Biografia

Allieva della Scuola Normale Superiore, si laurea in Lettere moderne all'Università di Pisa, e dopo un periodo di formazione presso la London School of Economics and Political Science si specializza in storia alla Scuola Normale Superiore. La sua preparazione avviene sotto la direzione di Mario Mirri.

All'inizio della sua attività scientifica, gli interessi di Giuliana Biagioli si concentrano sul ceto dei proprietari terrieri e sulla gestione delle loro proprietà, a partire dalla famiglia Ricasoli e dal Castello di Brolio. Biagioli utilizza come fonte gli archivi privati delle aziende agrarie, un tipo di fonte primaria fino a quel momento non utilizzata per il lavoro di ricerca storica in Italia. La sua ricerca mette in relazione le vicende delle grandi famiglie con la gestione e i risultati economici delle aziende da cui provengono i loro redditi, e porta l'attenzione sulle capacità di innovazione di alcuni proprietari terrieri, Ricasoli in primis, oggetto di un ampio studio nel volume Il modello del proprietario imprenditore nella Toscana dell'Ottocento (2000).

Durante tutta la sua carriera Biagioli si interessa alla relazione fra la storia dell'agricoltura e lo sviluppo economico, e in particolare ai rapporti di produzione nelle campagne che studia con approccio quantitativo analizzando i dati del Catasto Leopoldino attraverso l'impiego pionieristico di metodi informatici. Grazie a questo approccio, insieme a Giorgio Giorgetti e a Mario Mirri dà il via al rinnovamento nella visione della storia delle campagne toscane, in cui emergono gli elementi di sviluppo più che quelli di arretratezza, e acquista rilievo il fenomeno della pluriattività delle famiglie rurali. Lo stesso fenomeno della mezzadria è così riletto alla luce dei dati ricavati dagli archivi aziendali, che permettono di superarne l'interpretazione di "mondo immobile". Per l'esplorazione degli sviluppi più recenti della storia del mondo rurale, Biagioli e i suoi collaboratori affinano le tecniche dell'uso delle fonti orali.

Fin dagli anni Settanta, Biagioli collabora con il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico per l'elaborazione dei dati del Catasto Toscano. La collaborazione porta all'organizzazione e all'analisi di una vasta mole di dati su territorio, insediamento e uso dei suoli in Toscana, e risulta nella pubblicazione del volume L'agricoltura e la popolazione in Toscana all'inizio dell'Ottocento. Un'indagine sul catasto particellare.Il testo è stato ripubblicato di recente in formato digitale open access: Dagli anni 2000 le competenze storiche su ambiente e territorio si traducono in impegno sulle problematiche del presente relative alla salvaguardia e allo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione ai paesaggi vitivinicoli tradizionali delle regioni mediterranee, e con l'assunzione di ruoli di responsabile scientifico in attività del Parco nazionale delle Cinque Terre e del Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Negli stessi anni fonda e presiede l'Istituto di Ricerca sul Territorio e l'Ambiente "Leonardo" che conduce progetti di raccordo fra ricerca universitaria ed enti locali volti alla salvaguardia ambientale.

Dal 2014 al 2016 è responsabile scientifica per la Regione Toscana della ricerca, condotta da un'équipe multidisciplinare di storici, geografi, architetti e linguisti, che permette il reperimento e la collocazione sulle carte digitalizzate e geo-referenziate dei catasti storici regionali, delle tavolette dell'Istituto Geografico Militare, della Carta Tecnica Regionale toscana e del catasto attuale dell'Agenzia delle Entrate, di tutti i toponimi presenti su tale cartografia. Il risultato è lo strumento digitale Re.To.Re. (Repertorio Toponomastico Regionale) liberamente consultabile in rete.

Dal 2021 Biagioli assume la carica di Ambasciatrice Europea del Patto Europeo sul Clima.

Opere (parziale)

Note

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