Lo psicologo è un professionista che svolge attività di ricerca, diagnosi, intervento, consulenza, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione, sostegno, prevenzione in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali, aziendali, sanitari o di comunità.

Studia, diagnostica e tratta gli stati mentali tipici e patologici dei processi cognitivi, emotivi, sociali e comportamentali osservando, registrando e interpretando come gli individui si rapportano e rispondono alla dimensione soggettiva intrapersonale, all'ambiente e/o alla dimensione interpersonale. Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) fondate sull'applicazione di principi, modelli, paradigmi, conoscenze e costrutti psicologici.

Attività professionale

L'attività professionale dello psicologo può inserirsi all'interno di due categorie generali: quella applicativa, che include gli psicologi che esercitano la loro professione e quella orientata alla ricerca o all'insegnamento che include "scienziati" o "studiosi". All'interno di queste due categorie vi sono psicologi specializzati in uno o più settori, ad esempio: clinico, cognitivo, dell'età evolutiva, dinamico, forense, lavorativo, neuropsicologico, sessuologico, scolastico, sociale e in numerosi altri ambiti; raggiungendo un pubblico molto diversificato: bambini, adolescenti, adulti, anziani, coppie, famiglie, organizzazioni sociali e imprese.

Lo psicologo svolge la sua attività professionale sia come libero professionista sia come lavoratore dipendente, presso strutture pubbliche e private. Generalmente lo psicologo è in grado di offrire una gamma di servizi professionali, tra cuiCompas, Bruce & Gotlib, Ian. (2002). Introduction to Clinical Psychology. New York, NY : McGraw-Hill Higher Education: Trattamenti a scopo preventivo e curativo della salute mentale e del benessere psicologico di singoli soggetti, coppie, famiglie e organizzazioni sociali. Diagnosi sul funzionamento psichico e comportamentale - sia normale che patologico (disturbi mentali) - tramite colloquio clinico, osservazione e somministrazione di test psicologici e altri strumenti standardizzati. Valutazioni e approfondimenti su aspetti, struttura e processi di personalità, modalità relazionali, livelli di competenza cognitive, opinioni, atteggiamenti, bisogni, motivazioni, idoneità psicologica, ecc.; Attività finalizzate a riabilitare, reintegrare, recuperare o compensare abilità o competenze che hanno subito una modificazione, un deterioramento o una perdita. Attività di consulenza psicologica (counseling), per la definizione di problemi e la risoluzione di difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, a fasi di transizione e stati di crisi, rinforzando la capacità di scelta, di problem solving e di cambiamento. Attività finalizzate a sensibilizzare, educare, informare ed anticipare atteggiamenti, comportamenti e condotte a rischio o da perseguire. Interventi di riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale. Sostegno psicologico e attività di tipo supportivo che permettono la continuità e il contenimento delle condizioni di benessere della persona. Progettazione e sviluppo di programmi di intervento finalizzati al miglioramento della qualità della vita. Attività didattiche e di formazione inerenti agli ambiti teorici della psicologia e alle sue applicazioni. Sperimentazione e ricerca in psicologia relative all'attività clinica, al disagio mentale, a particolari processi cognitivi, emotivi e comportamentali, ecc. Ruolo del compagno adulto per disabili

Gli psicologi generalmente non prescrivono farmaci, tuttavia in alcuni Stati hanno la possibilità di prescrizione. Ad esempio, in cinque stati degli Stati Uniti (Nuovo Messico, Louisiana, Illinois, Iowa e Idaho), gli psicologi con formazione post laurea (post-doctoral training) in psicofarmacologia clinica hanno ottenuto l'autorizzazione a prescrivere farmaci per il trattamento dei disturbi mentali. L'APA (American Psychological Association) ha riconosciuto 56 classificazioni professionali per gli psicologi, tra cui Society of Counseling Psychology, Society of Clinical Psychology, Society for Health Psychology e Rehabilitation Psychology.

Caratteristiche

In molti paesi del mondo per poter esercitare la professione di psicologo è necessario essere in possesso di un idoneo titolo di studio, aver svolto dei tirocini professionali nonché appartenere ad un ordine professionale/essere iscritto ad un albo/board di natura pubblicistica: tuttavia, la regolamentazione relativa all'abilitazione professionale è diversa da nazione a nazione.

Diversi ordinamenti prevedono inoltre la possibilità che la professione possa essere esercitata sia in forma individuale che associata. All'interno dell'Unione europea valgono le regole della Direttiva 2005/36/CE che disciplina la libera circolazione dei professionisti.

Italia In Italia, la professione di Psicologo è una professione sanitaria, ordinata dallo Stato con specifiche previsioni legislativeL.56/9, L.170/2003, "Legge Lorenzin".. Per la Legge Italiana istitutiva della professione (L. 18/02/89, n. 56 "Ordinamento della professione di psicologo")Art. 1 della Legge 56/89., la professione di Psicologo comprende "l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".

Per esercitare la professione di psicologo è necessario: aver conseguito una laurea magistrale (LM-51) o V.O. in psicologia; aver completato un tirocinio post lauream, presso strutture pubbliche o private ritenute idonee dall'Ordine, della durata di un anno (suddiviso in due semestri). Il tirocinio deve riguardare almeno due aree tra psicologia generale, psicologia clinica, psicologia sociale e psicologia dello sviluppo; superare un Esame di Stato di abilitazione alla professione suddiviso in quattro prove (tre scritte e una orale); iscriversi all'apposito Albo professionale. A partire dall’anno 2023/2024 la laurea diventa abilitante, ciò significa che svolti i cinque anni, durante i quali si svolge il tirocinio, ci si potrà iscrivere all’albo A e diventare psicologi

Nell'Albo professionale dell'Ordine degli psicologi sono istituite la sezione A e la sezione B: agli iscritti nella sezione A spetta il titolo professionale di "Psicologo"; agli iscritti nella sezione B spetta il titolo professionale di "Dottore in Tecniche Psicologiche" (DTP) precedentemente definito "Psicologo junior", a cui è possibile accedere dopo il conseguimento della laurea Triennale di ambito psicologico (classe L-24), lo svolgimento di tirocinio semestrale e specifico Esame di Stato. Gli iscritti della Sezione B hanno alcune limitazioni in merito alle attività professionali da loro svolgibili autonomamente, delineate dalla L.170/2003.

Lo psicologo si occupa di una serie di interventi in diversi ambiti professionali (sperimentali, educativi, psicosociali, organizzativi, neuropsicologici, di psicologia applicata, etc.); si occupa anche di consulenza psicologica (counselling), psicopatologia e psicologia clinica, intervenendo nelle situazioni, personali e relazionali, che generano sofferenza e disagio.

La qualifica di psicologo non abilita all'esercizio della psicoterapia; il ruolo professionale di psicoterapeuta è aperto a psicologi e medici, che abbiano conseguito requisiti formativi supplementari (specializzazione post lauream quadriennale, in una scuola pubblica o privata riconosciuta dal MIUR e conseguente "annotazione" sull'Albo). Allo stato attuale (dicembre 2017) in Italia sono presenti oltre 105.000 psicologi, nella quasi totalità iscritti alla Sezione A dell'Albo (gli iscritti all'Albo B sono circa 280).

Controversie con altre professioni Possono verificarsi possibili sovrapposizioni tra lo psicologo e altre figure professionali le cui competenze ed eventuali riconoscimenti dipendono dalla legislazione delle varie nazioni. Alcune sovrapposizioni riguardano soprattutto il counselor e il mediatore familiare. In Italia il counselor è figura di natura privatistica, non corrispondente a percorsi universitari, non ordinistica e priva di univoca formazione (non è necessaria la laurea); il parere del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, anche sulla base di Sentenze di Cassazione, è che il "counseling" esercitato da non psicologi rischi di sovrapporsi indebitamente agli atti professionali tipici e riservati agli Psicologi.

Legislazione a tutela della professione L'art. 348 del codice penale italiano prevede e punisce chiunque eserciti una professione per l'esercizio della quale è prevista l'ammissione ed iscrizione a speciali albi o elenchi, senza esserne stato abilitato a norma di legge. Nel caso della figura dello psicologo sono state emanate diverse Sentenze per una maggiore tutela della professione. Soprattutto al fine di discernere le pratiche del professionista psicologo da diverse altre figure che possono incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione. Segue un elenco di alcune di queste sentenze.

Sentenza Corte di cassazione n.39339/2017: «Costituisce esercizio abusivo di professione: l’attività [...] che [...] intrattenga approfonditi colloqui su aspetti intimi della vita dei pazienti, per diagnosticare problematiche psicologiche eventualmente all'origine dei disturbi da loro lamentati»Sez. 6, n° 16562 del 15/03/2016; Sez. 6, n. 17702 del 03/03/2004, Rv. 228472. «Costituisce esercizio abusivo di professione chi tratta soggetti affetti da disturbi psicologici (ansia, fobie, depressioni) con colloqui e anamnesi per collegare cause psicologiche e disturbi fisiciSez. 6, n. 20099 del 19/04/2016 o con consulenze per problemi caratteriali e relazionali, sostenute da percorsi terapeutici, sedute, colloqui e pratiche ipnoticheSez. 2, n. 43328 del 15/11/2011, Rv. 251375; Sez. 3, n.4 Corte di Cassazione - copia non ufficiale 22268 del 24/04/2008, Rv. 240257 o con la rievocazione delle esperienze passateSez. 6, n. 14408 del 23/03/2011». Infine, «può qualificarsi come esercizio abusivo della professione di psicologo l’attività psicoterapeutica teleologicamente orientata, che prescinde dalle modalità con cui l’attività si esplica e richiede che essa abbia come presupposto la diagnosi e come obbiettivo la cura di disturbi psichici. [...] Non è necessario che il soggetto non qualificato si avvalga di una delle metodologie proprie della professione psicoterapeutica, ma è sufficiente che la sua azione incida sulla sfera psichica del paziente con lo scopo di indurne una modificazione, che potrebbe risultare dannosa».

Sentenza del 17/11/2015 TAR Lazio: «la gradazione del disagio psichico presuppone una competenza diagnostica pacificamente non riconosciuta ai counselors e che il disagio psichico, anche fuori da contesti clinici, rientra nelle competenze della professione sanitaria dello psicologo». Sentenza Corte di Cassazione n. 767/2006: è riservata agli psicologi qualsiasi attività in cui l’aspetto di valutazione psicologica è così evidente (come controllo dell’ansia, dell’aggressività, della socievolezza, della leadership) da poter essere definita come una vera e propria attività di diagnosi psicologica o di valutazione attitudinale.