Biografia Illuminato dell'Arce, al secolo Accarino signore di Rocca Accarina, oltre il fiume Nera (di fronte l'odierna località di Collestatte Piano nel Comune di Terni, Diocesi di Spoleto) nato a Rocca Accarina - morto nella chiesa di Santa Maria di Caso di Rocca Accarina nel 1256. Illuminato signore feudale diviene frate e compagno di San Francesco Della nobile famiglia degli Arroni, si unì nel 1218 circa, a Francesco d'Assisi, entrando a far parte dell'Ordine francescano. Con san Francesco, come pecorelle in mezzo ai lupi, durante la quinta crociata nel 1219, si è recato in visita al sultano d'Egitto, mentre nel 1224 suggerì a San Francesco di svelare la visione ricevuta sul monte della Verna.

Il suo ingresso nell'Ordine dei Frati Minori che aveva seguito già da signore feudale, avviene verso la fine del 1217 e l'inizio del 1218, quando divenuto vedovo, sistema i figli Cristiana, Enrico (che ereditò la signoria del feudo di Rocca Accarina) e la figlia Giovanna che divenne clarissa nel monastero di Monteluce (PG) e poi badessa a Santa Maria di Caso presso Rocca Accarina.

Nel 1237 Enrico morì nella battaglia di Cortenuova che combatte nelle file di Federico II: un nunzio imperiale fu mandato alla Rocca per annunciare l'evento luttuoso. I nobili signori dell'Arce erano infatti ghibellini e appoggiarono sia Federico II che Manfredi, il cui vicario imperiale Percivalle Doria morì ad Arrone annegato nel Nera, non molto lontano dalla Rocca Accarina. Frate Illuminato dovette ottenere una dispensa dal superiore dell'ordine francescano, frate Elia, per potere sistemare le questioni ereditarie del feudo alla morte del figlio Enrico, donando Rocca Accarina al Comune di Spoleto nel 1238. Fu poi guardiano nel locus minoritico di Castel di Lago - Arrone e rettore della chiesa di Santa Maria di Caso dove fu sepolto dalla figlia Giovanna badessa del medesimo monastero di suore clarisse.

Lago di Rieti e lago di Piediluco sono lo stesso lago ? E' questo forse il motivo per cui Illuminato dell'Arce è detto anche Illuminato da Rieti, essendo il lago di Piediluco attiguo alla Rocca Accarina di cui era Signore. Più verosimilmente perchè dalla seconda metà del XIII ai primi decenni del XV secolo, il territorio di Rocca Accarina fu legato al feudo di Piediluco nell'alternanza dei governi dei ghibellini e dei guelfi di Rieti, per essere poi venduto nel 1436 alle Comunità di Collestatte e della Torre.

--- Insegna araldica dei Signori di Rocca Accarina ---

Lo stemma familiare presentava un Castello con merlature a coda di rondine dalla cui porta usciva il fiume Velino che si getta nel sottostante fiume Nera formando la cascata delle Marmore.

Citazioni di 'Illuminato' nelle Fonti Francescane Nelle fonti francescane ILLUMINATO dell’Arce viene citato come... frate: 2580; compagno di Fr. in Siria 422n, 574, 617, 1173; suoi ricordi 1227, 1394, 2690-2691; conosce le stimmate di Fr. 1922. Altre citazione delle fonti (– miracolato, poi frate e vescovo di Assisi: 944, 1304, 2580) specie quelle che si riferiscono ad una sua carica episcopale si riferiscono a Illuminato da Chieti. In realtà il miracolo della cecità da cui deriva il nome a Illuminato ricevuto da San Francesco dopo il miracolo non è molto dettagliato. Si parla genericamente di un figlio di un nobiluomo cieco dalla nascita ed è riferito poco dopo il racconto di un miracolo di una donna che riacquista la vista a Narni. Potrebbe trattarsi anche di vista spirituale e quindi parlare di una conversione che potrebbe riferirsi proprio al nobiluomo stesso, nel qual caso si parlerebbe di frate Illuminato dell'Arce che riceve da Francesco un nome nuovo a seguito della sua conversione, dalla luce ricevuta da questa nuova visione del mondo cristiana acquisita dalla predicazione di San Francesco, luce che ha la mansione di diffondere ovunque.

--- Citazioni di Illuminato da Chieti --- Il frate Illuminato da Chieti sarebbe invece quel frate Illuminato secondo vescovo francescano ( 1274 - 1281) che sarebbe morto ad Assisi ma non è uno dei suoi primi compagni mentre frate Illuminato dell'Arce pur non essendo tra i primissimi era molto stimato tanto da essere citato come fonte autorevole sulle cose di San Francesco nella lettera di Greccio del 1246 e altrove. Questo secondo frate secondo Salimbene da Parma sarebbe stato addiritura segretario di frate Elia, ma nonostante il declino di frate Elia non cadde in disgrazia.

Illuminato eremita del nord dell'Umbria con cui si fa confusione Nel Nord dell'Umbria si ha notizia di un altro 'Illuminato, che non ha nulla a che vedere con il nostro Frate Illuminato, morto l'otto luglio 1150 nel suo eremo di Monte Albano, presso Bonsciano di Città di Castello, dove si era ritirato da molti anni per condurre vita eremitica, e il corpo fu sepolto nella chiesa del castello di Monte Albano, oggetto di continuo pellegrinaggio, mentre sarebbero continuate le guarigioni miracolose che già si verificavano durante la vita del religioso. Nel 1230 Città di Castello distrusse il castello di Monte Albano, e il corpo di Illuminato fu posto in un'urna nella cattedrale della città, di cui divenne terzo patrono. Oggi la festa liturgica del santo non esiste più e non si sa che fine abbia fatto il suo corpo. Il santo eremita viene però festeggiato la seconda domenica di luglio nella cappella eretta sul luogo dove viveva a Monte Albano.

Citazione di Dante nel contesto gioachimita e federiciano La citazione di lluminato da Rieti nella Divina Commedia "Illuminato e Augustin son quici, che fuor de’ primi scalzi poverelli che nel capestro a Dio si fero amici" che si trova nel canto XII del Paradiso (vv. 130-132) viene fatta dal San Bonaventura Dantesco al termine del panegirico su San Domenico. Molto interessante che nell'elenco dei beati citati ci sia Gioacchino da Fiore come dotato di spirito profetico, una firma di accettazione (forse parziale) di Dante della interpretazione moderata del gioachimita da parte di San Bonaventura. La questione sarà ripresa da Joseph Ratzinger nella sua tesi dottorale nella quale coniò il termine 'Gioachimismo moderato'.

Il filo comune che lega Illuminato e Augustino è quello di aver operato in territori sotto il dominio di Federico II. Frate Augustino infatti, come attesta la seconda biografia di Celano [FF813], fu ministro nella terra dei lavori, la Campania, morendo lo stesso giorno in cui morì San Francesco che vide salire al cielo pur trovandosi a centinaia di chilometri di distanza dal luogo del Transito. Una semplice ricerca sul cognome 'Accarino' svela che ancora oggi il cognome è motlo diffuso nelle province 'normanne' di Salerno e di Napoli.

A Federico II sono legati anche i personaggi danteschi di Pier delle Vigne e Manfredi che Dante ammirava talmente da non mandarlo all'inferno ma di salvarlo in Purgatorio colpevole di non aver fatto abbastanza per farsi togliere una, per altro ingiusta, scomunica. Dante stesso si fa ambasciatore presso la figlia Costanza affinché con le sue preghiere abbrevi il doloroso cammino di purificazione del padre. Federico II, nonostante che Dante gli riconosca i meriti del suo Siciliano come prima lingua volgare, viene elencato, senza alcuna indulgenza, tra i dannati eretici forse perché Dante considerava eccessivamente laico il suo pensiero filosofico e scientifico e incline al sincretismo. Apparteneva al regno di Sicilia di Federico II anche la nobile famiglia di San Tommaso D'Aquino che studiò presso l'università di Napoli, e a cui Dante mette in bocca il suo famoso panegirico di San Francesco (Paradiso XI) tant'è che i suoi speravano diventasse abate di Montecassino, cosa che non avvenne perchè Tommaso fu attratto dall'ordine domenicano.

Federico II e mondo francescano La collocazione geografica e geopolitica di Frate Illuminato nel mondo feudale normanno fa comprendere come la scelta di frate Illuminato come accompagnatore non sia stata casuale, la sua conoscenza di cose politiche poteva essere assai utile. Non sappiamo se Illuminato oltre ad accompagnare Francesco sia rimasto ad organizzare la presenza francescana nei luoghi santi ottenuta dal Sultano ma ancora tutta da realizzare. Sappiamo che Frate Elia ebbe un ruolo importante nella neonata provincia francescana in Siria e che frate Elia 'rovesciato' dal suo ruolo di ministro generale si rifugia presso la corte del pluri-scomunicato Federico II, gesto considerato sacrilego. Si noti che anche fra Pacifico, che ebbe un ruolo importante nella composizione e diffusione del cantico delle creature veniva dall'ambiente della corte di Federico II. E in ultimo si noti anche che Federico II durante la VI Crociata abbia seguìto la strategia suggerita dalle parole e dai fatti da Francesco: non andò a combattere e trattò con il sultano, ottenendo importanti concessioni per i pellegrini in Terra Santa. La Chiesa cattolica che con san Paolo VI ha tolto le scomuniche alla sorella chiesa ortodossa e che ha riabilitato Galiei potrebbe, anche alla luce della 'Fratelli tutti' di Papa Francesco togliere le scomuniche date a Federico II e riabilitarlo additandolo come esempio di diplomazia pacifica? Con la sua mediazione almeno evitò di spargere inutilmente il sangue delle sue truppe e di quelle del nemico nei pressi della Terra Santa.

Note

Collegamenti esterni Andrea Giardi, Rocca Accarina. Frate Illuminato e Santa Maria di Caso, Collana a cura di Giuseppe Fatati, Gambini Editore, Aprile 2026

Categoria:Santi per nome Categoria:Santi francescani Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Paradiso)