La battaglia di Pettorano (o anche battaglia di Pettorano e Carpinone) è uno scontro avvenuto il 17 ottobre 1860 nei pressi dell'abitato di Pettorano (oggi Pettoranello del Molise, in provincia di Isernia) fra un contingente di garibaldini (la Legione del Matese) e le forze filoborboniche provenienti dal territorio circostante.

Il 30 settembre 1860 la città di Isernia si era ribellata al governo provvisorio garibaldino; la Legione del Matese, agli ordini del Colonnello Francesco Nullo, avrebbe dovuto muovere il 14 ottobre da Maddaloni (dov'era stanziata) fino a Bojano per poi marciare contro i lealisti in concomitanza con l'arrivo dell'Esercito Sabaudo, guidato dal Generale Cialdini, che era diretto verso il valico del Macerone e verso la valle del Volturno.

Il colonnello Nullo, giunto a Boiano, decise di non attendere la discesa del Generale Cialdini e di dirigersi verso Isernia; durante il tragitto il contingente fu vittima di un'imboscata: gruppi di contadini discesi dalle montagne e truppe borboniche provenienti da Isernia assalirono i Garibaldini e li massacrarono. Tra le vittime del massacro si ricorda il conte Pietro Lavagnolo, udinese, Ufficiale nelle Guide e Prode del Volturno di cui Garibaldi scrisse "parte preziosa del nostro sangue versato per la causa italiana". Lavagnolo fu sepolto nella chiesa di Pettoranello e insignito di medaglia di argento al valor militare.

L'episodio viene così ricordato da Giuseppe Cesare Abba:

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