Coreglia Antelminelli è un comune italiano di abitanti della provincia di Lucca in Toscana.
Geografia fisica Coreglia Antelminelli sorge sulle pendici degli Appennini tosco-emiliani settentrionali a 595 metri di altezza, più precisamente sulle propaggini del Monte Rondinaio, che con i suoi 1964 metri sul livello del mare costituisce la massima altezza del territorio comunale di Coreglia. Situata su un colle in parte roccioso e in parte più boschivo, gode di una bellissima vista sia sugli Appennini, sia su tutta la catena delle Alpi Apuane.
Origini del nome Coreglia significa "terra di scorrimento, luogo da cui si passa" e deriva dal latino Corrilia. Antelminelli fu aggiunto nel 1862 quando, con la nascita dello Stato Italiano e l'insorgere di omonimie, nacque la necessità di distinguere il comune da quello che oggi è Coreglia Ligure.Giornale di Coreglia , articolo del dicembre 2011. Il nome Antelminelli è quello di una nota famiglia nobiliare della Lucchesia.
Storia Le prime testimonianze dell'esistenza di Coreglia Antelminelli si trovano in un documento dell'Archivio Arcivescovile di Lucca del 1048 che ne attesta la proprietà da parte dei Rolandinghi, signori longobardi della Pieve di Loppia. Il castello del tempo era più piccolo rispetto a quello attuale, composto da una fortezza e una piccola cinta muraria che racchiudeva altre due torri. A ovest il paese era protetto da un dirupo, mentre la difesa a nord era garantita dalla fortezza e dalla torre principale. Il lato a sud-est era tenuto sicuro da un castello vicino, sempre dei Rolandinghi, nella zona più a valle (Ansuco).
Nei due secoli successivi, i conflitti dei feudatari della zona con la città di Lucca costrinsero i Rolandinghi a ritirarsi. Le terre furono ereditate prima dai Bizzarri e poi dagli Antelminelli che attuarono delle modifiche alla struttura interna del paese. La fortezza fu sostituita con la chiesa di San Michele e la torre addossata a essa convertita in campanile mentre venne eretta una nuova rocca a scopi difensivi. Inoltre, per permettere spostamenti rapidi e nascosti all'occhio nemico in caso di attacco, furono costruite delle gallerie sotterranee.
Con la divisione del territorio della Garfagnana e della Valle del Serchio fatta dai lucchesi, nel 1272 nacque la Vicaria di Coreglia. Poco dopo, i guelfi al comando di Ranieri di Monte Garullo si impossessarono della roccaforte. Castruccio Castracani, nel 1316, prese d'assedio il paese e lo riconquistò. Alla sua morte, il castello rimase a Sante Antelminelli, ma sotto insistenza dei lucchesi nel 1333 Carlo IV lo sostituì con Francesco Castracani. Fu un periodo di grande splendore per la Vicaria e, successivamente, Francesco Castracani venne nominato conte dall'Imperatore. La contea era molto vasta, come testimonia uno scritto di Carlo IV:
«…Vicariam insuper Corellie de Garfagnana, Diocesis Lucane, cum fortiliciis, castris, villis et locis ad eamdem pertinentibus, videlicet Corilia, Gromignana, Roccha Pictorita, Licignana, Ghivizanum, Colle Berthinghi, Bori, Terulium, Viciana, Calavorna, Villa Terrenzana, Lugnanum, Bulglanum, Granarolum, Fornele, Chifenti, Corsagna, Perta, Putiocianum, Anchianum, Burgomozzani, Cereto, Roccamozzani, Oneta, Cuna, Vergilio, Mottone, Spolizano, Ceretulo, Gioviano, Terzone, Deza, Volimiana, Vetriano, Colognora, Villa Roggia, Castella Roggia, Anzana, Gello, Piegaio, Pescalia et Convalli…».
Nel Quattrocento i territori della Garfagnana, fino a quel momento sotto il dominio lucchese, iniziarono a fare atto di dedizione agli Estensi. Lucca, a quel tempo alleata del Ducato di Milano contro l'espansione di Firenze e Venezia, chiese aiuto agli Sforza per mantenere l'ordine. Il territorio coreglino si trovò in mezzo alle contese tra l'esercito degli Estensi e quello di Francesco Sforza quando questi scese per attuare la riconquista della Garfagnana, ma non subì danni.
Nel 1438 Lucca, tentando di mantenere la propria indipendenza da Pisa e Firenze, firmò una tregua di tre anni concedendo loro la Vicaria di Coreglia. Dopo il Cinquecento, finite le guerre per la conquista della Garfagnana, il castello di Coreglia Antelminelli perse di importanza.
Con l'annessione napoleonica nel 1801, Coreglia divenne parte della Provincia delle Montagne. L'odierno comune di Coreglia Antelminelli nasce con il Regno d’Italia nel 1861.
Durante la Seconda guerra mondiale il comune, vicino alla Linea gotica, fu conquistato dalle truppe tedesche. Durante il periodo dell'occupazione tedesca, fu commissario prefettizio del paese l'avvocato antifascista Giovanni Gelati, livornese ma trasferitosi con la famiglia a Coreglia per sfuggire ai bombardamenti. Con la moglie e la figlioletta erano con loro anche due bambini che essi facevano passare come propri ma che erano in realtà i figli di loro amici ebrei.I piccoli Piera e Arnoldo Rossi, figli di Cesarino Rossi. Cf. Giovanni Gelati, Diario di un podestà antifascista. Coreglia Antelminelli. Giugno-dicembre 1944 (Livorno: Salomone&Belforte, 2009). Gelati sfruttò con molto equilibrio e abilità la sua posizione in favore della popolazione locale fino alla Liberazione. Nel 2012 a lui e alla moglie Lydia sarà conferita l'onorificenza di "giusti tra le nazioni".Alfredo De Girolamo, Chi salva una vita: in memoria dei Giusti toscani (Regione Toscana, 2022), pp. 25-28, 89-90.
Simboli Lo stemma del comune richiama quello di Lucca per suddivisione e colori dello sfondo: bianco quello superiore e rosso quello inferiore.
Il primo contiene tre elementi: un cuore che rimanda al nome del comune (Core-glia) e due stelle dorate a otto punte poste ai suoi lati che simboleggiano la suddivisione del territorio: il Piano, a valle, e il borgo di Coreglia. Le tre montagne sullo sfondo rosso richiamano il monte delle Tre Potenze, facente parte dell'Appennino Tosco-Emiliano e del territorio del comune.
La corona posta sulla cima indica il legame di Coreglia con Francesco Antelminelli Castracani, nominato conte del posto da Carlo IV di Lussemburgo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Michele Arcangelo Chiesa di San Martino Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ghivizzano Chiesa di Santa Maria Assunta a Tereglio Chiesa dei Santi Lorenzo e Lazzaro a Piano di Coreglia. La chiesa conserva nell'abside affreschi eseguiti nel 2001 da Paolo Maiani (1950 -2022) che raffigurano La Resurrezione nella parte superiore e Gesù che cammina sulle acque in quella inferiore. Chiesa di San Silvestro Papa a Vitiana Chiesa di San Cassiano Martire a Gromignana Chiesa di San Leonardo eremita a Calavorno Chiesa di Santo Stefano Protomartire a Lucignana, risalente al XII secolo, che conserva parte del paramento murario romanicoMarco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 32. e nella quale sono alcune opere d'arte: un dipinto di Ippolito Sani con la Lapidazione di Santo Stefano, pittore riformato ispirato ad esempi fiorentini, seppur modestoPaola Betti, La pittura tra Cinquecento e Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 213., una pala di Niccolò Azzi con la Madonna del Rosario coi santi Gregorio e Rocco, firmata e datata 1648, restaurata nel 2024Alessandro Nesi, Nuove tracce di Niccolò Azzi, Quaderni di Maniera, Siena 2025, pagg. 6 - 7., e dei paliotti settecenteschi in scagliola di Lorenzo Bonuccelli in cui vivaci intrecci vegetali formano una cornice intorno all'immagine di un santoClaudio Casini, La scultura dalla seconda metà del Quattrocento al Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 184.. Eremo di Sant'Ansano, situato su un colle vicino a Lucignana, in mezzo a un bosco di lecci, le cui prime notizie della sua esistenza risalgono all'anno 1000. In un primo periodo lo si trova con il nome di Lexie, "lecci", alberi molto presenti in quel luogo, poi mutato in Rocca Pettorita perché nella zona era presente una rocca di segnalazione, abbandonata in epoca medievale. La chiesa romanica venne trasformata in oratorio intorno nel XV secolo e le fu aggiunto anche un portico. Nel XVI secolo la canonica divenne un romitorio in cui viveva un frate addetto al controllo della chiesa e di tutto il territorio annesso. Il luogo è rimasto abbandonato per anni, ma gli abitanti di Lucignana ne hanno restaurata una parte: la chiesa e la parte del romitorio. In quest'ultimo è stato ripristinato l'ambiente in cui viveva l'eremita: al piano terra c'è la cucina, con tanto di utensili, e in quello superiore si trova la camera da letto con gli abiti e il giaciglio del frate. Intatto è anche il campanile, funzionante.
Architetture militari Torre di Castruccio Castracani La torre di Castruccio Castracani, così chiamata perché ristrutturata e fortificata per volere di Castruccio nei primi anni del Trecento, è alta circa 25 metri e veniva usata per l'avvistamento dei nemici e come difesa. Era dotata di otto merli, ma quelli centrali sono scomparsi. Il piano terra era adibito a magazzino e perciò non comunicava dall'interno con quelli superiori; il primo e il secondo piano erano rispettivamente la zona giorno e la zona notte. L'uso abitativo, però, si avrà solo dopo la fine delle guerre in Toscana.
Il ritrovamento di una pavimentazione a tre metri di profondità rispetto al piano terra fa ipotizzare che la torre esistesse da prima del 1100.
Altro Monumento al figurinaio, in realtà ritratto di Mario Pisani, partito per gli Stati Uniti nel 1911, che regge in mano alcune figurine, tra cui quella di un gatto, soggetto tra i più antichi realizzati dai figurinai lucchesiSilvestra Bietoletti, Per un itinerario otto-novecentesco nella valle del Serchio, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 262.. Buca delle fate. Le prime notizie su questo luogo risalgono agli inizi del Novecento, quando alcuni esploratori del posto scoprirono l'ingresso della grotta vicino al torrente Segone (Gromignana). Dopo l'ingresso si trova una discesa di circa dieci metri che diventa un percorso piano su cui si snodano numerose gallerie. Nell'apertura terminale è stata posta una Madonnina fosforescente, come protezione per i visitatori. Il nome deriva dall'usanza di attribuire a fate e folletti la creazione inspiegabile, nel passato, di certi luoghi. Www.labucadellefate.it
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 371 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Romania 133 2,50% Albania 69 1,30% Marocco 56 1,05%
Cultura Istruzione Museo della figurina di gesso e dell'emigrazione "G. Lera"
La pratica di creare statuine con il gesso si diffuse a Coreglia tra il XVI e il XVII secolo e rappresentò la principale occupazione della gente del posto. Quando nel Settecento iniziarono le emigrazioni dei coreglini verso tutto il mondo, furono molti gli artigiani che decisero di partire in cerca di fortuna. Alcuni di loro tornarono in patria, altri, come Sylvester Zefferino Poli, rimasero oltreoceano.
Nel 1883, il barone e figurinaio Carlo Vanni istituì nel suo palazzo di Coreglia una scuola per istruire i giovani al mestiere. Quando nel 1915 si trasferì a Vienna, lasciò l'edificio in dote al comune. Dato che gli eredi degli artigiani, nel corso del tempo, avevano donato al capoluogo numerose stampe e statuine, nel 1975 l'Amministrazione Comunale decise di istituire il Museo della figurina di gesso e dell'emigrazione.