È stata proclamata Serva di Dio dalla Chiesa cattolica.
Biografia Infanzia ed educazione
Zita di Borbone-Parma nacque a Villa Pianore, una grande proprietà situata tra Pietrasanta e Camaiore, nella provincia italiana di Lucca, precisamente nel territorio della Pieve di Monteggiori, il 9 maggio 1892.. Nacque con il nome di Zita di Lucca, in onore di una santa vissuta nel XIII secolo.. Terza figlia e quinta discendente diretta dell'anziano duca sovrano di Parma Roberto I e della seconda moglie, Maria Antonia di Braganza, una delle figlie del re Michele I del Portogallo e di sua moglie Adelaide di Löwenstein-Wertheim-Rosenberg. Nel 1859, il padre di Zita perse il suo trono durante il Risorgimento, quando non era che un ragazzo di dieci anni. Dal suo primo matrimonio con la principessa Maria Pia di Borbone-Due Sicilie ebbe dodici figli, di cui sei con problemi mentali e tre morti in tenera età.Secondo i documenti, ebbe nove o dodici figli.. Rimasto vedovo nel 1882, si risposò due anni dopo con l'infanta Antonia, la madre di Zita. Da questo matrimonio nacquero dodici figli. Zita fu la diciassettesima figlia di Roberto.
L'anziano duca viveva con la sua famiglia alle Piànore e nel castello di Schwarzau, nel land austriaco della Bassa Austria.. Fu principalmente in queste due residenze che Zita passò la sua infanzia e adolescenza. La famiglia passava la maggior parte dell'anno in Austria e scendeva alle Piànore per l'inverno.. Effettuavano il viaggio in un treno di sedici vagoni, arredato per trasportare la famiglia e i suoi beni..
Zita, i suoi fratelli e le sue sorelle impararono a parlare l'italiano, il francese, il tedesco, lo spagnolo, il portoghese e l'inglese. Ricordava: «Siamo cresciuti in un ambiente internazionale. Mio padre si considerava all'inizio come un francese e passava qualche settimana ogni anno con i maggiori dei suoi figli al castello di Chambord, la sua principale proprietà sulla Loira. Io gli chiesi un giorno come ci dovevamo descrivere. Lui rispose: "Noi siamo principi francesi che hanno regnato in Italia". In effetti, dei ventiquattro figli solo tre, tra cui io, siamo nati in Italia».
A dieci anni Zita fu inviata dalle Sorelle della Visitazione a Zangberg, in Alta Baviera, presso cui regnava uno stretto regime di studio e di istruzione religiosa., ma nell'autunno 1907 fu richiamata a casa alla morte di suo padre. Sua nonna materna inviò Zita e sua sorella Francesca in un monastero benedettino dell'isola di Wight per terminare la loro educazione... Cresciute nella fede cattolica, le ragazze Parma prestavano regolarmente servizio per delle opere buone per i bisognosi. A Schwarzau la famiglia trasformava del tessuto in vestiti. Zita e Francesca distribuivano personalmente cibo, vestiti e medicine ai poveri delle Piànore.. Tre delle sorelle di Zita entrarono in ordini religiosi, e, a un certo momento, scelse anche lei di seguire lo stesso cammino..
Matrimonio
Nelle immediate vicinanze del castello di Schwarzau si trovava Villa Wartholz, residenza dell'arciduchessa Maria Teresa d'Austria, zia materna di Zita. Maria Teresa era matrigna dell'arciduca Otto e nonna acquisita dell'arciduca Carlo.
Carlo e Zita si erano già incontrati da bambini. Nel 1909, essendo il reggimento dei dragoni di Carlo di stanza presso Brandýs nad Labem, si ritrovarono, così Carlo iniziò a farle visita regolarmente. Nel 1911 l'arciduca si recò a Villa Pianore per chiedere formalmente la mano di Zita, e il 13 giugno 1911 venne annunciato il loro fidanzamento presso la corte austriaca. Il matrimonio fu celebrato il 21 ottobre 1911 nel castello di Schwarzau. Il prozio di Carlo, l'imperatore Francesco Giuseppe, entusiasta nel vedere un erede contrarre un matrimonio adeguato, fece il primo brindisi al pranzo di nozze.
Moglie dell'erede al trono austriaco
In quel momento, l'arciduca Carlo era poco più che ventenne, per cui non si aspettava di diventare erede al trono, in quanto Francesco Ferdinando era in buona salute. La situazione cambiò il 28 giugno 1914, quando l'erede e la moglie Sophie furono assassinati a Sarajevo da parte dei nazionalisti serbi. Carlo e Zita ricevettero la notizia attraverso un telegramma lo stesso giorno. Lei disse di suo marito: «Anche se era una bella giornata, ho visto la sua faccia impallidire sotto il sole».
Durante la prima guerra mondiale, Carlo fu promosso generale dell'esercito austriaco, prendendo il comando del 20º Corpo in un'offensiva nel Tirolo. La guerra fu personalmente difficile per Zita, dal momento che molti dei suoi fratelli combattevano su fronti opposti nel conflitto (Felice e Renato s'erano uniti all'esercito austriaco, mentre Sisto e Saverio s'erano uniti all'esercito belga). Inoltre, il suo paese di nascita, l'Italia, aveva dichiarato guerra all'Austria nel 1915. Nel 1917 l'ambasciatore tedesco a Vienna, il conte Otto Wedel, avrebbe scritto a Berlino: «L'imperatrice discende da una casa principesca italiana. Le persone non si fidano del tutto di lei e dei suoi parenti».
Su richiesta di Francesco Giuseppe, Zita e i suoi figli lasciarono la loro residenza a Hetzendorf trasferendosi nel castello di Schönbrunn. Qui Zita spese molte ore con il vecchio imperatore in occasioni formali e informali, nelle quali Francesco Giuseppe le confidò le sue paure per il futuro. L'imperatore Francesco Giuseppe morì di bronchite e polmonite, all'età di 86 anni, il 21 novembre 1916.
Imperatrice e regina
Carlo e Zita furono incoronati a Budapest il 30 dicembre 1916. Dopo l'incoronazione ci fu un banchetto, ma, una volta terminati i festeggiamenti, l'imperatore e l'imperatrice pensarono d'aver sbagliato a prolungarli durante il periodo di guerra. All'inizio del regno Carlo era il più delle volte lontano da Vienna, ma era in continuo contatto telefonico con il suo quartier generale militare, con una linea installata da Baden alla Hofburg. Zita ebbe una certa influenza sul marito e aveva un interesse particolare per la politica sociale. Tuttavia, l'unico interesse per Carlo erano le questioni militari. Energica e volitiva, Zita accompagnava il marito nelle province e al fronte, impegnando sé stessa in opere di carità e con visite in ospedale ai feriti di guerra.
Affare Sisto
Nel pieno della prima guerra mondiale, si adoperò per il raggiungimento, assieme al marito Carlo I e ai fratelli, i principi Sisto e Saverio di Borbone-Parma, per la pace con gli alleati, ma, nonostante tutto, questi tentativi fallirono. Nel mese di aprile 1918, dopo il trattato di Brest-Litovsk, il ministro degli esteri austriaco, il conte Ottokar Czernin, pronunciò un discorso attaccando il primo ministro francese Georges Clemenceau e additandolo come il principale ostacolo a una pace che avrebbe favorito gli Imperi centrali.
Fine dell'Impero Il prestigio dell'esercito tedesco aveva preso già un duro colpo alla battaglia di Amiens il 25 settembre 1918. Successivamente re Ferdinando di Bulgaria prese le distanze dai suoi alleati degli Imperi centrali, pronunciandosi, in modo indipendente, per la pace. Quando ricevette il telegramma del collasso della Bulgaria, Zita si trovava insieme a Carlo. Il 16 ottobre 1918, l'imperatore promulgò un "Manifesto dei Popoli", proponendo di ristrutturare l'impero su linee federali e concedendo a ogni nazionalità un proprio Stato. Invece, ogni nazione si staccò e l'impero effettivamente si sciolse. Il 28 ottobre 1918 nacque il primo nuovo stato Cecoslovacco, indipendente dell'Impero asburgico.
Lasciando i loro figli a Gödöllő, Carlo e Zita viaggiarono verso il Palazzo di Schönbrunn. L'11 novembre 1918, insieme al portavoce dell'imperatore, prepararono un manifesto da far firmare a Carlo. Dopo la pubblicazione del documento, l'imperatore, con la sua famiglia e il resto della corte, partì per il casino di caccia di Eckartsau, nei pressi del confine con l'Ungheria e la Slovacchia. Il giorno successivo furono proclamate La Repubblica di Germania e quella d'Austria, anche se, in Austria, per i successivi cinque mesi, esistettero due governi contrapposti: il governo della nuova Repubblica austriaca, proclamata il 12 novembre 1918, e il vecchio governo imperiale, che fu "sospeso" da Carlo ma non fu formalmente sciolto.
Esilio Dopo alcuni mesi difficili a Eckartsau, la famiglia imperiale ricevette un aiuto da una fonte inaspettata. Il principe Sisto incontrò il re Giorgio V e lo supplicò di aiutare gli Asburgo. Giorgio, dopo soli pochi mesi dall'esecuzione di suo cugino Nicola II di Russia per mano dei rivoluzionari, promise: «Faremo immediatamente ciò che è necessario». Diversi ufficiali dell'esercito britannico furono inviati ad aiutare Carlo, in particolare il tenente colonnello Edward Lisle Strutt, che era un nipote di Lord Belpasso e un ex studente presso l'Università di Innsbruck.
Con qualche difficoltà, il colonnello Strutt riuscì a organizzare un treno per la Svizzera, permettendo all'imperatore di lasciare il Paese con dignità, senza dover abdicare. Carlo, Zita, i loro figli e le loro famiglie lasciarono Eckartsau il 24 marzo 1919, scortati da un distaccamento di soldati britannici dell'Onorevole Compagnia di Artiglieria sotto il comando del colonnello Strutt. In seguito a ciò, il 3 aprile 1919, il governo repubblicano sciolse formalmente quello imperiale, dichiarando unilateralmente decaduti Carlo e Zita dal trono confiscando i beni personali della Casa d'Asburgo-Lorena.
Ungheria ed esilio a Madera La prima casa della famiglia in esilio fu il castello Wartegg a Rorschach, un immobile di proprietà dei Borbone-Parma. Tuttavia, le autorità svizzere, preoccupate per le implicazioni che avrebbero comportato la dimora degli Asburgo nei pressi del confine austriaco, li costrinsero a spostarsi verso la parte occidentale del Paese. Il mese successivo, quindi, si trasferirono a Villa Prangins, nei pressi del lago di Ginevra, dove ripresero una vita familiare tranquilla.
Questo periodo venne bruscamente interrotto nel marzo 1920, quando, dopo un periodo di instabilità in Ungheria, Miklós Horthy fu eletto reggente. Carlo era ancora tecnicamente re, ma Horthy inviò un emissario a Prangins consigliandogli di non andare in Ungheria fino a quando la situazione non si fosse calmata. Dopo il trattato del Trianon, l'ambizione di Horthy crebbe. Carlo chiese l'aiuto del colonnello Strutt per farsi portare in Ungheria. Carlo tentò due volte di riprendere il controllo, la prima nel mese di marzo e nuovamente nell'ottobre 1921. Entrambi i tentativi fallirono, nonostante il sostegno convinto di Zita.
Carlo e Zita risiedettero temporaneamente al castello Tata, di proprietà del conte Esterházy, fino a quando non si fosse trovata la destinazione permanente per il loro esilio. Malta venne messa in discussione come una possibilità, ma l'idea fu rifiutata da Lord Curzon. Il territorio francese fu escluso a causa della presenza dei fratelli di Zita, che macchinavano intrighi per conto di Carlo. Alla fine venne scelta l'isola portoghese di Madera. La coppia giunse a Funchal il 19 novembre 1921. Nel frattempo i loro figli risiedettero nel castello di Wartegg, in Svizzera, dove viveva Maria Teresa, anche se Zita riuscì a vederli a Zurigo, quando suo figlio Roberto ebbe bisogno di essere sottoposto ad una operazione di appendicectomia. I bambini si unirono ai genitori nel febbraio del 1922.
Morte di Carlo
Carlo aveva problemi di salute già da tempo. Dopo essere andato a fare spese in una giornata fredda a Funchal per comprare dei giocattoli per Carlo Ludovico, fu colpito da un attacco di bronchite. A causa delle inadeguate cure mediche, la bronchite peggiorò in polmonite. Molti dei bambini e il personale si ammalarono; Zita, all'epoca incinta di otto mesi, si prese cura di tutti.