Esponente del barocco genovese e torinese, ha progettato insieme Filippo Juvarra il cortile del Palazzo dell'Università di Torino per volere di Vittorio Amadeo II, nonché il rinnovamento del Palazzo Gio. Battista Spinola, l'ampliamento del Palazzo Spinola di San Luca, il Santuario della Madonnetta a Genova, la chiesa dei Santi Nazario e Celso di Arenzano, la chiesa di Santa Margherita di Sori, e tanti altri su commissione del patriziato genovese.
Il suo stile appartiene al rococò o barocchetto italiano.
Biografia
Famiglia Giovanni Antonio Ricca il Vecchio nacque a Lavina, enclave sabauda nella Riviera di Ponente, essendo il quarto dei sette figli di Giovanni Giacomo Ricca ed Antonia Bonanato. Tra i fratelli si distinsero Domenico (1653), Giovanni Battista (1657) ed Antonio Maria (1660), nonché Giacomo Maria (1666) nato dal secondo matrimonio del padre Gio. Giacomo e padre lui stesso di Giovanni Antonio Ricca il Giovane (1692), architetto della chiesa di San Torpete a Genova, la chiesa della Natività di Maria Santissima a Bogliasco, ed altri a Zoagli, Nozarego, ecc.
Carriera Nel 1675 viene scelto per un piccolo progetto di collegamento di una strada tra la Basilica di Carignano e l'adiacente piazza di Santa Maria in Via Lata, e nel 1678 per la costruzione di forni pubblici richieste dal governo genovese.
La locale Confraternita del Rosario decise nel 1682 di riedificare la chiesa parrocchiale di San Nicolò a Novi Ligure e ne affidò la realizzazione a Giovanni Antonio Ricca il Vecchio. Nel 1683 rileva Lorenzo Binago nella progettazione della scomparsa chiesa di San Paolo in Campetto. Nel 1684 progetta il palazzo del doge Agostino Spinola presso il convento di San Domenico (entrambi distrutti). Nello stesso anno, subito dopo il bombardamento francese di Genova, inizia la progettazione di diversi opere, compresa una nuova facciata e chiusura della loggia del Palazzo Gio. Battista Spinola (poi Doria) di Strada Nuova (finite nel 1689). Nel 1685 progetta altri interventi nella casa di Luisa Fieschi vicina alla Loggia dei Banchi, e nel 1686 nel palazzo di Paola Francesca Balbi (moglie di Carlo Emanuele Durazzo) al Campo.
Nel 1689 li viene affidato il tracciamento del stradone di Sant'Agostino, che finisce insieme ai fratelli solo nei prossimi trent'anni, e nel 1691 la chiusura della loggia del Palazzo Marcantonio Giustiniani. Ha anche progettato il Santuario della Madonnetta a Genova, edificato tra il 1695 e il 1696, per i frati dell'Ordine degli agostiniani scalzi. Il profilo, compatto e lineare, riflette la semplicità di vita degli agostiniani. Nel 1696 progetta anche i lavori di ampliamento nel Palazzo Spinola di San Luca detto del Serriglio, su richiesta del duca Paolo Spinola Doria. Nel 1698 rileva Johann Lukas von Hildebrandt nella costruzione della canonica della Basilica di Carignano su commissione di Domenico Maria Ignazio Sauli.
Per la chiesa dei Santi Nazario e Celso di Arenzano fu scelto il suo progetto nel 1703, e la direzione dei lavori fu affidata in un primo tempo a suo fratello Giovanni Antonio, poi a Giacomo Viano, poiché Giovanni Antonio dopo la morte della moglie si era ritirato nel convento dei padri agostiniani scalzi, assumendo il nome di padre Marino. Secondo A.W. Ghia nel 1704 progetta la ricostruzione del Palazzo Sauli di San Genesio in Via San Lorenzo, su commissione del senatore Domenico Maria Ignazio Sauli. Questo argomento venne però contestato da C. Altavista che ritiene l'opere di San Genesio solo attribuibili al fratello Giacomo Maria.
Ha disegnato la chiesa parrocchiale di Sori, dedicata a Santa Margherita, che fu edificata tra il 1711 e il 1714. Ha una sola una navata ed è a pianta ellittica, come molte chiese liguri del tempo.
Nel 1711 viene ancora incaricato con il disegno della nuova Via Giulia (attuale via XX Settembre).
Nel 1722 viene nominato architetto camerale della Serenissima Repubblica di Genova (1722-1724).
Nel 1723 fa un progetto per il Palazzo di Giacomo Lomellini vicino alla Basilica di San Siro.
Il palazzo dell'Università di Torino
Realizzato per volere di Vittorio Amedeo II, come espressione visibile delle riforme del sistema scolastico sabaudo settecentesco, il palazzo della Regia Università di Torino fu progettato dall'architetto Michelangelo Garove nel 1712. Non soddisfatto del progetto, Vittorio Amedeo affidò la commessa agli architetti torinesi Pietro e Giorgio Sardi, cui fu anche firmato un contratto. Non contento, chiese un disegno al pittore e architetto Pietro Francesco Garoli; infine si rivolse a Giovanni Antonio Ricca il Vecchio che si incaricò di realizzare l'opera, aiutato da Filippo Juvarra che la portò a termine disegnando la facciata in cotto. Il cortile d'onore, progettato da Ricca, è articolato in un doppio loggiato: al piano terreno, tra le colonne a rocchi lisce, ci sono statue a figura intera e busti; la loggia soprastante ha colonne con fusto a rocchi alternati, lisci e scanalati, nel gusto del barocchetto francese.
All'archivio di Stato di Torino si conserva una ricevuta di 200.000 lire, datata 7 luglio 1713 ed emessa dal Consiglio dell'Artiglieria fabbriche e fortificazioni, a favore di Giovanni Antonio Ricca. Aveva contatti con una ditta che eseguiva lavori di edilizia, oppure ne era il titolare: infatti nel 1712 sottoscrisse il contratto, per l'importo di 3.940 lire, per realizzare il progetto dell'architetto Bisignami, riguardante il deposito di polveri piriche a Genova.Archivio di Stato di Torino. Carte topografiche e disegni, Carte del Genovesato, Luoghi non identificati, mazzo 19, foglio 1.
Morte Giovanni Antonio Ricca il Vecchio si era stabilito a Genova qui è morto. È sepolto nella chiesa di San Nicola da Tolentino degli agostiniani scalzi.
Note
Bibliografia
Voci correlate Palazzo dell'Università (Torino)
Altri progetti