Un netstrike è una forma di protesta collettiva attuata attraverso Internet.

Tecnicamente si può definire come un attacco informatico non invasivo, che consiste nel moltiplicare le connessioni contemporanee al sito target al fine di rallentarne o impedirne le attività.

Storia Questa metodologia di attacco è stata inventata da Tommaso Tozzi e realizzata per la prima volta nel 1995 insieme al gruppo italiano Strano Networkhttp://www.strano.net/index2.html, che invitava a questa protesta elettronica di massa con questo testoStrano Network, Net Strike, No Copyright, Etc.. Pratiche antagoniste nell'era telematica, AAA Edizioni, 1996 ( https://archive.org/details/net-strike-no-copyright ):

Alcuni fra i principali netstrike proposti da gruppi di utenti italiani: 1995 - test nucleari francesi 1998 - gli indios del Chiapas 1998 - la campagna NoTUT 1999 - la guerra in Jugoslavia 2000 - la pena di morte 2001 - il Ministero della pubblica istruzione 2008 - nuovamente il Ministero della Pubblica Istruzione

Metodologia di attacco Principi dell'attacco

Un netstrike può avere o meno le seguenti caratteristiche:

Tipicamente il bersaglio viene avvisato che, in forma di protesta, un numero considerevole di utenti farà accesso al sito in un determinato giorno e in una determinata ora. Questo attacco avviene ripetendo in maniera coatta il refresh della pagina in questione. Altre volte vengono create delle pagine ad hoc che simulano in maniera ripetitiva quest'azione.

In questo modo, le risorse della macchina che ospita il sito target verranno presto saturate, rendendolo quindi inaccessibile.

Il problema principale nei Netstrike sono i proxy-server con cache web (o cached proxy). Infatti se il browser del computer è configurato in modo da ricaricare la cache locale è comunque possibile disattivare l'opzione in modo da rendere i refresh delle pagine efficaci. Tuttavia non è sempre possibile modificare le opzioni dei proxy-server poiché non è permesso accedere alla configurazione del server proxy (molto usati nelle reti aziendali, scolastiche e universitarie).

Per risolvere questo problema vengono spesso aggiunti dei parametri casuali simulando una query alla pagina o al file richiesto. Per fare questo è sufficiente concatenare all'indirizzo del file richiesto l'ora di sistema locale (ottenibile con uno script in JavaScript).

Esempio di attacco

Supponendo di voler caricare il file all'indirizzo: www.sito.com/file.jpg (che viene salvato nella cache dei proxy). Si può, invece, caricare il file: www.sito.com/file.jpg?<data-corrente> (viene ricaricato a ogni richiesta).

Esempi: www.sito.com/file.jpg?1150799123 (con timestamp UNIX) www.sito.com/file.jpg?12/11/2006+10:11:41

Il parametro (la data) dovrà essere aggiornata a ogni nuova richiesta della pagina o file remoto.

In alcuni casi si utilizza anche la funzione random di JavaScript per concatenare anche un numero casuale. Infatti con la data è possibile eseguire una nuova richiesta solo ogni secondo. il risultato completo è quindi:

www.sito.com/file.jpg?1150799123&736874 (timestamp UNIX e numero casuale successivo)

È da notare come in questo modo si superi automaticamente anche il problema di cache delle pagine nel browser locale, senza bisogno di cambiare la sua configurazione poiché la richiesta è comunque sempre verso a un file diverso.

Classe dell'attacco Questo attacco appartiene alla classe degli attacchi denial of service (DoS, o in italiano negazione del servizio), più esattamente ai Distributed Denial of Service (DDoS, o negazione distribuita del servizio).

Aspetti legali Limitandosi solamente a interrompere l'accessibilità del sito target un attacco di questa tipologia difficilmente può essere considerato illegale dalla legislazione italiana, anche se l'articolo 617-quater del codice penale, prevede al primo comma: “Chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, ovvero le impedisce o le interrompe, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La condotta punita è da ravvedere in ogni attività diretta a far cessare una comunicazione informatica o telematica già iniziata (interruzione) ovvero in quella diretta a ostacolare l'inizio della comunicazione (impedimento)”.

In Italia nessuno è mai stato condannato per aver partecipato a questa forma di protesta in quanto non viene danneggiato il sito ma solo reso irraggiungibile temporaneamente.

Note

Voci correlate Guerra cibernetica Denial of service Mailbombing Malware Cracking (informatica) Cracker (informatica) Scam Lamer

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