Il clavier à lumières, o semplicemente luce in italiano, è uno strumento musicale inventato dal pianista russo Aleksandr Nikolaevič Skrjabin per l'esecuzione della sua opera Prometeo o il Poema del fuoco del 1910. Si tratta di uno strumento a tastiera elettrofono che proietta, a ogni nota o cambio d'armonia corrispondente, un fascio di luce colorata. I colori sottolineano vari stati d'animo evocati dalla musica e indicati da Skrjabin nella partitura secondo il sistema sinestetico. Robert Cummings, « Symphony No. 5 in F sharp major for piano, organ, chorus & orchestra (Prometheus, Poem of Fire), Op. 60 » : « dans la partition, il indique que certaines couleurs doivent inonder la salle de concert lors de l'interprétation de la pièce » Alcuni studiosi tuttavia hanno espresso dubbi sul fatto che il compositore fosse un sinesteta John Harrison (2001), Synaesthesia: The Strangest Thing, ISBN 0-19-263245-0. B.M. Galeyev, I.L. Vanechkina (2001), Was Scriabin a Synesthete?: è comunque certo che le associazioni di colore siano state influenzate in prima battuta dalle letture teosofiche e dagli scritti di Louis Bertrand Castel (ideatore nel XVIII secolo del cosiddetto clavicembalo oculare).Benedetta Saglietti, Dal Clavecin Oculaire di Louis Bertrand Castel al Clavier à Lumières di Alexandr Skrjabin, in "Metamorfosi dei Lumi" VI (2012), in particolare, pp. 187-205

Storia dello strumento

Un prototipo di questo strumento, concepito per una sala da concerto, fu costruito da Aleksander Mozer, fotografo e insegnante di elettromeccanica alla Scuola di istruzione tecnica superiore di Mosca; questa prima versione non fu mai utilizzata dal compositore, deluso dal fatto che lo strumento si limitasse solamente ad accendere alcune lampadine colorate. Una seconda versione fu costruita dall'inglese Alexander Wallace Rimington il quale, avendo già costruito uno strumento simile nel 1895 chiamato organo a colori, lo riadattò per l'occasione. Anche questa versione non fu ritenuta soddisfacente da Skrjabin.

La prima rappresentazione della composizione fu tenuta il 15 marzo 1911 a Mosca senza il clavier à lumières: Skrjabin non ebbe mai l'occasione di vedere eseguita la sua opera in maniera completa, supportata dalla multimedialità dell'illuminazione. Per l'interpretazione del Prometeo alla Carnegie Hall di New York nel 1915, Henry Chapin Plummer (avril 1915), « Colour Music - A New Art Created With the Aid of Science: The Colour Organ Used in Scriabine's Symphony Prometheus ». a un mese dalla morte del compositore, furono proiettati raggi e fasci di luce di vari colori contro uno schermo bianco. I risultati furono deludenti anche in questa occasione. Clarence Lucas scrisse che:

Solo nel 1962 a Kazan' per la prima volta il Prometeo o Poema del fuoco fu rappresentato con un flusso luminoso di colori che illustrava lo sviluppo del movimento musicale, grazie all'impiego di nuove apparecchiature predisposte dal locale Istituto di Aviazione, e il concerto fu così descritto:

Descrizione La parte del clavier à lumières è indicata in partitura in chiave di sol su due righi di pentagramma: uno segue la scala cromatica, l'altro il circolo delle quinte. In realtà l'esecutore si limita, seguendo la partitura, a proiettare fasci di luce e colore secondo il seguente schema.

+ Secondo la scala cromatica note coloridorosso do diesis/re bemolleviolaregiallomi bemolle/re diesisgrigio-violamibianco-azzurrofarosso scurofa diesis/sol bemolleblusolrosa-arancionesol diesis/la bemolleviola-porporalaverdela diesis/si bemollebagliore metallicosiblu perlaceo

+Secondo il circolo delle quinte note colori sentimentofarosso scurodifferenziazione di volontàdorosso volontàsolrosa-arancionegioco creativoregiallogioialaverdeproblema, caosmibianco-azzurrosognosiblu perlaceomeditazionefa diesis/sol bemolleblucreativitàre bemolleviolavolontà dello Spirito Creatorela bemolleviola-porporamovimento dello Spirito in un problemami bemollegrigio-violaumanitàsi bemollebagliore metallicoavidità (desiderio smodato) o entusiasmo

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni