La Colonia di Hong Kong (in cantonese:英屬香港, Yīng suhk hēung góng, Hong Kong britannico), dal 1981 Territorio d'oltremare di Hong Kong, fu una colonia britannica, comprendente l'isola di Hong Kong, dal 1841 al 1997. Divenuta una colonia britannica dopo la Prima Guerra dell'Oppio (1839-1842), fu occupata dai giapponesi dal 1941 al 1945. Il 1º luglio 1997 ritornò sotto la sovranità cinese.

Storia Fondazione della colonia

Nel 1836, il governo manchu della dinastia Qing adottò una nuova politica sul commercio dell'oppio. Lin Zexu si offrì volontario per migliorare la situazione. Nel marzo del 1839, divenne Commissario Imperiale Speciale a Canton dove ordinò ai commercianti stranieri di oppio di arrendersi e consegnare al governo cinese le loro riserve. Bloccò le fabbriche locali gestite dagli inglesi e tagliò loro i rifornimenti. Il sovrintendente inglese, Charles Elliot, si accordò per cedere alle richieste di Lin per permettere agli inglesi di poter abbandonare l'area in sicurezza, lasciando che la questione venisse decisa dai due governi. Quando Elliot propose che il governo inglese avrebbe pagato per poter riottenere le proprie riserve di oppio, il governo cinese distrusse pubblicamente le 20.283 casse sequestrate.Tsang 2004, pp. 9–10

Nel settembre del 1839, il gabinetto inglese di governo decise che i cinesi avrebbero pagato per la distruzione delle scorte inglesi, anche con l'uso della forza. Venne inviata quindi una forza di spedizione militare sotto Elliot e suo cugino, il contrammiraglio George Elliot, entrambi col ruolo di plenipotenziari, nel 1840. Il segretario degli esteri Lord Palmerston disse al governo cinese che il governo britannico non questionava sul diritto dei cinesi di proibire l'oppio e la sua commercializzazione, ma obiettava sul modo con cui tale pratica era stata impedita agli inglesi. Le forzature imposte ai mercanti stranieri ed il trattamento riservato in particolare agli inglesi, venne visto come fortemente lesivo per la loro onorabilità. Era stato il ministro in persona ad aver dato istruzioni ai cugini Elliot di occupare una delle isole locali e presentare personalmente una sua lettera al locale ufficiale dell'imperatore, procedendo quindi alla firma di un trattato, e se i cinesi avessero opposto resistenza, gli inglesi avrebbero dovuto bloccare il golfo di Bohai ed i porti chiave sui fiumi Yangtze e Giallo.Tsang 2004, p. 11 Palmerston chiese inoltre la fondazione di una base commerciale a Chusan di modo che i mercanti inglesi "non dovessero essere soggetti ai capricci arbitrari del governo di Pechino o alle sue autorità locali presso i porti dell'Impero".Tsang 2004, p. 21

Nel 1841, Elliot negoziò col successore di Lin, Qishan, la Convenzione di Chuenpi nel corso della prima guerra dell'oppio. Il 20 gennaio, Elliot annunciò "la conclusione degli accordi preliminari", che includevano la cessione dell'isola di Hong Kong e del suo porto alla Corona britannica.The Chinese Repository. Volume 10. pp. 63–64. Elliot scelse l'isola di Hong Kong al posto di quella di Chusan perché credeva che un insediamento posto più ad est avrebbe causato un'"indefinita protrazione delle ostilità", mentre il porto di Hong Kong si presentava come una base più ideale.Tsang 2004, pp. 11, 21 Il 26 gennaio, la Union Jack venne levata su Hong Kong ed il commodoro James Bremer, comandante in capo delle forze britanniche in Cina, prese possesso formale dell'isola a Possession Point.Belcher, Edward (1843). Narrative of a Voyage Round the World. Volume 2. London: Henry Colburn. p. 148. Il 29 agosto 1842, la cessione fu formalmente ratificata col Trattato di Nanchino, che cedeva Hong Kong "in perpetuo" alla Gran Bretagna.

Crescita ed espansione

Il trattato non riuscì a soddisfare appieno le aspettative degli inglesi di una maggiore estensione dei profitti e del commercio, che portò ben presto ad una revisione dei termini.Tsang 2004, p. 29 Nell'ottobre del 1856, le autorità cinesi a Canton trattennero la Arrow, una nave di proprietà cinese registrata ad Hong Kong per cercare la protezione inglese. Il console di Canton, Harry Parkes, ritenevano che l'arresto della ciurma a bordo e l'abbassamento della bandiera inglese fossero "un insulto ed un'azione molto gravi". Parkes e Sir John Bowring, IV governatore di Hong Kong, sfruttarono l'incidente per perseguire la politica coloniale inglese. Nel marzo del 1857, Palmerston nominò Lord Elgin quale nuovo plenipotenziario con l'intento di assicurarsi un nuovo trattato. Una forza militare francese si unì a quella inglese per vendicare l'esecuzione del missionario francese Auguste Chapdelaine avvenuta nel 1856.Tsang 2004, pp. 32–33 Nel 1860, la presa dei forti di Taku e l'occupazione di Pechino portarono al ed alla Convenzione di Pechino. Nel trattato di Tientsin, i cinesi accettarono le richieste degli inglesi di avere più porti aperti, di poter navigare liberamente il fiume Yangtze, di legalizzare il commercio dell'oppio e di avere una propria rappresentazione diplomatica a Pechino. Durante il conflitto, gli inglesi occuparono anche la penisola di Caolun. L'area è corrispondente alla parte a sud della Boundary Street e dell'Isola di Stonecutters che vennero poi cedute sulla base della convenzione di Pechino.Tsang 2004, pp. 33, 35

Nel 1898, gli inglesi cercarono di estendere le difese di Hong Kong. Dopo l'inizio dei negoziati nell'aprile del 1898, tra l'ambasciatore inglese a Pechino, Sir Claude MacDonald, ed il diplomatico cinese Li Hongzhang, il 9 giugno venne siglata la Seconda convenzione di Pechino. Alla fine del XIX secolo le potenze internazionali si accordarono perché non fosse possibile parcellizzare oltre il territorio cinese al di fuori delle concessioni fatte alla Russia, alla Francia e l'estensione del governo di Hong Kong per altri 99 anni, con un'estensione dei domini.Tsang 2004, pp. 38–41

L'occupazione giapponese

Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi raggiunsero un accordo col governo cinese sotto il comando del generalissimo Chiang Kai-shek che se il Giappone avesse attaccato Hong Kong, l'esercito rivoluzionario cinese avrebbe attaccato i giapponesi alle spalle. L'8 dicembre, la Battaglia di Hong Kong ebbe inizio quando i bombardieri giapponesi effettivamente distrussero le locali forze aeree britanniche in un solo attacco.Tsang 2004, p. 121 Due giorni dopo, i giapponesi penetrarono nella Linea Gin Drinkers. Il comandante britannico, il maggiore generale Christopher Michael Maltby, concluse che l'isola non poteva essere difesa a lungo e si ritirò verso la terraferma. Il 18 dicembre, i giapponesi entrarono le porto di Victoria.Tsang 2004, p. 122 Al 25 dicembre, le difese organizzate erano ormai ridotte a ben poco. Maltby raccomandò la resa al governatore Sir Mark Young, il quale accettò il consiglio del generale per evitare ulteriori perdite. Il giorno dopo l'invasione, Chiang ordinò a tre corpi d'armata al comando del generale Yu Hanmou di marciare verso Hong Kong, ma quando i cinesi si decisero ad attaccare, i giapponesi avevano già troncato le difese di Hong Kong. Le perdite inglesi ammontarono a 2232 tra morti e dispersi e 2300 feriti. I giapponesi riportarono 1996 morti e 6000 feriti.Tsang 2004, pp. 123–124

I soldati giapponesi commisero delle atrocità come stupri su molti locali.Snow 200, p. 81 La popolazione venne dimezzata, da 1.6 milioni nel 1941 a 750.000 alla fine della guerra, per i molti abbandoni del territorio, persone che rientrarono solo a guerra finita.Tsai, Jung-Fang (2005). "Wartime Experience, Collective Memories, and Hong Kong Identity". China Review International 12 (1): 229.

I giapponesi imprigionarono l'élite coloniale inglese e cercarono di guadagnarsi il favore dei mercanti locali nominando alcuni di loro al ruolo di consiglieri di governo. La politica adottata dal Giappone gli fruttò una notevole collaborazione tra l'élite e la classe media. Hong Kong venne trasformata in una colonia giapponese. Ad ogni modo, l'impero giapponese ebbe notevoli difficoltà logistiche e dal 1943 iniziarono ad esserci problemi per il cibo. I governanti locali divennero più brutali e corrotti ed i cinesi iniziarono a risollevare il capo. Con la resa del Giappone, il governo tornò agli inglesi con relativa facilità dal momento che nazionalisti e comunisti cinesi si stavano concentrando su altri fronti, tralasciando Hong Kong. Il ritorno al colonialismo inglese riportò i livelli a prima dell'occupazione giapponese, eliminando alcuni conflitti d'interesse creatisi.Zhang, Wei-Bin (2006). Hong Kong: The Pearl Made of British Mastery and Chinese Docile-Diligence. Nova Publishers. p. 109.

Il ripristino del governo inglese

Il 14 agosto 1945, quando il Giappone annunciò la propria resa incondizionata, gli inglesi formarono uno squadrone navale da inviare ad Hong Kong.Tsang 2004, p. 133 Il 1 settembre, il contrammiraglio Cecil Harcourt proclamò l'occupazione militare con sé stesso a capo. Egli accettò formalmente la resa giapponese il 16 settembre presso la residenza del governatore.Tsang 2004, p. 138 Young, al suo ritorno come governatore nel maggio del 1946, perseguì una serie di politiche riformiste note come "Piano Young", credendo che per contrastare la determinazione del governo cinese a riprendere possesso di Hong Kong, fosse necessario dare agli abitanti locali una fetta di potere seppur limitata di modo da averne l'appoggio.Tsang 2004, pp. 143–144

La devoluzione alla Cina La dichiarazione congiunta sino-britannica venne siglata dai primi ministri di Regno Unito e Repubblica Popolare Cinese il 19 dicembre 1984 a Pechino. Tale dichiarazione entrò in vigore il 27 maggio 1985 e venne registrata dai rispettivi governi il 12 giugno. Secondo gli accordi la Cina avrebbe ripreso la propria sovranità statale su Hong Kong, Kowloon e gli altri territori del possedimento coloniale dal 1º luglio 1997 ed in quello stesso giorno il governo inglese avrebbe rinunciato alla propria.

Alla cerimonia del 1997 partecipò il principe Carlo, il quale lesse un discorso per conto della regina Elisabetta II. Alla cerimonia presenziarono anche il primo ministro inglese da poco eletto, Tony Blair, il ministro degli esteri, Robin Cook, l'ormai ex governatore di Hong Kong, Chris Patten ed il capo dello staff della difesa, Charles Guthrie.

In rappresentanza della Repubblica Popolare Cinese presenziò Jiang Zemin, premier cinese, Li Peng e Tung Chee-hwa, membri del governo. L'evento venne trasmesso da radio e televisioni in tutto il mondo.

Governatori di Hong Kong Primo periodo britannico (1841–1941) №ImmagineNomeDurata mandato Inizio Fine Sir Charles Elliot義律 (1801–1875) 26 gennaio 1841 12 Agosto 1841 Alexander Robert Johnston莊士敦 (1812–1888) 22 giugno 1841 1 febbraio 1842 Sir Henry Pottinger砵甸乍 (1789–1856) 12 agosto 1841 26 giugno 1843 Alexander Robert Johnston莊士敦 (1812–1888) 13 giugno 1842 2 dicembre 1842 1 Sir Henry Pottinger砵甸乍 26 giugno 1843 8 maggio 1844 2 Sir John Francis Davis戴維斯 8 maggio 1844 18 marzo 1848 William Staveley士他花利 (1784–1854) 18 marzo 1848 21 marzo 1848 3 Sir George Bonham文咸 (1803–1863) 21 marzo 1848 13 aprile 1854 4 Sir John Bowring寶靈 (1792–1872) 13 aprile 1854 5 maggio 1859 William Caine堅 (1799–1871) 5 maggio 1859 9 settembre 1859 5 Sir Hercules Robinson羅士敏 (1824–1897) 9 settembre 1859 15 marzo 1865 William Thomas Mercer孖沙 (1821–1879) 15 marzo 1865 11 marzo 1866 6 Sir Richard Graves MacDonnell麥當奴 (1814–1881) 11 marzo 1866 11 aprile 1872 Henry Wase Whitfield威非路 (1814–1877) 11 aprile 1872 16 aprile 1872 7 Sir Arthur Kennedy堅尼地 (1809–1883) 16 aprile 1872 1 marzo 1877 John Gardiner Austin柯士甸 (1811–1900) 1 marzo 1877 22 aprile 1877 8 Sir John Pope Hennessy軒尼詩 (1834–1891) 22 aprile 1877 7 marzo 1882 Malcolm Struan Tonnochy杜老誌 (1841–1882) 7 marzo 1882 28 marzo 1882 Sir William Henry Marsh馬殊 (1827–1906) 28 marzo 1882 30 marzo 1883 9 Sir George Bowen寶雲 (1821–1899) 30 marzo 1883 21 dicembre 1885 Sir William Henry Marsh馬殊 (1827–1906) 21 dicembre 1885 25 aprile 1887 William Gordon Cameron金馬倫