuovo Presidente del Consiglio è Silvio Berlusconi, leader della Casa delle Libertà, forte di un consistente consenso popolare, ma la Margherita ottiene un risultato elettorale soddisfacente, il 14,5% dei consensi: Rutelli decide di perseguire il progetto di semplificazione del quadro politico, lanciando l'idea di un vero e proprio partito unitario della Margherita, che superi la semplice esperienza elettorale, intesa finora come federazione di partiti. La decisione, che convince larga parte della Margherita, si concretizza soprattutto alla luce della condizione di opposizione, che spinge la Margherita, come gli altri soggetti principali della coalizione come i Democratici di Sinistra, a ricostruire un'alternativa di governo credibile per il centrosinistra.
Nascita de La Margherita (2002)
Favorevoli a sciogliersi all'interno della Margherita sono il PPI, Rinnovamento Italiano e i Democratici. L'UDEUR, invece, preferisce proseguire la sua strada autonomamente collocandosi in una posizione più marcatamente di centro, sostenendo di non essere interessata al progetto unitario, che assumerà i caratteri complessivi di una formazione vera e propria di centrosinistra, con l'obiettivo di aprire un dialogo per allargare il proprio consenso e già con l'obiettivo di superarsi in vista della nascita di un unico grande partito del centrosinistra. Impresa che, del resto, Prodi aveva tentato nel 1999 con il suo partito dell'Asinello.
Così, il 10 e l'11 dicembre 2001, si avvia a Rocca di Papa il Comitato Costituente della Margherita che sfocia, dal 22 al 24 marzo 2002, nel vero e proprio Congresso Costituente del nuovo partito, che si svolge a Parma ed elegge Rutelli Presidente Federale del partito. Nella Margherita si incontrano le correnti cattolico/popolari di centro-sinistra accanto a nuove istanze della socialdemocrazia e della cosiddetta liberaldemocrazia, come viene espressamente scritto nella Carta dei Valori redatta in questa circostanza.
La Margherita, dall'opposizione del governo di centrodestra, lavora per ricomporre l'unità del centrosinistra, evidenziando i fallimenti della politica berlusconiana e della CdL. Contemporaneamente, il partito lavora per la discesa in campo di una nuova leadership dell'Ulivo, incarico che viene affidato a Romano Prodi, nel frattempo presidente della Commissione europea. Prodi aveva già battuto Berlusconi alle elezioni politiche del 1996 e viene individuato come un'adeguata alternativa da schierare per le future elezioni.
Progetto unitario dell'Ulivo (2003-2004)
Prodi rompe gli indugi nell'estate del 2003, quando, in vista delle elezioni europee del 2004, propone a tutti i partiti della coalizione di presentarsi sotto un unico simbolo: quello dell'Ulivo. La Margherita è disponibile ad aderire all'appello ma, nella coalizione, non la pensano tutti così: dicono sì i Democratici di Sinistra, Socialisti Democratici Italiani e Movimento Repubblicani Europei sono favorevoli, mentre gli altri preferiscono presentarsi con la propria identità individuale.
Nasce così la lista elettorale Uniti nell'Ulivo, che si presenta con l'obiettivo di portare il riformismo in Europa. Svolte le elezioni, la lista conquista il 31% dei consensi e, tra gli eletti, gli eurodeputati della Margherita sono sette. In sede di Parlamento europeo, la Margherita, che si presenta per la prima volta come partito unitario a una elezione di estensione nazionale, deve fare i conti con le rispettive famiglie di provenienza delle sue componenti. Prima della nascita della Margherita, infatti, il PPI aderiva al Partito Popolare Europeo, la principale famiglia politica europea formata da democristiani, conservatori e liberali, mentre I Democratici e Rinnovamento facevano parte del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori, ossia il raggruppamento d'ispirazione liberale e, in larga parte, progressista. Dunque, con l'obiettivo di mantenere fede al progetto di creare una nuova famiglia europea, la Margherita decide di non aderire né all'una né all'altra formazione, ma di fondarne una nuova, già guardando con interesse al modello del Partito Democratico americano, giudicato come contenitore ideale per forze che si richiamano al centro e alla sinistra. Così, insieme con l'Unione per la Democrazia Francese, partito riformista di centro guidato da François Bayrou, i DL danno vita a un nuovo partito europeo, il Partito Democratico Europeo, che, con il Partito dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa, forma il gruppo politico dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa.
Di fatto, però, si ripropongono divisioni rispetto all'altro soggetto principale della coalizione italiana, i DS, che, insieme con gli SDI, aderiscono al Partito del Socialismo Europeo. Al di là delle difformità in sede europea, i partiti della lista unitaria, in Italia, avviano una politica di convergenza, anche se, in taluni circostanze, non è semplice ricondurre alle posizioni unitarie l'area più a sinistra dei DS.
Federazione dell'Ulivo e vittoria delle Regionali (2004-2005) Dopo l'esperienza delle Europee, ritenuta positiva, tra i partiti nasce la prospettiva di costituire una vera e propria Federazione dell'Ulivo, proposta che viene approvata e sostenuta dalla Margherita, alla quale vengono delegate competenze specifiche di alcuni settori, tra i quali la politica estera. All'interno di essa la Margherita conta 4 (compreso il segretario nazionale) dei 12 componenti della presidenza. Del progetto fanno parte gli stessi soggetti che avevano aderito a Uniti nell'Ulivo.
La Fed subisce un primo stop al voto sul rifinanziamento della missione militare in Iraq, materia delegata alla Fed trattandosi di politica estera, sulla quale alla posizione della Margherita, che preferisce un voto di astensione, si contrappone quella dei DS, prevalentemente schierati per il No.
Intanto la coalizione del centrosinistra si allarga definitivamente, incorporando anche quei partiti (Rifondazione Comunista e Italia dei Valori) che ne erano rimasti fuori, e acquisisce la nuova denominazione di L'Unione, dopo aver provvisoriamente adottato per circa quattro mesi il nome di Grande Alleanza Democratica.
Alle elezioni regionali del 2005 i partiti della Federazione dell'Ulivo, seppur dopo alcune incertezze provenienti dalla Margherita stessa, decidono di presentarsi sotto il simbolo de Uniti nell'Ulivo in 9 regioni, mentre concorrono autonomamente nelle altre 5. L'Unione si aggiudica una netta vittoria in 12 regioni su 14; solo Lombardia e Veneto riconfermano le proprie giunte regionali di centrodestra, mentre il centrosinistra riconquista, tra gli altri, Piemonte, Lazio e Puglia, quest'ultima considerata una roccaforte della destra. L'Ulivo raccoglie il 34,2% (sulla base delle 9 regioni nelle quali viene presentata la lista unitaria), mentre la Margherita è al 13% (sulla base delle altre 5) ed esprime 3 presidenti di Regione: Gian Mario Spacca nelle Marche, Vito De Filippo in Basilicata e Agazio Loiero in Calabria.