Borgorose (Ju Bùrgu in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti, situato nella valle del Salto (Cicolano), in provincia di Rieti, nel Lazio al confine con l'Abruzzo. Fino al 1960 denominato Borgocollefegato, fino al 1927 parte della provincia dell'Aquila e, dal 1233 al 1861, per oltre 600 anni, è stato parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e della provincia Abruzzo Ulteriore II, nel distretto di Cittaducale, con capoluogo L'Aquila. Fa parte della Comunità montana Salto Cicolano.

Geografia fisica Territorio Il territorio è posto nell'entroterra appenninico ed è contornato ad ovest dai prodromi dei Monti Carseolani (Monte Val de' Varri, Monte Faito, Monte della Nebbia, Monte San Nicola), a sud dalla Marsica con le Montagne della Duchessa e a nord dai Monti del Cicolano (gruppo del Monte Fratta) con il gruppo montuoso di Monte Nuria. Nel territorio è compresa la Riserva regionale Montagne della Duchessa posta al confine con il Parco naturale regionale Sirente-Velino.

Si può suddividere in una parte pedemontana abitata, disposta su un altopiano (Piana di Borgorose-Corvaro), sui rilievi limitrofi e alcune strette valli adiacenti al corso del fiume Salto ad una quota media di circa 800 m s.l.m., e una parte montana in quota, lungo le Montagne della Duchessa, dove si trova il Lago della Duchessa, e lo spartiacque appenninico fino ad un'altitudine massima di 2239 m al confine sud-est con l'Abruzzo, la provincia dell'Aquila e la catena del Sirente-Velino.

Clima Classificazione climatica: zona E, 2697 GR/G

Il clima è tipicamente continentale con forti escursioni termiche giornaliere e annuali in condizioni anticicloniche specie nel fondovalle abitato, con una piovosità media che tende ad aumentare con la quota per effetto orografico di stau dei Monti della Duchessa. Diffuse le gelate invernali e le precipitazioni nevose nella fascia montana in quota nel periodo novembre-aprile.

Storia

Il centro fu abitato in epoca preistorica dagli Aborigeni, occupato dai Sabini, dagli Equi che furono sottomessi dai coloni romani nell'epoca repubblicana insieme ai Marsi nel vicino lago Fucino.

Nella frazione di Sant'Anatolia sorgeva l’antica città di Thora (o Tiora), riportata da Dionigi di Alicarnasso, e celebre per un oracolo di Marte nel quale il vaticinio era dato da un picchio sacroDionigi di Alicarnasso, Storia di Roma arcaica (Le antichità romane), I, 14: “Dopo trecento stadi da Vazia (53 km) si trova Tiora, detta Matiene. In questa città si dice che esistesse un oracolo di Marte (Ares) molto antico … Si dice infatti che nell'oracolo degli Aborigeni vaticinasse un uccello, inviato dalla divinità, che loro chiamano pico e che si manifesta su una colonna lignea”. Il borgo di Sant'Anatolia conserva le tracce di murature in opera poligonale pertinenti all'antico centro.

Un altro insediamento equicolo di origine molto antica sorgeva presso Corvaro, dove è presente un oppidum fortificato con i resti della cinta muraria in opera poligonale ed inoltre il celebre tumulo funerario. Oggi questo insediamento è stato identificato con l’antica città di ListaChristian Mauri, La Sabina prima dei Sabini: gli Aborigeni e l’età del Bronzo. I santuari romani in opera poligonale, Aracne editrice 2018, pagg. 106-111, città madre degli Aborigeni, che sorgeva ad appena 4,2 chilometri da Thora (nei pressi della contemporanea Sant'Anatolia) e conquistata di sorpresa da una spedizione bellica notturna dei Sabini provenienti da Amiternum“A ventiquattro stadi (4,2 km) da questa città (Tiora) si trovava la città che ha il nome di Lista, la madre patria degli Aborigeni, città che in tempi più antichi fu conquistata di sorpresa dai Sabini, mediante una spedizione bellica notturna, proveniente dalla città di Amiterno. Coloro che sopravvissero all’assalto della città furono accolti dai Reatini e cercarono poi, a più riprese, di riprendersi la loro patria, ma, verificata l’inutilità degli sforzi, dedicarono questa terra agli dei come se fosse ancora di loro appartenenza”. Dionigi di Alicarnasso, Storia di Roma arcaica (Le antichità romane), I, 14. Molte chiese sparse nel territorio di Borgorose sorgono al di sopra di precedenti luoghi di culto equicoli, con ampi resti di murature in opera poligonale.

Durante il Medioevo appartenne all'inizio dell'VIII secolo al ducato di Spoleto, il cui Duca Trasmondo lo donò nel 725 al Monastero di Farfa che ivi edificò l'abitato di Corvaro; fu successivamente devastato da Normanni e Saraceni. In seguito entrò a far parte della curia di Rieti, nonostante le strette vicinanze con L'Aquila; Nel Medioevo il paese appartenne al regno di Napoli e fu sotto il dominio della famiglia Mareri. Nei dintorni sorge la medievale Torre di Taglio, nota anche come Torre di Suna. A Torano fu combattuta una battaglia tra i Camponeschi e gli Orsini. Tuttavia gli aquilani persero nel XV secolo il controllo del centro, che andò definitivamente al Regno di Napoli, col dominio dei Colonna e successivamente dei Barberini.

Il territorio fu al centro delle tragiche vicende del brigantaggio pre e post unitario. La banda dei briganti di Cartore, guidata da Berardino Viola e che fu protagonista di tragici episodi di violenza, operò contro la struttura politico-amministrativa dei piemontesi commettendo atti criminali dall'unità d'Italia e fino al 1870, anno della presa di Roma.

Il 13 gennaio 1915 il territorio subì gravi danni a causa del terremoto di Avezzano. Nel 1927 Benito Mussolini istituì la provincia di Rieti, distaccando il borgo dalla provincia dell’Aquila. Il paese si chiama così dal 1960. Precedentemente aveva la curiosa denominazione di Borgocollefegato, sostituito con il più eufonico Borgorose. Nei decenni successivi si è avuto lo sviluppo del commercio e del turismo.

Simboli

Il comune utilizza liberamente uno stemma composto da uno scudo interzato in banda d'azzurro, d'argento e di rosso (simbolo dei tre centri maggiori: Borgorose, Corvaro e Torano), il tutto attraversato da una torre d'oro, fondata sulla campagna dello stesso, murata, aperta e finestrata di tre di nero, le finestre ordinate in palo.Lo stemma è grossolanamente descritto nell'art. 8 dello La torre sarebbe un riferimento sia alla Torre di Torano che alla Rocca di Corvaro. Il gonfalone in uso è un drappo partito di rosso e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Il santuario di Santa Maria delle Grazie, presso Collefegato ingloba un imponente basamento in opera poligonale di III maniera, con blocchi di calcare rossastro. Questo basamento, a causa dell’eccessiva altezza, venne rinforzato già in epoca romana da un contrafforte in opera quadrata. È probabile che queste mura poligonali, in quanto riutilizzate nelle fondazioni di una chiesa cristiana, siano appartenute originariamente al podio di un tempio. La continuità di culto tra fanum (il "tempio" pagano) e chiesa cristiana è infatti molto attestata nella zona. La chiesa di San Mauro in Fano, è stata ricavata in un precedente edificio romano in opera quadrata, con blocchi parallelepipedi di calcare. Il toponimo Fano indurrebbe ad interpretare la struttura come un luogo di culto equicolo (fanum). Il buono stato di conservazione della struttura si deve al suo riutilizzo nel Medioevo come chiesa benedettina. La chiesa di San Giovanni in Leopardo, riutilizza nell'abside dei grandi blocchi squadrati di calcare, pertinenti ad una precedente struttura romana probabilmente in opera quadrata. Il ritrovamento di una terracotta votiva sembra attestare la pertinenza di queste strutture ad un’area sacra. La chiesa venne eretta dai benedettini nel XII secolo, riutilizzando le strutture precedenti. È divisa in cinque navate e presenta una grande cripta. Chiesa di San Francesco Vecchio, a circa due chilometri da Corvaro, che, secondo la tradizione, sarebbe l'ottavo convento fondato da san Francesco d'Assisi, che soggiornò proprio a Corvaro. La chiesa sarebbe stata edificata intorno al XIII secolo dalla prima congregazione di Terziari francescani e sull'altare è conservata una pala lignea che rappresenta Cristo in croce. Il convento, ormai abbandonato, sorge attaccato al muro di fondo della chiesa ed è circondato da un terreno che un tempo veniva utilizzato dai monaci come cimitero. La struttura venne abbandonata dopo il 1250 con la costruzione del nuovo convento, andato perduto, e della nuova chiesa di San Francesco Nuovo. La chiesa di San Francesco Nuovo, che dal 1250 sostituiva la preesistente chiesa di San Francesco Vecchio, è stata ricostruita dopo il disastroso terremoto del 1915, che colpì la vicina Marsica, con un'opera di restauro risalente al 1927-28. Negli anni cinquanta furono affrescate una serie di pitture parietali che raffigurano la vita di san Francesco; inoltre, all'interno della chiesa, è conservata la reliquia del cappuccio dello stesso santo, donato, secondo la tradizione, alla popolazione locale. Chiesa parrocchiale di Sant'Anastasia Santuario della Madonna delle Grazie Chiesa di San Lorenzo a Cartòre

Aree naturali Riserva regionale Montagne della Duchessa, tra le zone più selvagge e spettacolari dell'Appennino Centrale, caratterizzata da un paesaggio aspro e suggestivo che va dai 950 metri delle valli fino agli oltre 2.100 metri delle vette principali.

Società Evoluzione demografica

Istituzioni, enti e associazioni

Università agrarie Il comune è sede di due università agrarie, enti di gestione e mantenimento del patrimonio della collettività, erede di istituzioni medievali di autogoverno agrario. Queste sono quelle di Corvaro e Santo Stefano e di Sant'Anatolia.

Cultura Musei Nel 2016 è stato inaugurato il MAC, Museo Archeologico Cicolano situato nella frazione di Corvaro. L'area museale si compone di dieci sale in cui sono esposti i reperti emersi durante gli scavi effettuati nelle aree archeologiche del territorio della valle del Salto.

Viene inaugurato, nel 2018, il Museo della Riserva Naturale Montagne della Duchessa, anch'esso situato a Corvaro. All'interno dello stesso, sono raccolti vari esemplari tassedermizzati di animali presenti all'interno della Riserva, tra cui un esemplare di orso marsicano, con annesse descrizioni degli esemplari.

Eventi Ad agosto si tiene la manifestazione "I Cavalieri delle montagne".

Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiBorgorose 1931,98%0,04%4211,84%0,03%208 477 209 554Rieti9.7652,14%22.9081,49%10.044 23.834 10.407 25.272Lazio455.5911.539.359457.6861.510.459464.0941.525.471 Nel 2015 le 193 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,98% del totale provinciale (9.765 imprese attive), hanno occupato 421 addetti, l'1,84% del dato provinciale (22.908 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,18).

Infrastrutture e trasporti Strade Borgorose è uno dei pochi comuni della provincia di Rieti serviti da uno svincolo autostradale: il territorio comunale è infatti attraversato dall'autostrada A24 (che collega Borgorose da un lato a Roma e dall'altro all'Aquila), dalla quale in località Torano si dirama l'autostrada A25 (che conduce ad Avezzano e Pescara); il casello a servizio del comune è denominato "Valle del Salto".

Inoltre, dal casello autostradale ha origine la strada statale 578 Salto Cicolana (detta anche superstrada Rieti-Torano), una strada a scorrimento veloce che collega il comune al capoluogo di provincia Rieti, al lago del Salto e agli altri centri del Cicolano.

Amministrazione