La chiesa di Santa Maria è un edificio religioso situato nel comune di Dueville, in provincia e diocesi di Vicenza. Si tratta di un luogo di culto di grande importanza per la comunità. Al suo interno sono presenti affreschi realizzati da Agostino Pegrassi. Tra essi l'affresco nella cappella del Battistero rappresentante il “Battesimo di Gesù”. Nell'abside della chiesa preesistente, sul retro dell'edificio attuale, è possibile ammirare la raffigurazione detta "Evangelium".

Il 17 settembre 1955 venne effettuata, dal vescovo Carlo Zinato, la consacrazione della chiesa arcipretale di santa Maria e santa Fosca di Dueville e il 7 maggio 2005, con la benedizione del vescovo di Vicenza Cesare Nosiglia, l'inaugurazione delle opere parrocchiali (oratorio per le attività pastorali) di santa Maria.

Storia Chiesa parrocchiale di Dueville L'intera costruzione ecclesiastica è il risultato di una "complessa sedimentazione storica dove le parti si combinano in un'interessante composizione paratattica, la quale riuscì ad armonizzare fra di loro il campanile settecentesco, la vecchia abside risalente al tardo ottocento e la chiesa edificata nel novecento.

La progettazione della chiesa nuova è stata realizzata dall'architetto Vincenzo Bonato, il quale si è anche occupato di supervisionare i lavori della sua costruzione. Sia l'idea che la realizzazione si sono attuate tra il 1928 e il 1956. La struttura si presenta come un complesso montaggio di simboli e linguaggi architettonici differenti, i quali rispecchiano la tendenza architettonica principale presente tra il XIX e il XX secolo.

La chiesa di Santa Maria fino al 1900 A partire dal XV secolo la chiesa di Santa Maria era matrice, ovvero una pieve, punto di riferimento per molte cappelle come: Santa Maria del Porciletto, Sant'Andrea di Novoledo, San Vito di Montecchio Precalcino, San Biagio di Vivaro, Santa Maria Etiopissa. Con il termine pieve venivano denominate le sole antiche chiese battesimali, alle quali dovevano accorrere le popolazioni per ricevere il primo Sacramento. Nei primi secoli dell'evangelizzazione cristiana nei territori vicentini solo al vescovo veniva concessa la possibilità di conferire il battesimo. Con il passare degli anni, però, il battistero fu concesso ad alcune chiese, denominate appunto pievi. Si trattava di parrocchie primarie e i loro rettori venivano qualificati con l'appellativo di arcipreti.

Altro elemento che sottolinea l'importanza della chiesa è la sua autorità su Santa Maria Etiopissa. Quest'ultima svolgeva le funzioni di cappella nei confronti di Santa Maria e di chiesa monasteriale verso l'abbazia benedettina di Pomposa di Ferrara.

Nel 1407 i Monza, a pochi anni dall'arrivo nel loro feudo di Dueville, la ricostruirono e l’amplificarono. Nel 1488, inoltre, Gaspare Monza, prima e i suoi successori poi, eressero il campanile e la canonica. Nel secolo successivo, con la nascita delle nuove parrocchie, con lo sgretolarsi dell’abbazia benedettina e, dopo il Concilio di Trento, con l’istituzione dei vicariati foranei, venne meno a Santa Maria la sua dignità di pieve in favore della parrocchia di Villaverla.

Il 1 maggio 1693, furono convocati 102 capifamiglia della comunità che decisero, grazie anche alla sollecitazione del parroco Giovanni Zorzi, di ristrutturare il sacro edificio, che ormai risultava antico, fatiscente e in rovina. Gli stessi governatori della comunità spingevano perché i lavori potessero proseguire, partecipando annualmente alle spese. Era stato deciso, inoltre, che una volta finita la chiesa, quest'ultima dovesse essere sostenuta per 2/3 dal comune e per 1/3 dal parroco. Successivamente, fu deciso di istituire una commissione che avrebbe avuto il compito di appoggiare e tutelare tutte le necessità dell'arciprete, che sarebbero sorte durante la costruzione della chiesa.

Nel 1697, grazie alle offerte dei cittadini, venne riedificata, per essere poi conclusa nel 1710, anno in cui la chiesa fu arricchita dalla presenza di un affresco rappresentante l'Assunzione della Vergine.

Nel 1716, fu elevato il campanile alto 40 metri ed in stile barocco. Tale costruzione risultò possibile grazie al contributo offerto dalla comunità di Dueville.

Nel 1744, si procedette ad arricchire la chiesa con un nuovo altare maggiore, mentre nel 1828 venne ripavimentata e successivamente impreziosita da differenti tele.

Avvenuta la costruzione della chiesa di Santa Maria si iniziò con la costruzione della canonica, progettata e diretta dall'architetto Tullio Panciera ed eseguita dalla ditta Fratelli Sanson. La canonica è caratterizzata da un'intonazione cromatica, dal parapetto della grande loggia in cristallo, e dal portale in pietra di San Gottardo, opera dello scultore Gastone Panciera. La nuova canonica arcipretale, insomma, si inserisce degnamente nella piazza di DuevilleConsacrazione della nuova chiesa di Dueville, 17 settembre 1995, Vicenza: Ist. S. Gaetano, 1955, pag. 10-11.

Alla fine del XVIII secolo, Dueville vantava un centro piuttosto moderno, volto all'agricoltura, ma soprattutto profondamente religioso, come risulta dalle confraternite e dai molti lasciti di persone credenti a favore della chiesa.

Il nuovo coro Nel 1890, su richiesta del parroco don Antonio Sanmartin, l'architetto Vittorio Barichella e il Reg. Gaetano Busnelli, presentarono diversi progetti per ingrandire la chiesa, in quanto non più sufficientemente capace per poter ospitare un numero di fedeli sempre maggiore. Infatti, in vent'anni c'era stato un incremento della popolazione che passò da a abitanti. Si decise quindi di ampliare la zona del coro di .

I lavori di ristrutturazione iniziarono il 20 febbraio 1899; furono demoliti il vecchio coro e l'altare maggiore. Così, cominciò a prendere forma un nuovo coro caratterizzato da una parete a semicerchio, da colonne solide e vigorose, da capitelli in stile corinzio e da una grande cupola. Tale ampliamento è visibile ancora oggi all'esterno della chiesa attuale.

Infine, fu costruito un nuovo altare, arricchito con due angeli; il primo in profonda contemplazione, mentre il secondo in venerazione. Le due statue furono realizzate dal rinomato scultore Napoleone Guizzon di Vicenza. In seguito ad un forte incremento demografico il nuovo arciprete, don Benigno Fracasso, giunto a Dueville nel 1924, manifestò il desiderio di ampliare la chiesa in quanto, troppo piccola per rispondere al rapido sviluppo della popolazione. Tale proposta venne ben accolta dalla maggioranza.

La nuova chiesa Nell'anno 1924 venne lanciata la proposta di edificare una nuova chiesa, per rispondere alle esigenze spirituali e morali della popolazione che cresceva continuamente. La proposta fu accolta e, grazie all'intervento del vescovo Ferdinando Rodolfi, la chiesa fu costruita sull'area di quella già esistente.

L'odierna disposizione della chiesa di Dueville è risalente al 1955, anno in cui venne consacrata, però è nel novembre del 1928 che iniziarono i lavori ufficiali di costruzione del sacro edificio, conclusi nel 1954.

Nel novembre 1928, schiere di contadini e di operai provenienti dalle varie contrade prestarono a turno il loro lavoro gratuitamente, ricavando ghiaia dall'Astico e portando il cemento dalla stazione ferroviaria. A dirigere i lavori era la ditta Ferraro di Padova.

Il 23 giugno 1929 il Vescovo di Vicenza, Ferdinando Rodolfi diede la benedizione eucaristica e compì la cerimonia della posa della prima pietra con la presenza di tutte le autorità ecclesiastiche, civili, militari, politiche e scolastiche del Comune. Continuarono, poi, le prestazioni di contadini e operai, tanto che nel 1932 venne licenziata l'impresa e si continuò a lavorare con la sola maestranza locale, sotto la guida del capomastro Silvio Sanson di DuevilleConsacrazione della Nuova Chiesa di Dueville, 17 settembre 1955, Vicenza: Ist. S. Gaetano, 1955, pag. 8-9.

Nel 1933 si coprirono le navate laterali, nel 1934 fu demolita la vecchia chiesa e si pose il tetto; nel 1939 la parte muraria poteva considerarsi ultimata; nel 1940 fu lastricato il presbiterio; nel 1943 si eressero gli altari laterali, nel 1945 fu affrescata la cupola e nei due anni successivi l'abside. Nel 1948-1949 fu completata la parte superiore della facciata in cotto, con i tre rosoni, sormontata da cinque statue dello scultore Caldana, ornata ai lati da bassorilievi e da tre statue della vecchia chiesa. Nel 1949 la chiesa fu dotata dell'organo della ditta Balbiani-Bossi; mentre nel 1950 la ditta Cecchin Luigi diede le tre porte d'ingresso; il battistero fu costituito dalla pavimentazione in marmo e venne inserito un affresco del professor Pegrassi, che rappresentava il Battesimo di Gesù sul Giordano. A mano a mano i vari lavori vennero portati a termine fino a giungere alla consacrazione della chiesa avvenuta il 17 settembre 1955 ad opera di Monsignor Carlo Zinato, vescovo di Vicenza.

Oggi, della chiesa risalente al millesettecento, rimane solo il campanile, mentre il coro del 1904 è rimasto intatto e svolge, da una parte, la funzione di sacrestia, e dall'altra accoglie anche il presepe vivente “Evangelium”.

Descrizione Esterno

La chiesa di Santa Maria (costruita su progetto dell'architetto Vincenzo Bonato) risulta imponente e maestosa. Misura 22 metri in altezza, 22,50 metri in larghezza e 42 metri in lunghezza. È caratterizzata dallo stile francescano, uno stile sobrio e semplice. Solo la facciata si innalza in modo maggiormente eclettico manifestandosi nella parte alta in cotto e nella parte bassa in pietra bianca. La pietra bianca è stata utilizzata anche per le incorniciature del timpano superiore, nei raccordi laterali e nelle statue.

Il portale maggiore è incorniciato da un protiro, sostenuto da un pilastro e una colonna con capitello di stile corinzio a ambo i lati. Al di sopra del portale un mosaico rappresenta Cristo, l’alfa e l'omega. Al di sopra sono collocate tre statue che raffigurano da sinistra a destra: San Pietro, la Madonna con il bambino Gesù e San Paolo. Sopra le estremità dei portali laterali appaiono due altorilievi che illustrano l’Annunciazione: a sinistra la Vergine Maria e a destra L’arcangelo Gabriele.

Degno di nota è anche il movimento plastico caratterizzato dalle due lesene con tre nicchie ciascuna che, nella parte esterna, raggiungono il timpano superiore. Al centro del timpano è raffigurata una croce con la scritta “Virgini Nascenti”. Tale frase mira ad indicare a chi è dedicata la chiesa, ovvero Maria.

Sopra al timpano si può osservare la statua del Redentore. Due incorniciature in marmo bianco permettono di dare continuità e unicità al corpo centrale e a quelli laterali. Ai lati del timpano e dei raccordi marmorei campeggiano le statue dei quattro evangelisti.

Gli evangelisti si possono ritrovare anche all’interno delle lunette delle due porte laterali della facciata e delle fiancate.

Interno La chiesa si prospetta nel suo spazio interno, come un ambiente molto ampio; la decisione presente dietro a questa preferenza è stata molto esplicita, l'obiettivo era quello di garantire al presbiterio una finalità di tipo liturgico coerente con le nuove necessità, creando uno spazio che fungesse da filtro tra esterno ed interno.

Le entrate sono state ridimensionate per sottolineare con maggiore evidenza il percorso percorribile dai fedeli, grazie ad un'unica entrata principale e ai due accessi delle navate laterali.

Appena superata l'entrata ci si ritrova in un ambiente filtro che ha lo scopo di creare uno spazio di contemplazione religiosa e di riflessione, prima di proseguire per poter ascoltare la Parola di Dio. Tale spazio è caratterizzato dalla presenza di due cappelle laterali: una dedicata al Battesimo e l'altra alla Penitenza.