Le foreste montane dell'Etiopia sono un'ecoregione terrestre dell'ecozona afrotropicale appartenente al bioma delle foreste pluviali tropicali e subtropicali di latifoglie. Identificata dal WWF con il codice AT0112, comprende le principali formazioni forestali afromontane umide dell'acrocoro etiopico, concentrate soprattutto negli altopiani sud-occidentali e sul versante meridionale dei monti Bale. L'ecoregione è caratterizzata da una notevole ricchezza biologica, da numerosi endemismi e da una lunga storia di trasformazione antropica.
Territorio
L'ecoregione comprende i settori più umidi degli altopiani sud-occidentali e sud-orientali dell'Etiopia e occupa circa 68.100 km². Le formazioni montane più secche dell'Etiopia centrale e settentrionale, dell'Eritrea e del Sudan appartengono alle praterie e boscaglie montane etiopiche, mentre le aree aride del versante orientale rientrano prevalentemente nelle boscaglie e macchie somale ad Acacia e Commiphora
I limiti altitudinali variano considerevolmente in relazione alle precipitazioni. Nei settori sud-occidentali le foreste di transizione possono scendere fino a circa 500 m, mentre le vere foreste afromontane umide si sviluppano generalmente fra 1.800 e 3.000 m. Nei monti Bale la foresta di Harenna si estende lungo un gradiente particolarmente ampio, dalle formazioni forestali tropicali delle quote inferiori fino alle foreste montane superiori che precedono le brughiere e le praterie afroalpine.
Le precipitazioni variano notevolmente da una regione all'altra. Nei settori più umidi del sud-ovest le foreste di transizione possono ricevere quasi 2.000 mm di pioggia all'anno, mentre nelle foreste montane superiori le precipitazioni sono generalmente inferiori a 1.700 mm. L'umidità atmosferica rimane tuttavia elevata grazie alla condensazione delle nubi e alle precipitazioni occulte. Le temperature variano con la quota e la stagione, con massime medie generalmente comprese fra 18 e 24 °C e minime fra 12 e 15 °C.
La grande frammentazione topografica dell'acrocoro, inciso da profonde valli e dalla Rift Valley etiopica, determina una forte differenziazione climatica. Gli altopiani sud-occidentali, più direttamente esposti alle masse d'aria umida, ospitano i più vasti nuclei residui di foresta naturale, mentre le zone interne e orientali sono generalmente più asciutte.
Flora
La vegetazione naturale comprende principalmente due grandi tipi di foresta: le foreste pluviali afromontane di transizione, presenti soprattutto alle quote inferiori del versante occidentale degli altopiani sud-occidentali, e le foreste afromontane sempreverdi umide, sviluppate alle quote superiori. Gran parte della vegetazione originaria è stata tuttavia trasformata dall'agricoltura, dal pascolo e dallo sfruttamento forestale.
Le foreste afromontane più dense ospitano alberi quali Diospyros abyssinica, Mitragyna rubrostipulata, Macaranga capensis, Ochna holstii, Olea capensis, Aningeria adolfi-friederici, Prunus africana e Syzygium guineense, insieme a felci arboree come Alsophila manniana. Alle quote inferiori delle foreste sud-occidentali compaiono anche elementi propri delle foreste tropicali di pianura, fra cui Celtis gomphophylla, Croton sylvaticus, Ficus exasperata, Manilkara butugi e Milicia excelsa.
Particolarmente importante è la foresta di Harenna, sui versanti meridionali dei monti Bale. Essa forma, assieme alla vicina foresta di Mena Angetu, il secondo maggiore complesso di foresta tropicale umida dell'Etiopia e comprende anche alcuni degli ultimi lembi di foresta nebulosa del paese. Il gradiente altitudinale è molto pronunciato: le foreste montane inferiori si sviluppano approssimativamente fra 1.900 e 2.300 m, quelle intermedie fra 2.300 e 2.800 m e quelle superiori fino a circa 3.250 m.
Alle quote inferiori di Harenna la volta forestale comprende Warburgia ugandensis, Croton macrostachyus, Syzygium guineense e Afrocarpus gracilior, con abbondante caffè arabico selvatico (Coffea arabica) nel sottobosco. Quest'ultimo costituisce una risorsa genetica di enorme valore, poiché le foreste dei monti Bale e dell'Etiopia sud-occidentale conservano popolazioni spontanee della specie da cui deriva gran parte del caffè arabica coltivato nel mondo.
Afrocarpus gracilior, appartenente alla famiglia delle Podocarpaceae, è una conifera caratteristica delle foreste montane dell'Etiopia e dell'Africa orientale tropicale.
Alle quote maggiori compaiono foreste a Hagenia abyssinica e, localmente, estese formazioni del bambù montano africano Yushania alpina. Il passaggio verso le quote afroalpine conduce progressivamente alle brughiere e alle praterie montane appartenenti ad altre ecoregioni.
Tra gli endemismi vegetali figura Maytenus harenensis, limitato alla foresta di Harenna. Più in generale, l'altopiano etiopico rappresenta uno dei maggiori centri di endemismo vegetale dell'Africa tropicale, e numerose specie sopravvivono oggi in frammenti forestali isolati, comprese le tradizionali foreste sacre che circondano chiese e monasteri.
Fauna
La fauna combina specie forestali tipicamente afromontane con elementi propri dei mosaici di foresta, boscaglia e prateria degli altopiani etiopici. L'isolamento dei diversi massicci ha favorito la comparsa di numerosi endemismi, particolarmente fra piccoli mammiferi, uccelli, rettili e anfibi.
Tra i mammiferi più notevoli figura il toporagno di Harenna (Crocidura harenna), conosciuto soltanto nella foresta di Harenna, nei monti Bale, e classificato come in pericolo critico. La sua distribuzione estremamente limitata lo rende particolarmente vulnerabile alla perdita e al degrado dell'habitat.
Tra i roditori endemici dell'acrocoro figura Grammomys polionops, al quale appartengono anche le popolazioni descritte in passato con il nome Grammomys minnae.
Nelle foreste e nei relativi ecotoni vivono inoltre il guereza (Colobus guereza), il babbuino verde (Papio anubis) e diversi cercopitechi. Nei monti Bale assume particolare importanza il cercopiteco dei Bale (Chlorocebus djamdjamensis), primate endemico dell'Etiopia legato soprattutto alle foreste di bambù dei monti Bale e degli altopiani di Sidamo e classificato come vulnerabile.
Tra gli ungulati si incontrano il tragelafo o bushbuck (Tragelaphus sylvaticus), comprendente negli altopiani etiopici la forma nota come bushbuck di Menelik, il kudù maggiore (Tragelaphus strepsiceros), la silvicapra (Sylvicapra grimmia) e il potamochero africano (Potamochoerus larvatus).
Predatori quali leopardo (Panthera pardus), leone (Panthera leo), serval (Leptailurus serval), caracal (Caracal caracal), iena maculata (Crocuta crocuta) e lupo africano (Canis lupaster) occupano soprattutto i mosaici di foresta e habitat aperti. Sopravvivono inoltre nuclei molto ridotti di licaone (Lycaon pictus), indicato da One Earth come specie simbolo dell'ecoregione.
Il lupo etiopico (Canis simensis) vive prevalentemente negli habitat afroalpini dei monti Bale, al di sopra della fascia delle foreste montane. Il collegamento ecologico fra foreste, praterie montane e altopiani afroalpini è fondamentale per l'integrità complessiva dell'ecosistema dei Bale.
L'avifauna comprende numerosi endemismi dell'acrocoro etiopico. Tra le specie più caratteristiche figurano il francolino di Harwood (Pternistis harwoodi), il canarino golagialla (Crithagra flavigula) e il turaco del principe Ruspoli (Menelikornis ruspolii).
L'erpetofauna presenta endemismi particolarmente notevoli. Tra i rettili figurano i camaleonti dei Bale Trioceros balebicornutus e Trioceros harennae, entrambi strettamente legati alle foreste montane dell'Etiopia meridionale; T. balebicornutus è endemico della foresta di Harenna, dove vive fra circa 2.400 e 3.300 m di altitudine.
Tra gli anfibi figurano Afrixalus clarkei e Afrixalus enseticola, insieme alla cecilia Sylvacaecilia grandisonae, endemica delle foreste dell'Etiopia sud-occidentale fra circa 1.500 e 2.200 m. È presente inoltre Phrynobatrachus natalensis, specie dalla distribuzione relativamente ampia nell'Africa subsahariana.
Conservazione
Le foreste montane dell'Etiopia sono un'ecoregione fortemente compromessa, classificata da One Earth nella categoria Nature Imperiled. La maggior parte delle foreste originarie è stata eliminata o frammentata e i nuclei relativamente intatti sopravvivono soprattutto nei settori più accidentati e meno accessibili.
Le principali minacce sono la conversione delle foreste in terreni agricoli, l'espansione delle coltivazioni, il pascolo, la raccolta di legna da ardere, il taglio di alberi da costruzione e la conseguente erosione dei suoli. Nei sistemi forestali dove cresce il caffè selvatico, anche la trasformazione della foresta naturale in sistemi di produzione più intensivi può semplificare la struttura della vegetazione e ridurne il valore biologico.
La foresta di Harenna costituisce uno dei maggiori complessi forestali relativamente continui del paese, formando un gradiente ecologico dalla boscaglia a Terminalia delle quote inferiori alle foreste montane e quindi alle brughiere afroalpine. L'aumento della popolazione, la formazione di nuovi insediamenti e l'espansione delle attività agricole e pastorali esercitano tuttavia pressioni crescenti anche in questo settore.
Circa 7.659 km², poco più dell'11% dell'ecoregione, ricadono all'interno di aree protette. Tra i principali territori tutelati o sottoposti a gestione forestale figurano il parco nazionale dei monti Bale, la riserva forestale di Bonga e varie National Forest Priority Areas dell'Etiopia sud-occidentale, tra cui Yayu, Belete-Gera, Sele Anderacha, Sigmo-Gibo, Godere e Abobo-Gog.
Il parco nazionale dei monti Bale costituisce l'area protetta di maggiore importanza per il settore sud-orientale dell'ecoregione. Nel 2023 è stato iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il parco copre circa 215.000 ettari e racchiude un eccezionale gradiente di habitat che va dalla foresta tropicale umida di Harenna, a circa 1.500 m, fino alle praterie e brughiere afroalpine oltre i 4.000 m. Al suo interno sono state documentate 1.660 specie di piante da fiore, 79 mammiferi e 363 uccelli, con livelli particolarmente elevati di endemismo.
La conservazione dell'ecoregione dipende non soltanto dall'ampliamento e dall'effettiva gestione delle aree protette, ma anche dalla tutela dei frammenti forestali esterni, dal mantenimento dei corridoi ecologici e da forme di gestione comunitaria compatibili con l'utilizzo tradizionale di caffè, miele e altri prodotti forestali.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona afrotropicale