La presa di Gibilterra (nota anche come assedio di Gibilterra) ebbe luogo nel corso della guerra di successione spagnola, dal 1 al 3 agosto 1704, presso la Rocca di Gibilterra. Dall'inizio della guerra, la Grande Alleanza aveva cercato un porto nella Penisola iberica per controllare lo Stretto di Gibilterra e facilitare quindi le operazioni navali contro la flotta francese nel Mediterraneo occidentale. Un tentativo di assediare Cadice si era concluso con un fallimento nel settembre del 1702, ma dopo la vittoria della flotta dell'Alleanza presso la Baia di Vigo nell'ottobre di quell'anno, le flotte combinate delle potenze marittime (Paesi Bassi e Inghilterra) erano riuscite ad emergere come forza navale dominante nella regione. Questo fatto aiutò a persuadere re Pietro II del Portogallo a staccarsi dall'alleanza con la Francia e la Spagna controllata dai Borboni, alleandosi con la Grande Alleanza nel 1703. Avendo ora accesso al porto portoghese di Lisbona, le flotte dell'alleanza potevano condurre delle campagne nel Mediterraneo in supporto del candidato asburgico a trono spagnolo, l'arciduca Carlo d'Asburgo, che i sostenitori avevano già designato come Carlo III di Spagna.

Il principe Giorgio d'Assia-Darmstadt rappresentò la causa degli Asburgo nella regione. Nel giugno del 1704 il principe e l'ammiraglio inglese George Rooke, comandante della flotta della Grande Alleanza, non riuscirono a prendere Barcellona in nome di Carlo III; Rooke successivamente evase la pressione degli alleati per fare un ulteriore tentativo a Cadice. Per compensarsi quasi dello smacco subito, i comandanti alleati si risolsero a catturare Gibilterra, un piccolo villaggio a sud della costa spagnola. Dopo un pesante bombardamento il villaggio venne invaso dai marines inglesi ed olandesi e da un folto numero di marinai inglesi. Il governatore locale, Diego de Salinas, si accordò per la resa della rocca e della sua piccola guarnigione il 3 agosto. Tre giorni dopo il principe Giorgio entrò in città con le truppe austriache e spagnole fedeli alla causa degli Asburgo, proclamandone il possesso in nome di Carlo III. Ad ogni modo, la Grande Alleanza fallì nel suo obbiettivo di rimpiazzare Filippo V con Carlo III come re di Spagna, ma nei negoziati di pace finali, Gibilterra venne ceduta alla Gran Bretagna che aveva avuto grande peso in questo scontro.

Antefatto

All'inizio della guerra di successione spagnola, il Portogallo era nominalmente alleato della casata dei Borboni, della Francia sotto Luigi XIV e della Spagna sotto Filippo V. Anche se non impegnato direttamente nei combattimenti, i porti del Portogallo rimasero chiusi ai nemici dei Borboni – principalmente agli inglesi ed agli olandesi. Ad ogni modo, a seguito della vittoria navale anglo-olandese alla Baia di Vigo nel 1702 il bilancio delle forze navale iniziò a propendere in favore della Grande Alleanza. Avendo ora odo di tagliare i rifornimenti al Portogallo ed il commercio (in particolare di oro dal Brasile) non fu difficile per gli Alleati indurre re Pietro II a siglare il trattato di Methuen nel maggio del 1703 ed entrare a far parte dell'Alleanza.Bromley: The New Cambridge Modern History VI: The Rise of Great Britain and Russia 1688–1725, 418 Una volta che Pietro II entrò ufficialmente in guerra, la flotta alleata ottenne l'uso dei porti portoghesi, in particolare di quello di Lisbona. In cambio per la sua alleanza, Pietro II chiese supporto militare e finanziario nonché concessioni territoriali dalla Spagna; egli chiese inoltre all'alleanza di inviare a Lisbona il figlio minore dell'imperatore Leopoldo I, l'arciduca Carlo - candidato degli alleati al trono spagnolo - per dimostrare il loro supporto alla causa. Noto tra i suoi sostenitori come Carlo III di Spagna, il giovane pretendente giunse a Lisbona - via Londra - con la flotta di George Rooke il 7 marzo 1704, con grandi festeggiamenti.Kamen: Philip V of Spain: The King who Reigned Twice, 33

Malgrado il tentativo fallito degli alleati alla Battaglia di Cadice del 1702, ed il successivo attacco della flotta tesoriera spagnola alla Baia di Vigo, la guerra era ancora lontana e limitata per ora ai Paesi Bassi ed all'Italia. Col cambio di alleanza del Portogallo, ad ogni modo, la guerra si spostò verso la Spagna. Nel maggio del 1704 la corte di Lisbona ricevette la notizia che le truppe spagnole e francesi avevano attraversato la frontiera portoghese. Quest'armata di circa uomini al comando di Filippo V e del duca di Berwick ottenne diverse vittorie al confine: Salvaterra cadde l'8 maggio, Penha Garcia l'11 maggio, e Filippo V personalmente volle presenziare alla presa di Castelo Branco del 23 maggio, oltre a quando Tserclaes prese Portalegre l'8 giugno.Lynn: The Wars of Louis XIV: 1667–1714, 295–96 Senza sostegno alle loro proprie data la lontananza dai propri accampamenti di base e con la prospettiva dell'arrivo di una calda estate che avrebbe reso difficoltoso il proseguire la campagna, Filippo V decise di tornare a Madrid il 16 luglio. Ad ogni modo, il caldo non ebbe effetti sulla guerra marina dove l'Alleanza era in posizione di forza.Kamen: Philip V of Spain: The King who Reigned Twice, 38

Preludio

Utilizzando Lisbona come improvvisata base militare per la flotta anglo-olandese, l'ammiraglio Rooke si avventurò nel Mediterraneo nel maggio del 1704. Dopo aver assicurato alla salvezza la Compagnia del Levante tramite lo Stretto di Gibilterra, Rooke tornò verso Nizza per mettersi in contatto con Vittorio Amedeo II di Savoia. La Grande Alleanza aveva pianificato un attacco navale alla base di Tolone assieme all'esercito savoiardo ed ai ribelli di Cévennes; ma con Vittorio Amedeo impegnato nella difesa della sua capitale Torino dalle forze francesi, la spedizione di Tolone venne abbandonata e Rooke salpò alla volta della capitale della Catalogna, Barcellona.Trevelyan: England Under Queen Anne: Blenheim, 405

Ad accompagnare Rooke vi era il principe Giorgio d'Assia-Darmstadt, che si era guadagnato popolarità tra i catalani come loro governatore durante la guerra dei Nove anni. Il principe era un grande sostenitore del piano di Barcellona, mettendosi in contatto coi dissidenti della Catalogna e contando sull'arrivo della flotta per incoraggiare una rivolta a favore di Carlo III.Francis: The First Peninsular War: 1702–1713, 104 Il 30 maggio, sotto copertura delle cannoniere, il principe Giorgio sbarcò con marinai inglesi e 400 olandesi; ma il governatore di Barcellona, don Francisco de Velasco, aveva cercato di mantenere gli elementi della città dalla parte di Filippo V.Stanhope: History of the War of the Succession in Spain, 97. Velasco era stato governatore della Catalogna nel 1697 all'epoca dell'assedio francese, ma successivamente era stato rinominato a tale carica. Gli ultimatum inviati a Velesco per arrendersi o affrontare un bombardamento a tappeto vennero tutti ignorati, ed i piani per smuovere una rivolta cittadina entro le mura della città fallì. Rooke, temendo un attacco dallo squadrone francese, era impaziente di partire. Il principe Giorgio poté fare ben poco se non ordinare ai sostenitori locali di Carlo III - un centinaio in tutto - di fare ritorno alle loro case. I marines si imbarcarono il 1º giugno senza perdite.Francis: The First Peninsular War: 1702–1713, 107

Nel frattempo il conte di Tolosa, uno dei figli illegittimi di Luigi XIV, stava salpando alla volta dello Stretto con la sua flotta proveniente da Brest. Notizie a Lisbona di manovre francesi raggiunsero Rooke il 5 giugno. Determinato ad evitare il ricongiungimento della flotta di Tolone con quella di Brest, Rooke decise di arrischiarsi a sostenere uno scontro. Ad ogni modo, riuscendo a sfuggire alle navi anglo-olandesi di Rooke, la flotta francese giunse salva a Tolone; il conte di Tolosa venne nominato comandante della flotta francese allargata, nota col nome di "Grande Flotta di Francia". Rooke non poté così avvicinarsi ai forti di Tolone né arrischiarsi a combattere contro una flotta tanto grande e tanto lontana da un porto per lui sicuro dove eventualmente rifugiarsi, e pertanto tornò allo Stretto dove venne raggiunto da uno squadrone inglese al comando di Cloudesley Shovell che pose gli Alleati in equità numerica nei confronti dei francesi.Trevelyan: England Under Queen Anne: Blenheim, 406

Rooke incontrò Shovell il 27 giugno a Lagos. Pietro II e Carlo III fecero sapere da Lisbona di essere interessati ad un nuovo tentativo di attacco su Cadice.Le Fevre & Harding: Precursors of Nelson: British Admirals of the Eighteenth Century, 68 Methuen credeva che il luogo fosse senza guarnigione e quindi facile da conquistare, ma gli ammiragli della flotta rimasero scettici su tutto ciò,Francis: The First Peninsular War: 1702–1713, 109. Le scarse difese del porto probabilmente avevano indotto in errore il comandante. in particolare ricordando il disastro di due anni prima nello stesso punto. Cadice, ad ogni modo, non era l'unico potenziale obbiettivo. A Tetuan, sulla costa berbera, Rooke convocò un consiglio di guerra a bordo della propria nave ammiraglia discutendo della possibilità di compiacere la richiesta dei due sovrani e salvare nel contempo la loro reputazione. Il 28 luglio i comandanti dell'Alleanza considerarono infine la proposta del principe Giorgio, ora comandante in capo delle forze nella penisola, di attaccare Gibilterra.Francis: The First Peninsular War: 1702–1713, 109

L'idea di attaccare Gibilterra era un vecchio progetto. La "rocca" aveva attirato l'attenzione già di Oliver Cromwell, e poi di Guglielmo III e della regina Anna come interessanti per l'Inghilterra. I Mori già in precedenza avevano posto interesse nella rocca e nel suo castello le cui rovine ancora oggi possono essere ammirate in loco. L'imperatore Carlo V compì diversi lavori alle fortificazioni, ma non sfruttò molto questa importante roccaforte.Stanhope: History of the War of the Succession in Spain, 98 Gibilterra infatti aveva poco commercio e un piccolo porto non protetto - infatti all'epoca non si proponeva di porre una flotta stabile in presso la fortezza.Roger: The Command of the Ocean: A Naval History of Britain 1649–1815, 169

La battaglia

La flotta della Grande Alleanza si spostò da Tetuan il 30 luglio; dal 1 agosto Rooke, ponendo la propria bandiera sulla HMS Royal Katherine, rimase all'entrata della baia mentre lo squadrone dell'ammiraglio George Byng (16 navi inglesi e 6 olandesi al comando del contrammiraglio Paulus van der Dussen) si ancorò all'interno, allineandosi alle linee difensive tra il Vecchio ed il Nuovo molo. Il consiglio di guerra aveva deciso che il principe Giorgio sarebbe sbarcato con 1800 soldati inglesi e olandesi sull'istmo sotto la copertura di un pesante bombardamento. I marines sbarcarono sul capo della baia, senza incontrare resistenza se non un piccolo compartimento di cavalleria. I soldati separarono Gibilterra dall'interno del territorio mentre i nemici si dispersero nelle vicine colline dal fuoco di due navi ad est della rocca.Francis: The First Peninsular War: 1702–1713, 110

Il principe Giorgio invitò il governatore, don Diego de Salinas, ad arrendersi in nome di Carlo III, ma egli si rifiutò di arrendersi rinnovando la propria fedeltà alla causa di Filippo V. Pur essendo determinato a resistere, il governatore sapeva di non avere i mezzi per farlo: le sue richieste di rinforzi militari e di rifornimenti erano stati sempre vani.Trevelyan: England Under Queen Anne: Blenheim, 410 Dal suo stesso resoconto della battaglia, don Diego non aveva "più di cinquantasei uomini dei quali poco più di trenta erano abili al servizio otre ad un centinaio di miliziani civili in tal guisa acconciati che prima ancora che essa [la flotta alleata] potesse giungere, iniziarono a fuggire". Inoltre, egli disponeva di 100 cannoni di svariate tipologie ma alcuni andavano riparati, mentre altri non avevano cannonieri per spararli.