Larcidiocesi di Pescara-Penne () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2023 contava 285.900 battezzati su 299.800 abitanti. È retta dall'arcivescovo Tommaso Valentinetti.
I patroni della diocesi sono san Cetteo (per Pescara) e san Massimo Levita (per Penne).
Territorio Il territorio dell'arcidiocesi corrisponde alla porzione marittima della cosiddetta area vestina, dal nome dell'antica popolazione che vi abitava in epoca preromana, e copre un totale di 41 comuni abruzzesi: 31 comuni in provincia di Pescara: Alanno, Brittoli, Cappelle sul Tavo, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Catignano, Cepagatti, Città Sant'Angelo, Civitaquana, Civitella Casanova, Collecorvino, Corvara, Cugnoli, Elice, Farindola, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Montesilvano, Moscufo, Nocciano, Penne, Pescara, Pescosansonesco, Pianella, Picciano, Pietranico, Rosciano, Spoltore, Torre de' Passeri, Vicoli e Villa Celiera; 10 comuni in provincia di Teramo: Arsita, Basciano, Bisenti, Castel Castagna, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Cermignano, Montefino e Penna Sant'Andrea.
Sede arcivescovile è la città di Pescara, dove si trova la cattedrale, intitolata a "San Cetteo e a tutti i Santi Pontefici", che è il Tempio Nazionale della Conciliazione, costruito a partire dal 1933 per celebrare la firma dei Patti Lateranensi. A Penne ha sede la concattedrale intitolata a "San Massimo", le cui reliquie vi vennero traslate nell'anno 868.
Vicariati e parrocchie
La diocesi si estende su 1.600 km² ed è suddivisa in 123 parrocchie, raggruppate in 12 vicariati foranei: Castiglione Messer Raimondo, Cepagatti, Cermignano, Città Sant'Angelo, Montesilvano, Penne, Pescara Centrale, Pescara Nord, Pescara Porta Nuova, Pescara Sud, Spoltore e Torre de' Passeri.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Pescara-Penne, istituita nel 1982, comprende una sola diocesi suffraganea, la diocesi di Teramo-Atri.
Istituti religiosi Carmelitane Carmelitani Carmelitani scalzi Compagnia di Gesù Congregazione della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria Figlie della Divina Provvidenza Figlie della Madonna del Divino Amore Figlie di Maria Ausiliatrice Figlie di Sant'Anna Maestre pie Filippini Missionari oblati di Maria Immacolata Ordine dei frati minori Ordine dei frati minori conventuali Ordine dei frati minori cappuccini Ordine della compagnia di Maria Nostra Signora Piccola opera della Divina Provvidenza Povere figlie della Visitazione di Maria Santissima Religiosi terziari cappuccini di Nostra Signora Addolorata Riparatrici del Santo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo Società del Gesù Sorelle della misericordia Suore Carmelitane Teresiane di Veroli Suore del Cuore Santissimo di Gesù Suore del Cuore Eucaristico di Gesù Suore della carità di Santa Giovanna Antida Thouret Suore della Sacra Famiglia di Penne Suore dell'Immacolata di Santa Chiara Suore del Santissimo Sacramento Suore di carità della Santa Croce Suore di Gesù Buon Pastore Suore francescane missionarie di Gesù Bambino Suore missionarie pie madri della Nigrizia Suore orsoline di Maria Immacolata
Storia Secondo la tradizione, la diocesi di Penne sarebbe stata fondata da uno dei 72 discepoli di Gesù, san Patras, inviato ad evangelizzare queste terre da san Pietro. Un'altra tradizione riferisce che durante la persecuzione di Diocleziano avrebbero subito il martirio a Casauria i santi Massimo, Venanzio, Luciano e Donato, le cui reliquie sarebbero state trasferite nel duomo di Penne dal vescovo Giraldo nell'868. Non vi sono tuttavia riscontri storici a supporto di queste tradizioni.
Incerta è anche l'attestazione del primo vescovo di Penne. UghelliItalia sacra, vol. I, col. 1112. e altri eruditi locali assegnano alla diocesi il vescovo Romano menzionato negli atti del concilio del 499 come episcopus ecclesiae Pitinatium, che tuttavia gli editori identificano con Pitinum, ossia Pettino presso L'Aquila. Secondo Lanzoni, è probabile che la diocesi di Penne sia anteriore al VII secoloLanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII , p. 370., ma la sua serie episcopale inizia solo in epoca carolingia, nella prima metà del IX secolo, con il vescovo Amadeo, destinatario di un diploma dall'imperatore Lotario I nell'837, e che prese parte al concilio romano dell'844.
Tra IX e X secolo sorsero nel territorio diocesano due importanti abbazie benedettine: l'abbazia di San Clemente a Casauria, fatta edificare da Ludovico II nell'871, e l'abbazia di San Bartolomeo di Carpineto. Le Cronache redatte dai monaci di queste due istituzioni rappresentano ancora oggi le principali fonti per la storia civile e religiosa dell'Abruzzo.Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
Il 15 marzo 1252 la diocesi di Penne venne unita aeque principaliter a quella di Atri, istituita l'anno precedente, con la bolla Licet ea di papa Innocenzo IV. Il primo vescovo delle due sedi unite è Beraldo, chiamato anche Berallus, documentato dal 1252 al 1263. L'unione è perdurata fino al 1949.
Le due diocesi erano immediatamente soggette alla Santa Sede. Il 1º giugno 1526 papa Clemente VII con la bolla Super Universas la rese suffraganee dell'arcidiocesi di Chieti. Tuttavia questo provvedimento ebbe vita breve: infatti nel 1539, su richiesta della duchessa di Penne Margherita d'Austria, papa Paolo III le rese nuovamente indipendenti dalla giurisdizione di un metropolita.
Nella seconda metà del Cinquecento si distinsero in particolare due vescovi pennesi: Jacopo Guidi (1561-1568), che prese parte al concilio di Trento e che ha lasciato due diari sulle sessioni conciliari e sui suoi interventi; e Paolo Odescalchi (1568-1572), fondatore del seminario (1570) e legato pontificio, che benedisse le navi in partenza per la battaglia di Lepanto.
Tra il 1651 ed il 1681 le diocesi di Penne e Atri vissero una grande crisi religiosa: vi fu una flessione dei "comunicati" di circa il 20% (in buona sostanza si passò dal 95% dei fedeli che puntualmente ricevevano i sacramenti, come da precetto, al 77% del 1680). Le cifre furono talmente ragguardevoli che il vescovo Giuseppe Spinucci decise di tenere il primo sinodo diocesano nel 1681. Grazie a quest'assise nel 1702 coloro che si confessavano regolarmente a Pasqua e Natale e prendevano parimenti la comunione tornarono ad essere più del 96% dei parrocchianiLorenzo Valloreja, Passione Angolana : storia inedita di lotte ed intrighi per la sopravvivenza ed il potere a Città Sant'Angelo, in Abruzzo Ulteriore, tra il XIII ed il XIX secolo, Pescara, Ianieri Edizioni..
Tra Ottocento e la prima metà del Novecento, le due diocesi furono occupate da vescovi dal lungo episcopato, come Domenico Ricciardone (1818-1845), Vincenzo D'Alfonso (1847-1880) e Carlo Pensa (1912-1948), che si impegnarono per la ristrutturazione della diocesi e della curia vescovile e per un attivo impegno pastorale.
Dopo la riunificazione della città di Pescara e la sua elevazione a capoluogo provinciale (1927), il 1º luglio 1949 con la bolla Dioecesium circumscriptiones, papa Pio XII riorganizzò la diocesi nel modo seguente: fu sciolta l'unione con la diocesi di Atri, che venne unita aeque principaliter alla diocesi di Teramo; fu annessa alla diocesi di Penne parte del territorio della diocesi di Chieti corrispondente alle cinque parrocchie del comune di Pescara situate a sud del fiume; la diocesi assunse il nome di diocesi di Penne-Pescara a seguito del trasferimento a Pescara della cattedra diocesana, della sede vescovile, del capitolo dei canonici, degli uffici di Curia e del seminario; infine, la chiesa di San Massimo di Penne divenne concattedrale della diocesi, che restò, come in precedenza, immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Primo vescovo della nuova diocesi fu Benedetto Falcucci (1949-1959). Nuova cattedrale della diocesi fu la chiesa di San Cetteo, edificata tra il 1933 e il 1939 con il titolo di Tempio Nazionale della Conciliazione.
Il 24 gennaio 1950 la diocesi di Penne-Pescara cedette alla diocesi di Teramo 27 parrocchie corrispondenti ai comuni di Castelli, Fano Adriano, Pietracamela, Isola del Gran Sasso, Tossicia e Colledara. Sacra Congregazione Concistoriale, Decreto Pars territorii, AAS 42 (1950), pp. 554-555. Il 21 marzo 1977 la diocesi inglobò nel proprio territorio la parrocchia di Villa Oliveti nel comune di Rosciano, già appartenuta all'abbazia territoriale di Montecassino. Congregazione per i Vescovi, , AAS 69 (1977), p. 217.
Il 3 dicembre 1952, con la lettera apostolica Augusta Dei, lo stesso papa Pio XII proclamò la Beata Maria Vergine dei Sette Dolori patrona principale della diocesi, assieme ai Santi Cetteo di Amiterno e Massimo d'Aveia., AAS 45 (1953), pp. 453-454.
Dall'11 al 18 settembre 1977 Pescara ospitò il XIX Congresso eucaristico nazionale italiano, a cui intervenne come legato pontificio il cardinale Giovanni Colombo.
La diocesi è stata elevata al rango di arcidiocesi metropolitana il 2 marzo 1982 con la bolla Ad maiorem quidem di papa Giovanni Paolo II, e contestualmente ha assunto l'attuale nome.
Il 31 maggio 2010 la parrocchia di Maria Santissima Madre di Dio, in frazione Pretaro (comune di Francavilla al Mare), è stata aggregata all'arcidiocesi di Chieti-Vasto.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Penne San Patras ? † (I secolo) Romano ? † (menzionato nel 499)Gli atti del concilio romano del 499 riportano che, al momento di sottoscriverne le decisioni, il vescovo Valentino di Amiterno firmò al posto di Romanus episcopus ecclesiae Pitinatium, sede identificata con Pitinum, ossia Pettino presso L'Aquila. A partire dalle molte varianti presenti nei manoscritti, storici ed eruditi locali hanno fatto di Romano un vescovo di Penne. Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in M.G.H., Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino, 1894, p. 408, nº 40. Amadeo † (prima dell'817 - dopo l'844)Il vescovo Amadeo è storicamente documentato in due occasioni. Il 13 gennaio 837 ricevette un diploma dall'imperatore Lotario I; D'Avino riporta erroneamente la data dell'835 (Die Urkunden der Karolinger, a cura di Theodor Schieffer, in M.G.H., Diplomatum Karolinorum, III, Berlino-Zurigo, 1966, pp. 105-107). Prese poi parte al concilio romano del 15 giugno 844, durante il quale venne incoronato re Ludovico II (Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1984, p. 25,18; Liber pontificalis, ed. L. Duchesne, vol. II, p. 90). Secondo Ughelli, Amidaeus è già documentato nell'817.Dopo Amadeo, D'Avino aggiunge un vescovo Garibaldo I nell'840, che è da escludere, essendo vescovo in questo periodo Amadeo. Giacomo †Ughelli, apud Baronium, inserisce il vescovo Giacomo all'844. Secondo Coletti, continuatore di Ughelli, si tratta di un abbaglio dell'erudita cistercense, poiché Baronio non parla di Giacomo, ma di Amadeo. Tuttavia il nome di Giacomo appare dopo quello di Amadeo in antichi documenti di Penne, benché ne sia ignoto il periodo (Italia sacra, seconda ed., vol. I, col. 1113 e nota 1). Giraldo † (menzionato nell'868) Grimoaldo IIl nome di questo vescovo è riportato in modo differente nelle varie lezioni dei manoscritti, dove si trovano Grimbaldo e Garibaldo; questo ha portato storici ed eruditi del passato a distinguere vescovi diversi per lo stesso personaggio. † (prima dell'871 - dopo l'876)Annali critico-diplomatici del Regno di Napoli, vol. VI, pp. 147-148. Elmoino † (menzionato nell'879)