Ultimo discepolo del Mahatma Gandhi ha sviluppato il concetto filosofico dell'Advaita-Vedānta inserendolo all'interno di tutte le religioni come "Quintessenza della Religione", continuando la pratica della non-violenza (अहिंसा, Ahiṃsā). Ha scritto più di cinquanta libri sulla comprensione interreligiosa ed ha tradotto ed interpretato alcuni dei più importanti testi spirituali dell'India.

Biografia Origini familiari Anthony Elenjimittam nasce da genitori cattolici (Verkey e Rosa) nella cittadina di Kundannoor vicino a Kochin nel Kerala (India meridionale) il 22 giugno 1915; essendo la famiglia di umili origini e non potendo dare una giusta istruzione al figlio Anthony, decide di farlo adottare dallo zio Joseph e dalla moglie che sono nell'impossibilità di avere figli.Data la sua notevole capacità di apprendere e la sua innata agilità mentale, lavora per lo zio come amministratore contabile. Quando lo zio Joseph muore gli lascia in eredità tutti i beni della famiglia, ai quali rinuncia sentendo forte la chiamata verso la ricerca spirituale.

Studi teologico-filosofici (1931-1941) Nel 1931, a soli 15 anni decide di entrare al Seminario cattolico di Ernakulam che oltre a dargli una formazione sul Latino e la Filosofia Scolastica, lo avvia alla vita di comunità. Già allora scrive cheProsegue frequentando i Seminari cattolici di Trikakara e di Mangalapuzha ad Alwaye. Nel 1935 entra nell'Ordine dei Domenicani, venendo in Italia ed iniziando il suo noviziato a Pistoia. Dal 1936 al 1941 è studente di Teologia presso l'Angelicum a Roma, avendo acquisito una somma ammirazione per San Alberto Magno, San Tommaso d'Aquino, S. Caterina da Siena, Meister Ekhart, Girolamo Savonarola e Giordano Bruno che facevano tutti parte di quest'Ordine religioso.

Dopo l'ordinazione sacerdotale avvenuta il 23 dicembre 1939 sulla tomba di Santa Caterina da Siena nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma col nome di Padre Antonino, inizia a svolgere il suo apostolato in varie parrocchie tra Roma, Perugia e Teramo.

Viene ordinato sacerdote dal neo consacrato vescovo per l'India Mons. Benedetto Cialeo che così si esprime nell'Omelia, delineando già da allora la Missione di Padre Antonino:Durante gli anni di permanenza nella capitale italiana si dedica anche allo studio del sanscrito, come aveva promesso ai suoi insegnanti del Seminario indiano prima di partire. Per fare ciò si avvale dell'aiuto del più grande orientalista italiano del '900, il prof. Giuseppe Tucci che ha occasione di incontrare all'ISMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente).

Nell'Anno Accademico1940-1941 scrive la sua tesi di Lettorato intitolata " Visione Induista nei confronti della Redenzione".

L'ultimo giorno di permanenza in Italia, prima della partenza per l'India, P. Anthony incontra a Roma i vecchi amici che l'avevano preparato e formato alla sua futura Missione: il prof. Giuseppe Tucci, il sen. Giovanni Gentile allora editore generale dell'Enciclopedia Treccani e Ernesto Bonaiuti noto sacerdote italiano scomunicato per i suoi modernismi, il quale lo lasciò con queste parole:

Il periodo inglese (1942-1960) Nel 1942 sente forte il desiderio di ritornare in India, ma con la II guerra mondiale in corso non esistevano navi che facessero un servizio diretto, in quanto l'India era ancora colonia dell'Impero britannico proprio mentre l'Italia era in guerra con l'Inghilterra. Padre Anthony riesce ad ottenere il consenso al rientro in patria da parte del Padre Provinciale dell'Ordine anche perché in quel periodo, in India, tutti i Missionari italiani, tra cui i Domenicani, erano stati internati dal Governo Britannico.

La prima tappa è Lisbona, dove arriva con un volo aereo direttamente da Roma, sperando di prendere un passaggio con una nave cargo diretta a Goa, allora ancora colonia portoghese, o con l'Inghilterra.

Il 1942 è pure l'anno in cui il Mahatma Gandhi assieme ad altri esponenti del Congresso Nazionale Indiano (Indian National Congress) come Jawaharlal Nehru, Maulana Abdul Kalam Azad, Vallabhbhai Jhaverbhai Patel, Sarojini Naidu, ecc. vengono internati o costretti agli arresti domiciliari.

A Lisbona entra in contatto con Subhas Chandra Bose, altro leader della rivoluzione indiana, il quale però considerava valida solo la lotta armata essendosi palesemente alleato e schierato dalla parte delle potenze dell'Asse, che lo invita ad andare in Giappone con l'allettante offerta di poter studiare la filosofia Zen, offerta però declinata.

Con un ben congegnato trucco, il servizio segreto britannico che aveva intercettato alcune lettere inviate da Anthony Elenjimittam al Mahatma Gadhi, lo costringe a salire su una delle navi dirette in Inghilterra, dove appena giunto al porto di Liverpool viene incriminato con: Viene quindi internato nel London Patriotic School in attesa di una risoluzione da parte dell'Intelligence britannica, che dopo tre mesi gli comunica che sarà trattenuto presso il monastero domenicano di Hawkesyard come un "ribelle e rivoluzionario" dovendo sottostare alle restrizioni del caso. Ma la vita presso il monastero dopo poco tempo comincia a pesare a P. Anthony che chiede ed ottiene da parte del Ministero dell'Interno di poter essere trasferito presso la Casa di Studio annessa al convento Domenicano di Oxford, dove ha l'opportunità di conoscere e frequentare Padre Gervase Mathew e Padre Victor F. White, discepolo di Carl Gustav Jung che lo metteranno in contatto con numerose altre personalità scientifiche a quel tempo presenti presso l'Università di Oxford, nonché del movimento del Brahmo Samaj, di Rabindranath Tagore e del prof. Sarvepalli Radhakrishnan, che diventerà suo intimo amico nel periodo indiano.

Purtroppo però lo spirito innovativo e sempre in movimento di P. Anthony lo porta ancora a viaggiare e il 7 settembre 1943 se ne va dalla Casa conventuale domenicana di Oxford per trasferirsi a Londra, alla Casa dei Giovani Cristiani, dove viene raggiunto dalla notizia che il Manchester College Committee gli aveva conferito una borsa di studio per elaborare una tesi a libero soggetto. Sceglie quindi di sviluppare il lavoro di ricerca presso l'Università di Cambridge, lavoro che avrà il titolo di "Religious Unity of Mankind" sotto la supervisione del Prof. R. F. Rattray, maggior esperto dell'epoca alla Cambridge University. La tesi sarà successivamente pubblicata col titolo "Dharmadvaitham".

Durante l'anno di permanenza a Cambridge (ottobre 1942 - settembre 1943) Padre Anthony si impiega pure presso una fabbrica di materiali ottici, la Unicam Instrument Company, lavorando al mattino e studiando al pomeriggio. Una volta completata la tesi Anthony ritorna a Londra, trovando un nuovo lavoro dapprima presso la Central Film Library, poi come giornalista presso l'United Press (Stampa Riunita Indiana), il quotidiano Kesari di Poona e l'Inquirer di Londra sul quale pubblico il suo primo articolo "Musing from The London Bridge".

La vita londinese gli permette di ampliare ulteriormente le sue conoscenze, avvicinandosi al Vedanta Movement diretto allora da Swami Avvyaktananda, al Ramakrishna-Vivekananda Movement, alla Theosophical Society, al Buddhismo del monaco birmano Bhikshu Tittila. Nello stesso anno inizia una corrispondenza col Mahatma Gandhi che conoscerà però solamente l'anno seguente in India.

Rimane memorabile l'intervista fatta al primo ministro Winston Churchill durante la campagna elettorale del 1945 al Walthemstow Stadium di Londra.

Nell'ottobre 1945 finalmente il Segretario di Stato consegna un nuovo passaporto ad Anthony Elenjimittam che può così tornare nel suo paese natio.

Il periodo indiano (1945-1974) In India continua ad essere tenuto sott'occhio dal Servizio Segreto Britannico che lo aveva inquadrato come "ardente nazionalista" e inoltre la chiesa cattolica lo vede come un "eretico" per le sue idee innovative in campo spirituale.

Poco tempo dopo entra a far parte attiva del Sadhran Brahmo Samaj, movimento molto vicino alle sue idee filosofiche fondato da Raja Ram Mohan Roy (1772-1833) giustamente chiamato il "Padre dell'India moderna".

Diventa redattore capo de The Indian Messenger, settimanale di lingua inglese legato alle idee del Brahmo Samaj, incarico che terrà dal 1945 al 1948.

Nel 1946 e 1947 vive a Shantiniketan con l'amico S.K. George molto vicino al Mahatma Gandhi al quale aveva dedicato la tesi dal titolo Mahatma Gandhi, una sfida al cristianesimo.

In questi anni incontra per la prima volta al Shodpur Ashram il Mahatma Gandhi che lo impressionò profondamente Lo stesso Mahatma Gandhi, rispondendo alla domanda sull'insoddisfazione di P. Anthony rispetto al Brahmo Samaj dice: Nel 1946 incontra a Calcutta Maulana Abdul Kalam Azad, che diverrà di li a poco Ministro dell'Istruzione del Primo Congresso del Governo a New Delhi. Abdul Kalam Azad lo sprona a continuare i suoi studi approfondendo gli aspetti mistici di tutte le religioni e particolarmente del Sufismo Islamico, del Vedānta, dello Yoga, dell'Induismo, le scuole Bhakti, Meister Eckhart, S. Giovanni della Croce ed altri mistici del Cristianesimo, lo spirito di S. Francesco d'Assisi, i grandi ed antichi padri del deserto, lo Zen, il Taoismo, ecc. per l'unità del mondo.

A Calcutta diviene coredattore del quotidiano di lingua inglese The Eastern Express Daily. La sua attività nel contempo gli permette di viaggiare attraverso l'India e di conoscere meglio il popolo, i personaggi e i movimenti che in quegli anni infiammavano il subcontinente indiano.

Nel 1947, dopo l'indipendenza dell'India e la separazione tra Bhārat (a maggioranza induista) e Pakistan (a maggioranza mussulmana) si dedica assieme al Congresso Nazionale Indiano della Gioventù al soccorso ed all'aiuto dei profughi. Di quegli anni è l'incontro con suor Teresa, quella suora albanese che diverrà Santa Madre Teresa di Calcutta, al convento Loreto a Chowringhee.

Frequenta successivamente ed approfondisce il messaggio di Swami Vivekananda fondatore del Ramakrishna Movement, la Mahabhodi Society di orientamento buddhista, ad Almora la santa induista Ananda Moy Ma, il Tantrismo tibetano dove assieme a Lama Ping legge e confronta il Libro dei Precetti d'Oro con la traduzione inglese (The Voice of Silence) effettuata dalla teosofa H.P. Blavatski.

Nel 1949 riceve la vestizione buddhista col nome di Bhikshu Ishabodananda il cui significato è "Monaco mendicante la cui Beatitudine è Isha Bhod (Gesù e Buddha)". Nel 1951 arriva a Bombay dove lavora come direttore all'Istituto di Ricerca di Filosofia Orientale della fondazione R.L. Trust, continuando comunque a tenere conferenze alla Ramakrishna Mission, alla Società Teosofica, al Movimento Bahai, al Vihara Bahujana Buddhista ed altri.

Al momento della pubblicazione del suo quarto libro (Philosophy and Action of R.S.S.) trova il muro del cattolicesimo romano impersonato dall'Arciverscovo di Bombay Valerian Gracias che fa bruciare i 4.000 libri stampati tramite l'Examiner Press in quanto ritenuti poco ortodossi se scritti da un Padre Domenicano.