Tra 1943 e il 1944 fu segretario della Confederazione Generale del Lavoro.
Biografia Lavorò come operaio metallurgico per poi impegnarsi come sindacalista divenendo segretario della Federazione Italiana Operai Metallurgici di Napoli. Iscrittosi al Partito Socialista Italiano, partecipò al cosiddetto Biennio rosso e nel 1924 aderì al Partito Comunista d'Italia di cui fu l'ultimo segretario della Camera del lavoro di Napoli e della federazione provinciale.
Nel dicembre 1926 fu condannato a tre anni e mezzo di confino, ma riuscì a emigrare clandestinamente a Marsiglia dove aderì al Partito Comunista Francese. Insieme a Nicola Di Bartolomeo e Mario La Rocca fu membro del comitato regionale dei gruppi comunisti di lingua italiana. Fu poi espulso dalla Francia e si rifugiò in Belgio dove aderì alla Frazione di sinistra del PCd'I, raggruppamento che sosteneva le posizioni di Amadeo Bordiga, primo segretario partito. A nome della Frazione il 15 settembre 1930 firmò un documento dell'opposizione comunista Sulle prospettive e sui compiti della rivoluzione cinese e, nel 1931, scrisse l'articolo La questione sindacale e la mano d'opera straniera sul bollettino della Frazione. Nel 1935, al congresso della Frazione, presentò con Virgilio Verdaro e Piero Corradi una risoluzione con la quale il gruppo si dissociava dal PCd'I considerato ormai sodale con il fascismo.
Con Mario De Leone si schierò a favore dell'intervento nella guerra civile spagnola a cui partecipò come combattente a Aragona dove fu il comandante della Columna Internacional Lenin del Partido Obrero de Unificación Marxista insieme ad altri comunisti italiani. Ritornò in Francia nel 1937 aderendo al partito trockista Union Communiste.
Nel 1939 fu arrestato a Bruxelles e internato nel campo di prigionia di Saint-Cyprien. Il 14 luglio 1940 fu consegnato ai fascisti italiani e confinato alle Isole Tremiti.Tornò libero solo nel settembre 1943 dopo l'armistizio di Cassibile.
A Napoli fu tra i protagonisti della cosiddetta scissione di Montesanto, che per alcuni mesi divise il PCI. Nel primo dopoguerra fu tra gli artefici della rifondazione della Confederazione Generale del Lavoro di cui fu segretario fin al 1944. Assunse la direzione del giornale Battaglie Sindacali. Con la nascita della Confederazione generale italiana del lavoro, con il Patto di Roma del 3 giugno 1944, il sindacato guidato da Russo si sciolse. In seguito rifiutò le cariche pubbliche che gli furono proposte, tra cui la guida del Ministero del Lavoro e interruppe i rapporti con il Partito Comunista Italiano, assumendo posizioni contrarie a quelle del partito nei confronti dello stalinismo.
Passato così al Partito Socialista di Unità Proletaria e, dopo la scissione durante il XXV Congresso nel gennaio del 1947, aderì al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani di Giuseppe Saragat di cui fu membro della direzione nazionale. Dal 1953 al 1955 diresse la rivista Battaglia Socialista.
Bibliografia Clara De Marco, La costituzione della Confederazione Generale del Lavoro e la scissione di "Montesanto" (1943-1944), in "Giovane Critica", n. 27, estate 1971. Antonio Alosco, Alle origini del sindacalismo, La ricostruzione della CGL nell'Italia liberata (1943-1944), Prefazione di Giorgio Benvenuto, SugarCo Edizioni, Milano, 1979. Arturo Peregalli, L'altra Resistenza. Il PCI e le opposizioni di sinistra in Italia 1943-1945, Graphos, Genova, 1991. Fausto Bucci, Rossano Quiriconi (a cura di), collaborazione di Claudio Carboncini, La vittoria di Franco è la disfatta del proletariato – Mario De Leone e la rivoluzione spagnola, La Ginestra – Comitato pro ex Ilva, Follonica, 1997. Antonio Alosco, Rosso napoletano. Vita di Enrico Russo il Che Guevara italiano, Prefazione di Piero Craveri, Piero Lacaita Editore, Manduria-Bari-Roma, 2007 Francesco Giliani, Cercando la Rivoluzione, Redstar Press, Roma, 2019.
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