Orange Crate Art è il terzo album in studio di Brian Wilson, il quale vede la collaborazione con Van Dyke Parks, pubblicato nel 1995.
Descrizione Nei trent'anni seguiti alla loro travagliata collaborazione per l'abortito progetto Smile dei Beach Boys, Wilson e Parks avevano ognuno sviluppato la propria carriera da solista.
Nel 1992 Parks contattò Wilson con l'invito a registrare un album insieme. Wilson era nel mezzo di un ordine restrittivo di allontanamento dal suo psicoterapeuta ordinato dal tribunale, a seguito di anni di abuso di farmaci e grave cattiva condotta. Secondo Parks: «Il motivo per cui glielo chiesi era di occuparsi di questa questione in sospeso e di cercare di sfuggire alla tirannia del senso della storia che è stato imposto sul nostro tentativo fallito. [Smile]». Aggiungendo poi: «Quando lo trovai, era solo in una stanza a fissare la televisione. Era spento».
Si racconta che Wilson abbia interrotto la prima sessione vocale dell'album chiedendo a Parks: «Aspetta un attimo. Cosa ci faccio qui?». Parks premette il pulsante di risposta e disse: «Sei qui perché non sopporto il suono della mia voce!». Wilson si fermò, annuì e si avvicinò al microfono proclamando: «Beh, ha senso! Okay, take one!».
Sebbene pubblicizzato e anticipato come una collaborazione completa, l'album è dedicato alle composizioni di Parks e presenta i suoi tipici giochi di parole e le sue orchestrazioni dense. Wilson, da parte sua, contribuisce solo alla voce e agli arrangiamenti vocali. Parks ha anche riferito che, nonostante il suo invito, Wilson si era rifiutato di contribuire al progetto musicale. Ciononostante, era entusiasta di registrare l'album per Parks, determinato a creare qualcosa con cui "potesse vivere" dieci anni dopo.http://www.rocksbackpages.com/Library/Article/audio-van-dyke-parks-part-3-1993 Barney Hoskyns, Rock's Backpages Audio, 16 giugno 1993
Accoglienza
Considerata la storia dei suoi artisti, l'album era pieno di aspettative, ma all'uscita ricevette recensioni contrastanti e riscosse vendite deludenti, non riuscendo nemmeno a entrare in classifica. Stephen Thomas Erlewine di AllMusic scrisse: "L'approccio di Van Dyke Parks è intellettuale, non istintivo, il che significa che le sue composizioni sono eccessivamente elaborate e complicate. Invece di rendere le sue melodie orecchiabili, Parks si assicura che siano complesse, il che significa che raramente sono memorabili. Allo stesso modo, i suoi testi sono densi e carichi di immagini poetiche e metafore, eppure sono decisamente troppo cerebrali per un album pop. D'altro canto, Orange Crate Art non è un album pop: è un'opera d'arte consapevole di sé."
Parks ha ripetutamente espresso la sua delusione per l'accoglienza ricevuta dall'album, dicendo: «Ci sono voluti tre anni e 350.000 dollari. Il disco è uscito ed è affondato senza lasciare traccia».
Tracce
Formazione Brian Wilson – voce, arrangiamento vocale Van Dyke Parks – composizione, produzione, arrangiamenti
Musicisti aggiuntivi Johnny Britt – cori Dennis Budimir – chitarra, mandolino Chilli Charles – batteria, percussioni Bernie Dresel – batteria, percussioni Grant Geissman – chitarra, mandolino Donny Gerrard – cori Richard Greene – violino Robert Greenidge – batteria Danny Hutton – cori Ira Ingber – chitarra, mandolino David Joyce – cori Doug Lacy – cori Arnold McCuller – cori David McKelvy – armonica Tommy Morgan – armonica Terrence Schonig – dulcimer Carl Sealove – basso Leland Sklar – basso Fred Tackett – chitarra, mandolino Carmen Twillie – cori Monalisa Young – cori
Note
Collegamenti esterni