La chiesa di Sant'Angelo a Piesco è una cappella rurale in rovina, fondata in età longobarda, che sorge nell'omonima contrada nei pressi di Benevento.
Storia e descrizione La piccola costruzione religiosa sorge sulla cima di una modesta altura (la parola piesco significa "rupe"), a 208 Cartografia IGM, sulla sponda destra del fiume Calore. Sembra probabile che essa si trovasse all'interno di una fortificazione a guardia di una strada di accesso alla città: di ciò sarebbero prova alcuni resti murari posti ad una quota più bassa.
A meno di non voler identificare tale cappella con quella di San Michele Arcangelo ad olivolam, che si trovava nel luogo detto Pantano e che compare in un diploma dell'imperatore Ottone III del 999., la prima menzione esplicita di una chiesa sancti Angeli in Pesclo è del 1102, in un privilegio di papa Pasquale II. In questa è considerata una menzione della chiesa in questione anche nonostante la dicitura sia accompagnata dalla collocazione in Alipergo, l'odierna Buonalbergo..
La zona dove la chiesa sorge, che prende anch'essa il nome di Sant'Angelo a Piesco, fu per secoli dominio feudale della nobile famiglia beneventana Bilotta, ritenuta di origine longobarda. I Bilotta vendettero il feudo nel 1579; su iniziativa dell'arcivescovo Massimiliano Palombara, nel 1593 lo acquistò dai nuovi proprietari il seminario arcivescovile, che così si garantì una fonte di rendite. Palombara restaurò anche la chiesetta.. Non è noto quando essa fu abbandonata.
La cappella è costituita da una semplice navata rettangolare, ampia 4,5 m e lunga 12 m, coperta da una volta a botte. La parete frontale è crollata; qui doveva trovarsi anche l'ingresso alla cappella. Nel muro di fondo si apre una monofora, strombata all'interno; e all'interno è visibile anche un arco, probabilmente di sostegno. Nel muro destro si aprono tre finestre; quelle del muro sinistro, invece, sono otturate dalla costruzione di un ambiente in adiacenza, la cui funzione è ignota.
L'edificio è sottoposto al vincolo del Ministero dei beni culturali dal 1989..
Note
Bibliografia
Voci correlate Architettura longobarda Calore Irpino Ducato di Benevento Oasi Zone Umide Beneventane
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