Di seguito viene trattata la storia del Siracusa Calcio 1924 fino ai nostri giorni.

Le origini

La prima società calcistica aretusea fu l'Ortigia Sport Club, nato nel 1907. Esso prenderà parte, due anni più tardi, alla Coppa Lipton (torneo calcistico di spicco dell'Italia meridionale che fu) arrivando a disputare esattamente il 10 aprile 1909 la semifinale a Palermo contro i locali del Palermo Football Club, vinta da questi ultimi col punteggio di 4-2, nonostante la vittoria a tavolino nel prepartita a causa dello schieramento di giocatori professionisti nelle file dell'Ortigia, espressamente vietato dai regolamenti dell'epoca. L'incontro fu comunque disputato come amichevole. Eccetto sporadiche apparizioni a livello provinciale, da quel momento non si avranno più notizie del club isolano, se non della sua definitiva scomparsa coincisa con lo scoppio della prima guerra mondiale..

Anni venti

Solo dopo il primo dopoguerra, agli inizi degli anni venti, sorsero nuovi club: nel 1922 la Polisportiva Siracusana; e lo Sporting Club Santa Lucia fondato per iniziativa del marinaio Giuseppe Barcio.. L'esistenza di questo club fu comunque assai breve in quanto si sciolse dopo appena un anno. Proprio nel 1923 emersero ulteriori realtà cittadine, perlopiù di quartiere, che davano vita a tornei amatoriali spesso in strada. Tra queste vanno citate in modo particolare gli azzurri dellEsperia (isola di Ortigia) e i giallorossi dell'Insuperabile (Borgata Santa Lucia, la terraferma siracusana) divise da una grande rivalità rionale e conseguentemente anche calcistica. Nello stesso anno si aggiunse il Circolo Sportivo Tommaso Gargallo., dal nome del poeta siracusano..

La Polisportiva Siracusana, tra le altre, attivò la sezione calcio con la squadra del 75º Reggimento Fanteria nella quale militavano i militari in servizio nella città aretusea, uno di questi era il tenente di carriera Genesio Pioletti. Merita menzione anche il Siracusa Football Club (considerabile come il più diretto antesignano del Siracusa) con maglia biancoverde a scacchi ed esistito tra il 1924 e il 1925 come società a carattere polisportivo (nel 1925 fu l'organizzatore dei campionati studenteschi cittadini di calcio, salto in alto, salto in lungo, corsa veloce e corsa di mezzofondo).

1º aprile 1924: La svolta

La sera del 1º aprile 1924 fu la data della svolta per il calcio cittadino: la fusione tra Esperia, Insuperabile e 75º Fanteria nella sezione calcio del Circolo Sportivo Tommaso Gargallo, fusione sponsorizzata e attuata da Luigi Santuccio e Genesio Pioletti. A determinare ciò fu un quadrangolare organizzato da una rappresentativa del Gargallo in cui parteciparono le suddette squadre, e vinto dalla società organizzatrice che batté gli ortigiani dell'Esperia 9-0 in finale. A fusione avvenuta, la famiglia Gargallo stanziò 5.000 lire per costruire le basi economiche.

La prima uscita ufficiale del Gargallo Siracusa post-fusione è attestata all'autunno 1924. Il club, allora presieduto dal duo Salvatore Monteforte e Luigi Santuccio e allenato da Genesio Pioletti, indossò per l'occasione una casacca nera in omaggio al regime fascista. L'avversario affrontato in amichevole fu la Centurion, formazione di marinai inglesi dell'omonima nave di battaglia attraccata al porto di Siracusa. La gara fu disputata nell'impianto sportivo Coloniale ubicato nell'odierna via Augusto Via Von Platen, e vide prevalere nettamente la formazione d'oltremanica che vinse col punteggio di 6 a 1. Per gli aretusei Genesio Pioletti realizzò il goal della bandiera su calcio di rigore. La storia dice che chi assistette alla partita, venne a sapere della presenza nella squadra inglese di alcuni calciatori della nazionale, giustificando così la netta supremazia di gioco..

La prima vittoria arrivò nel 1925 sempre al Coloniale nel derby con il Megara Augusta battuto 1-0. La partita fu caratterizzata, peraltro, da violenti scontri corpo a corpo tra i giocatori di entrambe le squadre che coinvolsero anche i tifosi, i quali si resero protagonisti di un'invasione di campo.. Successivamente in un triangolare disputato a Siracusa valevole per il campionato di Seconda Divisione, si affrontarono le avversarie etnee della Juventus Catania e della Catanese. La prima gara, disputata il 7 giugno 1925 contro la Juventus Catania, vide prevalere i siracusani per 3 a 0 con tripletta dell'attaccante Cichero. A seguire, nella gara successiva del 14 giugno 1925, vennero sfidati gli etnei della Catanese, e anche qui si vinse col punteggio finale di 2 a 1 con rete per gli azzurri di Pioletti e Bagnoli. Sempre in quel periodo, il Gargallo disputa la prima stracittadina contro il Siracusa Football Club con un finale alquanto bizzarro, perché sospesa sull'1-0 per il Siracusa a causa dell'abbandono del campo dei biancoverdi dopo un rigore, secondo loro ingiusto, assegnato al Gargallo e quindi per protesta nei confronti dell'arbitro.

Successivamente, dalla stagione di Seconda Divisione 1925-1926 (la Serie B dell'epoca), il Gargallo venne inserito in un girone siculo-calabro che permise di disputare i derby contro lo Stadium Palermo, l'Umberto I Messina e il Reggio Football Club dove al termine della campionato, gli aretusei vinsero il proprio girone totalizzando 8 punti.

Nelle successive due stagioni gli azzurri (nuovo e definitivo colore adottato dai gargallini) sempre nel campionato di Seconda Divisione declassato a terza serie, confermarono i progressi del proprio movimento calcistico locale, concludendo sempre tra le prime posizioni; poi, nel 1928-1929, il Gargallo venne inserito nel Campionato Meridionale, dove giocò in un girone di ferro contro squadre blasonate quali Palermo, Nocerina e Salernitana. Al termine del campionato, gli aretusei vinsero il proprio girone totalizzando ben quindici punti, ottenendo l'ammissione alla Prima Divisione. Inoltre, si chiuse l'era di Genesio Pioletti, che dopo aver prima giocato e poi allenato la prima squadra decise di lasciare, facendo rimanere la sua impronta ancora oggi indelebile nel movimento calcistico cittadino.

Nel campionato di Prima Divisione 1929-1930, costituitosi terzo livello calcistico in Italia, il Tommaso Gargallo vide effettuare un cambio tecnico dove a Pioletti subentrò Mario Piselli. Il Gargallo fu inserito nel girone D con altre 14 squadre. Indubbiamente e soprattutto calcisticamente parlando, per Siracusa cominciò un capitolo importante, in quanto arrivò al sesto posto evidenziando importanti progressi calcistici.

Anni trenta Tra il 1930 e il 1932 il club cambiò per due volte la denominazione: da Società Sportiva Syracusae, con l'ungherese Róbert Winkler in panchina nonché primo allenatore straniero degli azzurri che fece vincere ai leoni il primo storico derby ufficiale contro il Catania per 2 a 1 grazie a una doppietta di Alberto Macchi e Antal Mally, a Società Sportiva Siracusa, che sfiorò per due volte il ritorno in Serie B: la compagine siracusana partì dalla Prima Divisione 1930-1931 (odierna terza serie italiana di calcio) e restò in cadetteria sino alla stagione 1934-1935; al primo anno gli aretusei chiusero il campionato al 9º posto, cogliendo una salvezza; al secondo, al terzo e al quarto anno si registrò il proprio exploit della squadra, che, nel primo caso ottenne un terzo posto, alle spalle della Salernitana e del Messina; nel secondo caso arrivò prima, a pari punti con la Catanzarese, ma perdendo gli spareggi per le fasi finali 1-0, nel campo neutro di Napoli, il 7 maggio 1933, facendo vincere, così, i calabresi; nel terzo caso arrivò seconda, sotto il Catania (capolista di 4 punti) e venne successivamente ammessa alle fasi finali per la promozione, poi sfumata: nel girone C finale il club si piazzò in seconda posizione, cedendo, per 3 punti, la seconda serie nazionale ai toscani della . Al quinto anno consecutivo il Siracusa parte male e con problemi economici inizia l'annata con un punto di penalizzazione. I problemi finanziari continuano, e spingono la società a far rinunciare la squadra a scendere in campo e infine a ritirarla dal campionato così come ufficializzato mediante un telegramma del trio dirigenziale Innorta-Carnazza-Moscuzza.

1937: Associazione Sportiva Siracusa Il 27 marzo 1935, dopo l'ultima rinuncia, il Direttorio Divisioni Superiori decreta l'inevitabile radiazione dai propri ranghi della Società Sportiva Siracusa. Dopo due anni di tentativi di fondare un nuovo club, in data non precisata del 1937Oltre a essere non precisata, la data non è supportata da fonti bibliografiche o cartacee, per cui anche in considerazione di quanto avvenuto con altre società fondate in quel periodo, è più corretto sostenere che lo spazio temporale della fondazione del Siracusa va dal 1936 al 1937. vide la luce lAssociazione Sportiva Siracusa, matricola federale 49470. per merito di alcuni appassionati aretusei che la iscrissero al campionato siciliano. Uno di questi, Pier Luigi Romano, andò alla presidenza, mentre il primo allenatore fu Fioravante Lenzi. Il Siracusa mise fin da subito le cose in chiaro agli avversari, candidandosi come squadra da battere. Infatti, al termine del torneo, gli azzurri sbaraglieranno tutte le concorrenti ottenendo così la promozione nella nuova Serie C (che ha rimpiazzato la Prima Divisione) per la stagione 1938-1939. Da quel momento lì comincerà un nuovo ciclo esaltante che terminerà negli anni quaranta: poco dopo la promozione il club sfiora il salto di categoria, disputando degli ottimi campionati e piazzandosi, dal 1938 al 1940, al secondo posto consecutivo. Dunque, il 18 settembre 1938, il Siracusa debuttò in terza serie pareggiando in casa 0-0 contro il Lecce conducendo, per il resto, delle annate al di sopra delle aspettative e concludendole in alta classifica assieme a squadre come Messina, Brindisi e . Inoltre, sempre in quell'anno, venne ammesso per la prima volta anche alla Coppa Italia 1938-1939, ma viene già eliminato al primo turno eliminatorio a tavolino, per la mancata presentazione al debutto in Coppa Italia maggiore contro i reggini de La Dominante, permettendo così ai calabresi di passare il turno. La squadra si riscatta nell'edizione successiva passando, inaspettatamente, tutte le fasi eliminatorie (superando, nell'ordine, Agrigento, Messina, Stabia e Palermo) accedendo storicamente alla fase finale e toccando il punto più alto in questa competizione (mantenendo a tutt'oggi questo record nella propria storia), oltretutto divenendo all'epoca una delle poche squadre di Serie C a riuscire nell'impresa. Il Siracusa esce solamente, e con onore, ai sedicesimi di finale giocati insolitamente alla vigilia di Natale 1939 sconfitto dal (formazione di Serie B) allo Stadium di Brescia, dove passa in vantaggio per due volte con la doppietta di Peresson al 6º e al 28º minuto. Stavolta però l'impresa non riesce, le rondinelle rimontano fino al 4-2 finale che interrompe una storica cavalcata la quale, se fosse andata avanti, avrebbe permesso al Siracusa storici incontri con Torino (agli albori del Grande Torino), Juventus e Fiorentina.

Anni quaranta

Nella stagione 1940-1941, gli aretusei, allenati dall'esordiente Giuseppe Viani, arrivarono al primi nella fase a gironi e, in quanto detentori del proprio girone H, si giocarono la Serie B nel quadrangolare-spareggio a cui parteciparono Cavagnaro Genova, e Pro Patria, ma persero nel girone A finale i primi i due posti validi per un solo punto. Al termine del campionato il Siracusa venne quindi eliminato in virtù del terzo e penultimo posto conseguito nella mini classifica. Successivamente, nei due tornei seguenti, concluse per due volte consecutive alla seconda posizione in graduatoria, rimandando ancora il sogno della prima promozione in B.