Il termine giapponese identifica il capo custode di un santuario shintoista.

Storia La distinzione tra gūji e daigūji/shōgūji è attestata in diversi santuari fin dall'antichità: risulta che la carica di gūji presso il Grande Santuario di Ise sia stata istituita durante il regno dell'imperatore Kōtoku, mentre le cariche di daigūji e shōgūji sono documentate presso il tempio di Usa nel 771, presso il Kashiigū nel 938 e presso il Munakata Jinja nel 979. A partire dal 1871, i templi classificati come taisha all'interno del sistema kankoku heisha (templi imperiali e nazionali) dovevano avere sia un daigūji sia uno shōgūji, mentre quelli di rango intermedio (chūsha) dovevano avere un gūji e un gongūji; tuttavia solo il Grande Santuario di Ise ha mantenuto entrambe le cariche, mentre gli altri templi hanno avuto un semplice gūji. Dal secondo dopoguerra è diventato invece comune per tutti i santuari chiamare gūji il proprio capo sacerdote.

Compiti del gūji Il gūji si occupa della manutenzione del tempio, esegue i rituali e officia le funzioni.

Come diventare gūji Per diventare gūji è necessario superare gli esami dati dall'associazione dei santuari Shintō (Jinja Honchō 神社本庁).

Questi test sono aperti a uomini e donne che vogliono diventare sacerdoti di Shintō.

Durante la maggior parte della storia del Giappone, l'ammissione al sacerdozio era controllata dalla Corte Imperiale, famiglie di sacerdoti e varie scuole di Shintō.

Il sacerdozio di Shintō era normalmente una professione ereditaria, passata dal padre al figlio, fino all'Era di Meiji (1868-1912).

Il 14 maggio 1871, il governo Meiji ha emesso l'ordine di abolire il sistema ereditario e la proprietà privata dei santuari.

Note

Voci correlate Kannushi

Collegamenti esterni

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