Un pappagallo volò sull'IJssel è la sedicesima opera del rifugiato politico Kader Abdolah, iraniano naturalizzato olandese. Il romanzo, in gran parte d'ispirazione autobiografica, è scritto in lingua olandese e racconta l'integrazione dei primi rifugiati politici nei Paesi Bassi. Sebbene la narrazione comprenda diversi personaggi (di cui solo Memed, la figlia Tala, Parri e la di lei famiglia sono di nazionalità persiana), essa è perlopiù incentrata su Memed, meccanico di Teheran che si finge richiedente asilo per garantire alla figlia, mortalmente malata, le cure necessarie in Occidente. Ciò lo porterà nella piccola e provinciale Zalk, sul fiume IJssel.

Pubblicato nei Paesi Bassi, ad Amsterdam, nel 2014 da Prometheus, è stato tradotto in Italiano da Elisabetta Svaluto Moreolo e pubblicato nel 2016 dalla casa editrice milanese Iperborea grazie anche al "Creative Europe Programme of the European Union".

Sinossi Il romanzo racconta la talvolta problematica integrazione dei primi profughi mediorientali nei Paesi Bassi, concentrandosi in particolare su Zalk, Zwolle, Wilsum e 'S-Heerenbroek, provinciali località presso il fiume IJssel. Inizialmente concentrata esclusivamente su Memed e la figlia Tala, malata di cuore, una volta morta quest'ultima procede narrando le vicende dei vari personaggi secondari, ricostruendo così la storia di tutta la comunità dei profughi.

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Categoria:Romanzi di Kader Abdolah