Afroamericana, fu attiva nel contrastare il linciaggio della popolazione nera negli Stati Uniti meridionali. Fu impegnata nei movimenti per il suffragio femminile, i diritti delle donne e la parità dei sessi istituendo diverse importanti organizzazioni femministe; per questo è ritenuta una pioniera del femminismo negli Stati Uniti d'America.
Esponente del Georgismo divenne presto una dei primi leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani; fu una delle fondatrici della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP) nel 1909Giddings, Paula J. "Wells-Barnett, Ida B. 1862–1931." Encyclopedia of Race and Racism, edited by Patrick L. Mason, 2nd ed., vol. 4, Macmillan Reference USA, 2013, pp. 265-267. Gale Virtual Reference Library, go.galegroup.com/ps/i.do?p=GVRL&sw=w&u=ucsantabarbara&v=2.1&id=GALE%7CCX4190600461&it=r&asid=0c2776938f3de1e3600e432f4b772ed0. accesso 8 Mar. 2017..
Perse i genitori e un fratello nel corso di un'epidemia di febbre gialla nel 1878. Fu costretta ad andare a lavorare a salario ridotto per poter mantenere unito il resto del nucleo familiare, con l'aiuto della nonna. Si trasferì in seguito con alcuni dei suoi fratelli a Memphis dove trovò un impiego come insegnante.
A partire dagli anni 1890 cominciò a documentare il linciaggio, mostrando che veniva spesso utilizzato nel profondo Sud come metodo per controllare o punire i neri che cercavano di comportarsi alla stessa maniera dei bianchi americani, anziché essere l'effetto di reali crimini compiuti dagli afroamericani come invece solitamente veniva rivendicato"Ida B. Wells Speaks Out Against Lynching", in Susan Ware, ed. Modern American Women: a Documentary History.
Fu un'oratrice esperta e persuasiva, realizzando cicli di conferenze a livello internazionale.
Prima giovinezza e istruzione Ida Wells nacque a Holly Springs (Mississippi) il 16 luglio del 1862, qualche mese prima che il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln emettesse il proclama di emancipazione per liberare gli schiavi negli Stati Confederati d'America. I suoi genitori, James Wells e Elizabeth "Lizzie" (Warrenton) Wells, erano entrambi schiavi di Spires Bolling, un architetto, ed ebbero in tutto otto figli. La famiglia risiedeva nella stessa abitazione di Bolling, ai giorni nostri ribattezzata "Bolling-Gatewood House", ove Lizzie faceva la cuoca.
James era un mastro carpentiere. Dopo la guerra di secessione americana e a seguito dell'emancipazione fu un attivista che si diede da fare per le cause dei diritti civili degli afroamericani. Egli fu anche molto interessato alla politica e divenne membro della "Union League" associata al Partito Repubblicano; ebbe modo di frequentare l'università locale (oggi "Rust College") ma dovette abbandonare per aiutare a sostenere la famiglia. Partecipò anche a dibattiti pubblici e fece una campagna a favore dei candidati neri locali, anche se lui stesso non si candidò mai ad alcuna carica pubblica.
La madre, una donna molto religiosa, diede ai figli una rigida educazione. Anche lei militò tra le file repubblicane durante l'era della Ricostruzione.
Come il padre, Ida frequentò il "Rust College", ma fu espulsa per il suo comportamento ribelle durante una discussione avuta con il preside. Mentre si trovava in visita dalla nonna nella valle del Mississippi ricevette la notizia che la città natale era stata colpita da un'epidemia di febbre gialla. Entrambi i genitori e il fratello minore Stanley morirono, lasciando lei e i suoi cinque fratelli orfani. Ida Wells avrebbe incontrato nel corso della vita un certo numero di uomini che gli servirono come figure paterne di riferimento, in particolare Alfred Froman, Theodore W. Lott e Josiah T. Settle (con i quali convisse tra il 1886 e il 1887).
Prime attività Dopo i funerali dei genitori e del fratello, amici e parenti decisero che i cinque figli rimasti dovessero essere separati e destinati all'affido familiare. Wells però si oppose ad una tale soluzione; per mantenere i fratelli minori uniti lavorò per qualche tempo come istitutrice in una scuola elementare per afroamericani, pagata per di più meno delle colleghe. La nonna paterna Peggy Wells insieme ad altri si prese il compito di allevare e curare i piccoli durante la settimana, mentre Ida si trovava lontano; senza tale aiuto non sarebbe mai riuscita a conservare i fratelli.
Rimase profondamente sdegnata dal fatto che nel sistema scolastico segregato gli insegnanti bianchi fossero pagati 80 dollari al mese, mentre a lei gliene spettavano solamente 30. Questa palese discriminazione diede l'avvio al suo interesse nei confronti delle politiche razziali e al miglioramento dell'educazione dei neri.
Nel 1883 prese con sé tre dei suoi fratelli e andò a vivere a Memphis assieme a una zia e vicina ad altri membri della famiglia. Si rese presto conto che in Tennessee avrebbe potuto ottenere una busta paga migliore rispetto al Mississippi; poco dopo il trasferimento venne assunta dal consiglio scolastico della Contea di Shelby (Tennessee). Durante le vacanze estive partecipò a sessioni della "Fisk University", un istituto riservato agli afroamericani situato a Nashville, ma frequentò anche il "LeMoyne–Owen College". Espresse forti posizioni politiche e provocò molte persone per le sue opinioni a favore dei diritti delle donneBay, p. 67..
Scrisse: "non comincerò tardivamente a fare oggi ciò che la mia anima aborre, incensando gli uomini, creature deboli e ingannevoli, con modi lusinghieri per conservarmeli come ammiratori o per compiacere un'idea di rivincita".
Il 4 maggio del 1884 un capotreno della "Memphis and Charleston Railroad" ordinò a Ida Wells di abbandonare il proprio posto nella vettura delle signore di prima classe e di trasferirsi al vagone per fumatori, già affollato di passeggeri. L'anno prima la Corte suprema degli Stati Uniti aveva emesso una sentenza contro la legge sui diritti civili del 1875 che vietava la discriminazione razziale nei luoghi pubblici. Questo verdetto fu favorevole alle compagnie ferroviarie che avevano scelto di separare razzialmente i propri passeggeri. Quando Wells rifiutò di rinunciare al proprio posto, il funzionario, aiutato da altri due uomini, la trascinò fuori dalla carrozza. Wells pubblicizzò l'avvenimento scrivendo un articolo che fu pubblicato nel The Living Way di Memphis, un periodico ecclesiastico nero; inoltre assunse un avvocato afroamericano per citare in giudizio la ferrovia. Quando il legale venne corrottoFridan, D. & Fridan, J. (2000). Ida B. Wells: Mother of the Civil Rights Movement. New York: Houghton Mifflin Harcourt, p. 21. ne assunse un altro bianco. Vinse la causa il 24 dicembre 1884, quando il tribunale del distretto giudiziario locale le assegnò un risarcimento di 500 dollari. La società ferroviaria fece appello alla Corte suprema del Tennessee la quale ribaltò la sentenza nel 1887, concludendo: "riteniamo che sia evidente che lo scopo dell'imputata era quello di creare scompiglio in vista di questa causa e che la sua ostinazione non era in buona fede nel cercare di ottenere un sedile comodo per la breve corsa"Southwestern Reporter, Volume 4, May 16–August 1, 1887.
A Ida Wells venne anche ingiunto di pagare i costi processuali; la sua reazione alla decisione mostrò le sue convinzioni sui diritti civili e la sua fede religiosa: "mi sono sentita così delusa perché avevo sperato grandi cose da questa causa giudiziaria per il mio popolo... O Dio, non c'è... giustizia in questa terra per noi?".
Mentre ancora insegnava nella scuola elementare le venne offerta un lavoro come redattrice al The Washington Star di Washington. Scrisse anche articoli settimanali per The Living Way con la firma "Lola", finendo per acquisire una reputazione di scrittrice sui temi razziali. Nel 1889 divenne coproprietaria e redattrice di Free Speech and Headlight, un quotidiano anti-segregazionista fondato dal reverendo battista Taylor Nightingale. Pubblicò molti articoli relativi alle ingiustizie razziali.
Nel 1891 fu licenziata dalla scuola proprio a causa di alcuni dei suoi articoli, che criticavano le carenti condizioni delle scuole nere della regione. Ida, profondamente ferita, rimase però ferma nelle proprie posizioni e cominciò così a concentrare la sua energia sulla scrittura di articoli per The Living Way e Free Speech and Headlight.
Nel 1889 Thomas Moss, un amico di Ida, aprì la drogheria "Peoples Grocery" in un quartiere nero appena fuori dai limiti cittadini di Memphis denominato "Curve". Ebbe successo ed entrò in competizione con i negozi di alimentari di tutto il rione. Nel 1892, mentre Wells si trovava a Natchez (Mississippi), una folla di facinorosi bianchi invase il negozio di Thomas; nel corso della lite che ne seguì tre uomini bianchi vennero leggermente feriti da alcuni colpi di arma da fuoco. Moss e due altri uomini neri, McDowell e Stewart, vennero arrestati; ma una banda di criminali assaltò la prigione e assassinò i tre afroamericani.
Dopo il linciaggio degli amici Ida Wells scrisse in Free Speech and Headlight esortando i neri ad abbandonare completamente la città: "C'è quindi una sola cosa da fare; raccogliere i nostri soldi e lasciare una città che non proteggerà mai le nostre vite e i nostri beni, né ci darà mai un equo processo nelle aule giudiziarie, ma che ci rapisce e ci uccide a sangue freddo quando si viene accusati da persone bianche"Wells p. 63.
Wells enfatizzò lo spettacolo pubblico del linciaggio; più di 6.000 afroamericani scapparono, mentre altri organizzarono il boicottaggio delle attività di proprietà bianca. Dopo essere stata violentemente minacciata fu costretta a comprarsi una pistola. Scrisse più tardi: "avevano ottenuto la mia messa al bando e minacciato la mia vita per aver proclamato la verità".
Giornalista investigativa L'omicidio dei suoi amici la spinse a ricercare e documentare i casi di linciaggio degli afroamericani e i loro effettivi moventi. Iniziò il proprio giornalismo investigativo esaminando le giustificazioni date per i linciaggi. Parlò della questione con varie associazioni di donne nere e riuscì a raccogliere più di 500 dollari per continuare ad indagare e pubblicare i risultati. Ida Wells comprese che i neri venivano linciati per motivi di controllo sociale, per non aver pagato debiti, per aver voluto essere uguali ai bianchi, per essere entrati in concorrenza economica con loro o infine per essersi presentati ubriachi in pubblico.
Trovò pochissime basi per la frequente teoria che i neri venissero linciati perché avevano abusato sessualmente o aggredito donne bianche. Questo alibi sembrava aver in parte condotto all'accettazione collettiva da parte dei bianchi americani o alla messa in silenzio degli atti criminali, nonché anche alla sua accettazione da parte di molti afroamericani istruiti. Prima del linciaggio dei suoi amici e dell'inizio della sua ricerca, perfino lei aveva concluso che "anche se il linciaggio era... contrario alla legge e all'ordine... era il terribile crimine di stupro [che] ha portato al linciaggio, e che forse... la folla era giustificata nel prendere la sua vita [del violentatore]".
Pubblicò le proprie scoperte in un pamphlet intitolato Southern Horrors: Lynch Law in All Its Phases ("Orrori del Sud: la legge del linciaggio in tutte le sue fasi"). Lo fece seguire da un editoriale il quale suggeriva che, a differenza del mito che voleva le donne bianche essere costantemente a rischio di aggressioni sessuali da parte di uomini neri, le relazioni tra uomini neri e donne bianche fossero consensuali. Dopo questo editoriale fece un breve viaggio nella Nuova Inghilterra per documentare un'altra storia per il suo giornale.