La Cappella Paolina, nome derivato da Papa Paolo V Borghese, che la fece progettare, costruire ed affrescare, è una cappella del Palazzo del Quirinale a Roma.
Storia La grande cappella prende il suo nome da Papa Paolo V, nato Borghese, il quale la fece costruire nel 1615 al fine di avere a disposizione nel Palazzo del Quirinale, allora residenza papale, un ambiente delle stesse dimensioni della Cappella Sistina. Anche la distribuzione dello spazio corrispondeva alla Sistina, per consentire di riproporre lo stesso cerimoniale al Quirinale come in Vaticano. A partire dal 1823 la Cappella Paolina fu utilizzata quattro volte consecutive come sede del conclave: il primo pontefice ad essere eletto qui fu Leone XII, mentre l’ultimo fu Pio IX; quest'ultimo, dopo la presa di Roma del 20 settembre 1870 da parte del Regio Esercito, dovete lasciare il Quirinale che divenne così la residenza del re Vittorio Emanuele II d'Italia .
Una volta che il Quirinale venne adibito a residenza reale, la cappella accolse tutte le celebrazioni religiose di Casa Savoia. Il 4 dicembre 1904 si tenne qui il battesimo del principe Umberto di Savoia, principe di Piemonte, unico figlio maschio di re Vittorio Emanuele III e della regina Elena d'Italia. Sempre nella Cappella Paolina, nel 1923, si tennero le nozze della principessa Iolanda Margherita e del conte Giorgio Carlo Calvi di Bergolo, mentre nel 1930 si tennero le nozze del principe Umberto, futuro re Umberto II, e della principessa Maria José del Belgio. Nel 1937 si tennero nella cappella la consegna della Rosa d'Oro, onorificenza pontificia, alla regina Elena e il battesimo di Vittorio Emanuele, principe di Napoli. Probabilmente l'unico grande evento di Casa Savoia che si tenne nella cappella fu nel 1939 quando si celebrò matrimonio della principessa Maria Francesca di Savoia e del principe Luigi di Borbone-Parma .
Descrizione Nel 1619 venne collocato un rilievo Lavanda dei piedi di Cristo, realizzato da Taddeo Landini, sopra la porta che collega la Sala Regia, oggi Salone dei Corazzieri, alla Cappella Paolina . Il pavimento in marmi di più colori e la splendida decorazione della volta, modellata in stucco bianco e dorato, risalgono alla prima sistemazione seicentesca della cappella. Sulla parete destra emerge un imponente balcone marmoreo, anch’esso del 1600: è la cosiddetta cantoria, che ospitava il coro per le messe cantate. I dipinti murali sono invece più recenti, realizzati nel 1818, in poco più di un mese, ad opera di un gruppo di undici pittori. La decorazione finge un’architettura con nicchie che ospitano finte statue degli Apostoli, degli Evangelisti e di San Paolo. Sull’altare troviamo non un quadro ma un arazzo: fu tessuto nella manifattura parigina dei Gobelins nel 1817 e raffigura l’Ultima predica di Santo Stefano.
Ogni domenica, in concomitanza con l’apertura delle sale del Quirinale, la cappella ospita un concerto aperto al pubblico e trasmesso in diretta radiofonica . La cappella attualmente è luogo di culto della Diocesi di Roma, officiata specialmente a Natale e Pasqua dal Cardinale Vicario , posta sotto la giurisdizione canonica della Parrocchia competente per territorio .
Note
Bibliografia AA.VV., Restauri al Quirinale, vol. I, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1999 F. Petrucci, Le Stanze del Cardinale, De Luca, Roma, 2003
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