Reduce della Repubblica Sociale Italiana e successivamente attivo negli ambienti del neofascismo italiano del dopoguerra, affiancò all'attività politica e giornalistica interessi molto eterogenei, occupandosi di narrativa, fantascienza, critica letteraria, costume, divulgazione scientifica, editoria e televisione. Fu tra i fondatori dell'Istituto di studi militari Alberto Pollio e partecipò nel 1965 al Convegno dell'hotel Parco dei Principi sulla «guerra rivoluzionaria».

È ricordato in campo letterario soprattutto per Donne e mitra (1950), dedicato all'esperienza dei combattenti della RSI e successivamente ripubblicato con il titolo Le donne non ci vogliono più bene. L'opera è stata annoverata dagli studiosi fra i testi più rappresentativi della cosiddetta «letteratura dei vinti» sorta intorno alla memoria della Repubblica Sociale.

Biografia

Giovinezza e Repubblica Sociale Italiana

Nacque a Roma il 31 ottobre 1921 in una famiglia aristocratica di origine savoiarda, figlio di Roland Orlando de Boccard (1878-1924) e Paola de Constantin de Châteauneuf (1884-1973).

Durante la seconda guerra mondiale aderì alla Repubblica Sociale Italiana, nella quale prestò servizio come sottotenente della Guardia Nazionale Repubblicana. Combatté in Piemonte nel periodo 1943-1945.

Le esperienze della guerra civile italiana e della sconfitta della RSI costituirono successivamente la materia principale di Donne e mitra, pubblicato nel 1950, e degli articoli confluiti molti anni dopo in Il passo dei repubblichini.

Il neofascismo nel dopoguerra

Nel primo dopoguerra de Boccard partecipò alle attività del neofascismo clandestino. Militò nei Fasci di Azione Rivoluzionaria (FAR), formazione alla quale aderirono diversi reduci della Repubblica Sociale.

Prese parte, insieme ad altri militanti, all'irruzione nella stazione radio della RAI di Monte Mario del 29 aprile 1946, durante la quale venne temporaneamente interrotta la programmazione per trasmettere Giovinezza.

Negli anni successivi la sua attività si sviluppò fra giornalismo, ambienti della destra politica e rapporti con organismi informativi e militari. Secondo documentazione emersa in successive inchieste giudiziarie, de Boccard ebbe rapporti con i servizi segreti militari italiani; nel 1975 La Stampa, dando notizia del suo arresto nell'ambito di indagini sulle cosiddette «trame nere», lo indicò come ex agente del SID.

Lo storico Aldo Giannuli, nell'ambito di una relazione redatta per il giudice istruttore milanese Guido Salvini, ricostruì il ruolo di de Boccard negli ambienti nei quali si intrecciavano organizzazioni della destra radicale, attività anticomuniste e apparati informativi. Anche Marco Nozza lo inserì nelle proprie ricostruzioni sugli ambienti dell'estrema destra e degli apparati italiani negli anni della strategia della tensione.

Giornalismo e fantascienza

Parallelamente all'attività politica, de Boccard intraprese una lunga carriera giornalistica. Collaborò inizialmente con testate quali Il Popolo di Roma, Cronache italiane e il Meridiano d'Italia.

All'inizio degli anni cinquanta partecipò inoltre alla prima stagione della fantascienza italiana. Con lo pseudonimo di Ebel de Monserrat collaborò nel 1952 a Mondi nuovi, una delle prime riviste italiane specializzate nel genere, pubblicandovi a puntate il racconto lungo Viaggio per Miranda.

Utilizzò anche lo pseudonimo E. Grafson, con il quale firmò i testi del fumetto fantascientifico Il mistero del satellite H-15, disegnato da Guido Buzzelli e pubblicato a puntate sulla stessa rivista. Scrisse inoltre articoli di divulgazione scientifica quali Le nostre inchieste scientifiche, Il muro del suono e, nel 1955 su Mondi Astrali, Le meraviglie della cibernetica.

Tra il 1958 e il 1967 collaborò con continuità al settimanale Lo Specchio, dove svolse attività di redattore e critico letterario. Con lo pseudonimo dannunziano di Duca Minimo curò la rubrica mondana Cronache bizantine, dedicata alla società romana e agli ambienti di Via Veneto.

Cinema, musica e spettacolo

De Boccard ebbe alcune esperienze anche nel cinema e nello spettacolo. Nel 1961 comparve come generico, non accreditato, in I sogni muoiono all'alba, film diretto da Mario Craveri, Enrico Gras e Indro Montanelli, mentre l'anno seguente interpretò un ruolo in Oggi a Berlino di Piero Vivarelli.

Nell'aprile 1961 partecipò inoltre al concorso radiofonico Canzoni per l'Europa con Il palloncino rosso, brano su musica di Ettore Lombardi. La manifestazione, presentata da Nunzio Filogamo, fu organizzata dalla RAI insieme al Casinò di Saint-Vincent e trasmessa sul Secondo Programma.

Fu inoltre legato agli ambienti da cui nacque il cabaret romano de Il Bagaglino.

L'Istituto Pollio e il convegno sulla «guerra rivoluzionaria»

Nel 1964 de Boccard fu, insieme a Gianfranco Finaldi, fra i fondatori dell'Istituto di studi militari Alberto Pollio, organizzazione dedicata allo studio della guerra non convenzionale e dell'anticomunismo.

L'Istituto organizzò a Roma, presso l'Hotel Parco dei Principi, il convegno sulla «guerra rivoluzionaria», svoltosi dal 3 al 5 maggio 1965. La documentazione conservata nell'Archivio storico del Senato della Repubblica comprende il programma dei lavori, materiale dell'Istituto e una bozza della comunicazione di de Boccard.

De Boccard tenne una relazione intitolata Lineamenti ed interpretazione storica della guerra rivoluzionaria. Al convegno parteciparono, tra gli altri, Pino Rauti, Guido Giannettini, Pio Filippani Ronconi, Giorgio Pisanò, Giano Accame, Alfredo Cattabiani e Fausto Gianfranceschi.

Il convegno è stato successivamente oggetto di numerosi studi sulla storia dell'estrema destra, dei servizi segreti e della strategia della tensione. Anche la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia ne esaminò il ruolo e i rapporti con ambienti militari e informativi.

Secondo le successive ricostruzioni giudiziarie e storiografiche de Boccard ebbe inoltre rapporti con esponenti dell'area di Ordine Nuovo e con ambienti dei servizi segreti militari.

Televisione, editoria e Playmen

Nel 1967 fondò Telemega, indicata come una delle prime società italiane specializzate nella produzione autonoma di servizi televisivi. Nello stesso anno la società realizzò durante la guerra dei sei giorni il documentario Cancelleremo Israele, girando materiale anche nel Sinai.

Tra il 1968 e il 1972 collaborò stabilmente con il mensile Playmen. Nel febbraio 1970 vi pubblicò un'intervista al filosofo tradizionalista Julius Evola, scelta che suscitò discussioni negli ambienti della destra tradizionalista anche per la natura della rivista sulla quale apparve.

Fra il 1969 e il 1971 diresse per l'editore Dellavalle di Torino la collana di letteratura erotica Inferno.

Nel 1971 curò per le edizioni Homerus Processo di Sculacciabuchi e Ifigonia, volume dedicato ai due celebri componimenti goliardici, corredandoli di introduzione e commento. L'opera fu recensita da Gianfranco de Turris su L'Italia che scrive.

Nel 1972, in collaborazione con il quotidiano romano Il Tempo, de Boccard partecipò alla creazione della Video Self Service, società con sede nella Galleria Colonna. L'esperimento produsse un notiziario televisivo indipendente, interrotto dopo circa una settimana in seguito all'intervento del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni, nel periodo in cui il monopolio televisivo della RAI era ancora oggetto di un ampio contenzioso politico e giuridico.

Nel 1973 diresse il mensile di divulgazione scientifica Roger. Fra il 1974 e il 1976 fu invece redattore di Tuttoquotidiano. Collaborò inoltre con Il Tempo e con Il Settimanale.

Nel 1976 lavorò per Fratelli Fabbri Editori a nuove edizioni dei romanzi di Emilio Salgari. In appendice a Sandokan alla riscossa, per esempio, apparve il saggio Salgari e l'universo della fantasia, scritto insieme a Rolando Jotti.

L'anno successivo pubblicò il Dizionario della letteratura erotica, repertorio dedicato ad autori e opere della letteratura erotica internazionale.

La lettera-testamento di Junio Valerio Borghese

De Boccard ebbe rapporti anche con Junio Valerio Borghese. Fra le sue carte fu conservata una copia della cosiddetta «lettera-testamento» attribuita a Borghese, relativa anche alle vicende del fallito golpe Borghese del dicembre 1970.

Il documento fu consegnato nel 2003 alla procura di Brescia da un discendente di de Boccard e fu esaminato da Aldo Giannuli. Lo storico osservò che, trattandosi di una copia, non era possibile stabilirne definitivamente l'autenticità, pur rilevando alcuni elementi di compatibilità con gli scritti di Borghese.

Vita privata e morte

Nel 1976 sposò a Roma Giovanna Supino d'Airola.

Morì a Roma il 28 aprile 1988, all'età di 66 anni.

A Roma, nel comprensorio di Torresina, gli è stata intitolata una strada nell'ambito di una serie di vie dedicate a giornalisti italiani.

Attività letteraria

Donne e mitra

L'opera letteraria più nota di de Boccard è Donne e mitra, uscita nel novembre 1950 presso l'editore romano L'Arnia. Il volume è composto da cinque racconti e dal romanzo breve Fine del diario storico, tutti ambientati durante la guerra civile italiana del 1943-1945 e legati all'esperienza dei giovani che combatterono nella Repubblica Sociale.

L'opera è stata studiata nell'ambito della narrativa memorialistica prodotta dagli ex combattenti di Salò. Andrea Devoto la segnalò nel suo studio sulla psicologia politica del neofascismo, mentre Giuseppe Iannaccone l'ha inserita fra i testi significativi della «letteratura di Salò». Anche Carlo Mazzantini, autore di A cercar la bella morte e I balilla andarono a Salò, richiamò de Boccard nella propria ricostruzione dell'esperienza generazionale dei giovani combattenti della RSI.

Nel 1995 il libro fu ripubblicato dalle edizioni Sveva con il nuovo titolo Le donne non ci vogliono più bene, già approvato dallo stesso de Boccard, e con un'introduzione di Gianfranco de Turris. Una nuova edizione, curata da de Turris e Rosanna Romanisio Amerio e corredata da illustrazioni di Alberto Romano, è stata pubblicata da Solfanelli nel 2022.

Il passo dei repubblichini

Nel 2006 l'editore Le Lettere pubblicò postumo Il passo dei repubblichini, con una presentazione dello storico Francesco Perfetti. Il volume raccoglie un'inchiesta giornalistica scritta da de Boccard negli anni cinquanta sul destino politico, umano e professionale degli ex appartenenti alla Repubblica Sociale nei primi anni del dopoguerra.

Secondo Eugenio Di Rienzo, l'inchiesta risaliva al 1956 ed era dedicata alla dispersione e alle trasformazioni politiche degli ex fascisti dopo il 25 aprile 1945. L'edizione del 2006 consta di 95 pagine ed è apparsa nella collana «Biblioteca di Nuova Storia Contemporanea».

Procedimenti giudiziari

La querela di Gina Lollobrigida

Nel 1952 de Boccard fu protagonista di una controversia giudiziaria che ebbe risonanza anche sulla stampa internazionale. Sul Meridiano d'Italia pubblicò una recensione fortemente negativa del film Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani, facendo un apprezzamento sul seno della protagonista Gina Lollobrigida e utilizzando il vocabolo romanesco «zinna».

Lollobrigida, ritenendo l'espressione offensiva, querelò de Boccard e il direttore del giornale Franco Servello. La vicenda venne ripresa anche dal settimanale tedesco Der Spiegel e dal periodico statunitense Time.

De Boccard sostenne in propria difesa che il vocabolo aveva precedenti nella tradizione letteraria italiana. Dopo una prima decisione sfavorevole, de Boccard e Servello furono successivamente assolti dal Tribunale di Roma.

Il cippo di Cassibile

Nel 1955 fu processato in seguito all'asportazione della cosiddetta «Pietra della pace», un cippo collocato dagli statunitensi a Cassibile a ricordo dell'armistizio del 3 settembre 1943.