Dotato di talento precocissimo, fu allievo di Augusto Mussini dall’età di dodici anni fino alla morte del MaestroCarlo Melloni, "Il paesaggio marchigiano nell’arte del ’900", in L'agenda delle Marche 1986, Pescara, Editalia, 1986, p. 34. e operò principalmente nelle Marche, particolarmente nella sua città natale, Ascoli Piceno dove si distinse come pittore, incisore, ceramista, scrittore, poeta, fotografo, nonché appassionato cultore del patrimonio artistico e architettonico ascolano e marchigiano. Opere di Aldo Castelli sono state acquisite e sono stabilmente collocate nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e nel Museo della ceramica di Ascoli Piceno; altre opere (affreschi, dipinti, sculture) compaiono sulle facciate o all’interno di edifici di notevole interesse architettonico nella sua città natale, quali il Palazzo Bazzani,vedi "La Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno Compie 150 Anni", a cura di Carlo Paci, Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno 1992, pp. 88-89. Palazzo San Filippo, e l’ex Cinema Olimpia.
L’arte e il carattere Dotato di una personalità schiva della mondanità quanto di conflitti e fama, già all’inizio della sua carriera artistica preferì l’ambiente rassicurante della provincia alla vivacità culturale della capitale.Bruno Fattori, “Un pittore marchigiano”, Articolo pubblicato su “Rassegna Marchigiana per le Arti Figurative, le Bellezze Naturali, la Musica”, Anno V n.7, Aprile 1927. La sua arte nel corso degli anni si distaccò in una certa misura dalle influenze mussiniane e trovò espressione in un verismo di tono contemplativo e intimista.
Biografia La formazione ad Ascoli Nacque nel 1900 ad Ascoli Piceno da una modesta famiglia di artigiani ascolani. A 12 anni fu introdotto all’artista Augusto Mussini che in quegli anni stava realizzando gli affreschi nella chiesa del convento di San Serafino da Montegranaro ad Ascoli Piceno. Il giovane Aldo, insieme agli allievi più anziani del Maestro (tra cui Elio Anastasi, Dante Corradini, Didimo Nardini e Pippo Poli) partecipò all’esecuzione degli affreschi della chiesa dei Cappuccini. Negli anni successivi, Aldo accompagnò Mussini a Quintodecimo per assisterlo nell’esecuzione degli affreschi nella Parrocchiale, e a Caldarola per gli affreschi nel castello dei Conti Pallotta.
Gli anni giovanili: Roma Nel 1916 Mussini scrisse una lettera di presentazione al Direttore del Museo delle Arti Industriali di Roma introducendo il giovane Castelli, che partì dunque alla volta della capitale per iscriversi ai corsi della Scuola di Arte applicata. Non molto tempo dopo Mussini stesso, avendo abbandonato definitivamente il convento, si trasferì a Roma dove Aldo poté coltivare ulteriormente la sua formazione artistica nello studio del Maestro in via Margutta. A Roma Aldo conobbe e fu amico di Orio Vergani, Anton Giulio Bragaglia, Ubaldo Oppi e altre personalità emergenti del mondo artistico romano di quegli anni, a cui lo legavano affinità artistiche e di ideali.
La crisi e il ritorno ad Ascoli Nel 1918, dopo la morte del Maestro, Aldo decise improvvisamente di abbandonare gli studi, lasciandosi alle spalle i vivaci e stimolanti ambienti culturali e artistici della capitale per tornare ad Ascoli. Tra il ’22 e il ’24 collaborò con l’architetto Pilotti in vari progetti architettonici – non tutti realizzati – tra cui le decorazioni, recentemente restaurate, sulla facciata dell’ex Cinema Olimpia in Ascoli Piceno. Nello stesso periodo cominciò a coltivare un vivo interesse per l’arte della maiolica, che ebbe modo di sviluppare presso la storica Manifattura Matricardi – allora situata a Campo Parignano – il cui edificio, con la facciata decorata da mattonelle in ceramica di spiccato gusto Liberty, è ancora visibile sul Viale Vellei. Foto pubblicate su cataloghi di importanti mostre di arte ceramica“Duilio Cambellotti e la ceramica a Roma dal 1900 al 1935” Catalogo mostra, Faenza 1988, p. 133 (nella foto il giovane ceramista in primo piano a sinistra è identificato erroneamente come il faentino Luigi Viroli, mentre si tratta del giovane Aldo Castelli); “Artisti e fornaci. La felice stagione della ceramica a Roma e nel Lazio (1880-1930)”, Catalogo mostra, p. 108; e “Forme, colori, miti. Ceramica a Roma 1912-1932”, Catalogo mostra, Venezia 1992, p. 17. testimoniano anche una sua possibile collaborazione con l'atelier di Ferruccio Palazzi e con la Sipla, una fornace di grande importanza a Roma tra la fine degli anni Dieci e l'inizio dei Venti, presso cui hanno lavorato o cotto ceramiche molti degli artisti attivi nella Capitale in quel periodo, quali Renzo Cellini (dal cui archivio proviene la foto pubblicata su Faenza 1988 ) e il faentino Luigi Viroli, con cui Aldo è erroneamente identificato nella didascalia della stessa foto in alcune pubblicazioni postume.
La S.P.A.D.A. e le maioliche ascolane
Tra il 1924 e il 1929 Castelli contribuì – insieme al forgiatore veneziano Umberto Bellotto e il collega pittore Didimo Nardini – alla creazione di una nuova manifattura ceramica, caratterizzata da tecniche sperimentali e ardite, denominata “S.P.A.D.A.”, finanziata principalmente da Giuseppe Bracciolani – appassionato di ceramiche e d'arte – e poi diretta dal 1928 da Romeo Barzelli. Il logo che appare sulle ormai rarissime maioliche della SPADA raffigura una daga stilizzata ed è ben noto tra i collezionisti e appassionati di maioliche d'arte. Alla chiusura della SPADA, Aldo continuò a collaborare con la Manifattura Matricardi, allora diretta da Giancarlo Polidori, che fu rilevata successivamente da Nello Giovanili per divenire il laboratorio di Maioliche Artistiche Ascolane (M.A.A.) quando la crisi economica del ’29 mise in profonde difficoltà finanziarie gli stabilimenti Matricardi. Dal 1939 Castelli fu anche consulente artistico della M.A.A., nel frattempo trasferitasi in Rua dei Fiori (e poi divenuta F.A.M.A. nel 1944), dove Aldo conobbe la sua futura moglie, Ada Felicetti.
Dagli anni ’30 alla maturità Tra gli anni ’30 e ’40 anni Castelli coltivò nuovi e molteplici interessi corollari alla sua prolifica attività come pittore, ceramista, incisore e scultore, immergendosi nella vita mondana e culturale della sua Ascoli: recitò nella Società Filodrammatica; fu scrittore e poeta; dal 1935 fu corrispondente del “Giornale d’Italia” contribuendo con recensioni sull’allora ricca stagione lirica al Teatro Ventidio Basso; divenne collaboratore de “Il Messaggero” che pubblicò numerosi suoi articoli sulla città di Ascoli, illustrati con disegni originali. Dal 1926 fu docente di Disegno Artigianale presso l’Istituto Industriale; dal ’41 al ’50 insegnò Storia dell’Arte presso il Liceo Classico; partecipò alla fondazione dell’Istituto d’Arte, di cui fu Direttore dal ’59 al ’62, dopodiché tornò a insegnare Disegno alla Scuola Media Cantalamessa. Nella sua maturità l’artista divenne sempre più introverso e schivo di fama e attenzione, e trovò nell’arte non solo un’espressione creativa ma un vero e proprio rifugio spirituale. Nella primavera del 1965 la sua salute subì un improvviso declino. In seguito a una breve e devastante malattia Aldo si spense ad Ascoli il 10 ottobre 1965.
Allievi Fu maestro di Ernesto Ercolani e Benedetto (“Bettino”) Bustini.
Opere (elenco parziale)
Danzatrice tra i rovi, maiolica, 1924 circa Autoritratto, 1925, olio su tela, Ascoli Piceno, Galleria d'arte contemporanea Osvaldo Licini Ritratto di Gabriella Condio, 1926 circa, olio su compensato, Ascoli Piceno, Galleria d'arte contemporanea Osvaldo Licini Autoritratto con gilet ruggine, 1955, olio su compensato, Ascoli Piceno, Galleria d'arte contemporanea Osvaldo Licini Ritratto di Gabriele D’Annunzio, maiolica, Gardone Riviera, Vittoriale degli Italiani Testa di ragazzo, olio su tavola, Ascoli Piceno, Pinacoteca civica Vaso in Maiolica (Produzione S.P.A.D.A.), Ascoli Piceno, Museo dell'arte ceramica
Mostre I Mostra Regionale d’arte Marchigiana – Ancona, 1932 Mostra dei Pittori Pio Nardini, Secondo Flaiani, Aldo Castelli, Ernesto Ercolani Ascoli Piceno, 1933 IV Mostra Interprovinciale delle Marche – Ancona, 1935 V Mostra Interprovinciale delle Marche – Ancona, 1937 VI Mostra Interprovinciale delle Marche – Ancona, 1938 VII Mostra Interprovinciale delle Marche – Ancona, 1939 Omaggio ad Aldo Castelli – Ascoli Piceno, Galleria Rosati – 31 Ottobre–15 Novembre 1965
Opere catalogate (questa sezione è ancora in fase di sviluppo e si basa sugli archivi fotografici e cartacei degli eredi dell'artista, nonché archivi fotografici dell'Istituto d'Arte di Ascoli Piceno) Dipinti e disegni “La mia isola” – Terrazza della casa di Bustini a Rotella (Olio su cartone, cm.31x25, 1952); Sul retro: Frammento di ritratto di bambina (Olio su cartone) – Collezione Castelli Alberi nella nebbia (Disegno a matita, 1917) – Collezione Castelli Annunciazione (Olio su compensato, 1927) – Proprietà Sabatucci Autoritratto (Disegno a carboncino, 1916) Autoritratto (Disegno a matita, cm.24x27, 1963) Autoritratto (olio su tela, 1925), Museo d'Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno Autoritratto con gilet ruggine (olio su compensato, 1955), Museo d'Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno Autoritratto giovanile (Matita e pastello su carta seppia, cm.33x43, 1918) – Collezione Castelli Bambina con braccio rotto (Olio su compensato, cm.70x50, 1935) – donato alla Pinacoteca di Ascoli Piceno Bambino sul bordo della vasca ai giardini pubblici (Olio a spatola su tela, cm.20x30, 1923) – Proprietà Sabatucci Barca sulla spiaggia (Olio, data sconosciuta) – Collezione Castelli Bozzetti per bassorilievi decorativi sulla facciata dell’ex Cinema Olimpia ad Ascoli Piceno (Figure mitologiche di fauni, maschera tragica, maschera comica (matita grassa, china e acquarello, cm.44x24, 1926?) Bozzetto per decorazione a fresco di un'abside (Acquarello, cm.31x36, 1958) Bozzetto per decorazione di camino in un interno (Acquarello, cm.38x53, 1929) Casa con pagliaio (Disegno a penna feltro, 1963) – Collezione Castelli Geranio sul davanzale (Acquarello, 1914) Idillio notturno (Olio, data sconosciuta) Il Belvedere del Palazzo Saladini-Pilastri (Schizzo a penna feltro, cm.23x32, 1961) Il Buon Pastore (Bozzetto a matita per l'affresco del “Buon Pastore” nella cappella del Sanatorio di Ascoli, 1938) Il Buon Pastore (Tempera ad olio nella cappella del Sanatorio di Ascoli, 1938, opera successivamente andata distrutta) Gesù e due figure femminili (Tempera ad olio nella cappella del Sanatorio di Ascoli, 1938, opera successivamente andata distrutta) Il Castellano (Olio a spatola, cm.31x24, 1960) – Proprietà Seghetti Innamorati a Trinità Dei Monti (Olio a spatola su compensato, cm.47x28, 1958) “Dalla ruota dall’antico plaustro piceno alla ruota dentata” (bozzetto a tempera per un manifesto della IV Mostra Mercato dell’Artigianato delle piccole industrie dell’agricoltura e della ricostruzione delle Marche)Vincitore del primo premio al concorso indetto dalla Camera di Commercio di Ascoli nell’anno 1949 IV Mostra Mercato dell’Artigianato delle piccole industrie dell’agricoltura e della ricostruzione delle Marche (Acquarello – Secondo di due manifesti presentati al concorso indetto dalla Camera di Commercio di Ascoli nell’anno 1949) L'albero malato (Olio a spatola, cm.32x27, 1952 – Collezione Privata L’albero spezzato (Olio su cartone cm.24x30, 1955, non firmato) – Collezione Privata L’orto dei frati (Olio su cartone, 1945 – Da un disegno a matita eseguito nel 1914) Collezione Castelli La Barcaccia da Trinità dei Monti (Olio a spatola su compensato, cm.30x40, 1958) Collezione Castelli La madre (Disegno acquerellato, cm.14x20, 1929) – Collezione Castelli La valle del Tronto dal Colle San Marco (Disegno a pastelli colorati, cm.31x26, data sconosciuta – Prob.1963) Madre e figlia (Olio, cm.51x63, 1943) – Collezione Castelli Medusa (Disegno a matita – data sconosciuta, prob. 1926-27) Nudo con melograni (Olio – data sconosciuta, prob. 1929?)