Le foreste delle Mascarene costituiscono un'ecoregione dell'ecozona afrotropicale definita dal WWF (codice AT0120) e comprendono le isole Mascarene – Réunion, Mauritius le isole minori ad esse associate – situate nel settore sud-occidentale dell'Oceano Indiano. L'ecoregionerientra nella regione biogeografica denominata foreste umide delle Seychelles e isole Mascarene, inserita dal WWF nella lista Global 200 grazie all'elevatissimo grado di endemismo e alla singolare storia evolutiva delle specie che la abitano.
Territorio L'ecoregione si estende su una superficie totale di circa 5000 km² e comprende esclusivamente isole di origine vulcanica, mai collegate a un continente in epoca geologica recente. La loro posizione isolata e la totale mancanza di passaggi terrestri hanno determinato un processo di colonizzazione biotica esclusivamente per via aerea o marina. La flora e la fauna presenti derivano principalmente da elementi provenienti dall'Africa orientale e dal Madagascar, con contributi secondari dall'Asia meridionale e dal sud-est asiatico, trasportati da correnti marine, venti, temporali o uccelli migratori.
Le isole mostrano una morfologia estremamente varia: Mauritius e Rodrigues, più antiche, presentano altipiani erosi, pianure costiere e massicci montuosi residui; Réunion, con il suo vulcano attivo Piton de la Fournaise e il massiccio del Piton des Neiges, è ancora in piena attività geodinamica e ospita profonde gole, circhi vulcanici e foreste nebulose d'alta quota.
Flora Prima dell'arrivo dell'uomo, le isole Mascarene erano interamente ricoperte da una vasta gamma di ecosistemi forestali che variavano a seconda delle condizioni climatiche e dell'esposizione ai venti. Le zone costiere ospitavano foreste paludose e mangrovieti, mentre i versanti sopravvento erano dominati da fitte foreste pluviali tropicali. I pendii più riparati e aridi accoglievano foreste secche di pianura e savane di palme, mentre le altitudini maggiori, specialmente su Réunion, presentavano boschi montani decidui e brughiere d'alta quota soggette a forte umidità.
La ricchezza floristica è straordinaria: l'ecoregione conta 38 generi e 695 specie di piante endemiche, frutto di milioni di anni di isolamento. Tra queste spicca Psiloxylon mauritianum, un albero endemico e uno degli ultimi rappresentanti primitivi delle Mirtacee, sopravvissuto a un passato geologico molto remoto.
Un altro simbolo della flora mascareña è il tambalacoque (Sideroxylon grandiflorum), noto come "albero del dodo". Per lungo tempo si è creduto che la germinazione dei suoi semi dipendesse dal passaggio nel tratto digestivo del dodo, un'ipotesi oggi considerata infondata, ma che ha contribuito alla sua fama. La specie è endemica di Mauritius ed è ormai rara, minacciata dalla frammentazione degli habitat e dalla competizione con specie esotiche.
Tra le piante più celebri dell'arcipelago figura anche il cocco di mare dell'Oceano Indiano occidentale, che però non è presente alle Mascarene, sostituito da differenti palme endemiche; le Mascarene ospitano invece un'altra pianta spettacolare: la carnivora Nepenthes pervillei manca qui, mentre numerose altre specie carnivore, come Drosera spp., prosperano nelle brughiere montane di Réunion.
Fauna La fauna delle Mascarene è nota soprattutto per la straordinaria radiazione di uccelli endemici e per il drammatico impatto che l'arrivo dell'uomo ebbe su di essi. L'assenza di predatori terrestri favorì l'evoluzione di specie incapaci di volare o con ridotte capacità di fuga. L'arrivo dei colonizzatori europei nel XVII secolo e l'introduzione di specie aliene quali ratti, gatti, maiali e scimmie portarono rapidamente all'estinzione numerose forme faunistiche uniche.
L'ecoregione originariamente non ospitava mammiferi terrestri, fatta eccezione per alcune specie di pipistrelli giunte naturalmente. Tra essi si ricordano Pteropus rodricensis, Pteropus niger – oggi in pericolo di estinzione – e l'estinto Pteropus subniger, scomparso nel XIX secolo.
La storia naturale delle Mascarene è segnata da un impressionante numero di estinzioni. Almeno 14 specie di uccelli sono scomparse; il più celebre è il dodo (Raphus cucullatus) di Mauritius, simbolo mondiale delle estinzioni causate dall'uomo. Seguono il solitario di Rodrigues (Pezophaps solitaria), il solitario di Réunion (Threskiornis solitarius), il parrocchetto di Newton (Psittacula exsul), il piccione blu di Mauritius (Alectroenas nitidissimus), il pappagallo Mascarinus mascarin e lo storno di Rodrigues (Necropsar rodericanus).
Nonostante la lunga lista di perdite, sopravvive ancora un ricco patrimonio ornitologico con 16 specie endemiche viventi distribuite tra le tre isole. Mauritius ospita il bulbul, il gheppio, il parrocchetto, il fody, l'occhialino, la coracina e il piccione rosa, tutte specie confinate a piccoli frammenti forestali. Réunion conserva il bulbul dell'isola, l'occhialino, l'averla cuculo e il caratteristico saltimpalo. Rodrigues protegge la cannaiola e il fody locali. Tre specie – il pigliamosche del paradiso delle Mascarene, l'occhialino delle Mascarene e la salangana delle Mascarene – hanno distribuzione condivisa tra Mauritius e Réunion.
L'erpetofauna è altrettanto notevole: le isole ospitano 13 specie endemiche di rettili, tra cui numerosi gechi diurni del genere Phelsuma, il raro geco diurno di Round (Phelsuma guentheri), il boa di Round (Casarea dussumieri) e il boa di Mauritius (Bolyeria multocarinata), entrambi relitti di un antico lignaggio insulare oggi minacciato. Completamente estinte sono invece tutte le tartarughe giganti del genere Cylindraspis, un tempo diffuse su tutte le isole principali.
Gli invertebrati presentano livelli altissimi di endemismo. Ancora oggi molte specie restano poco studiate. Tra gli endemismi noti figurano il verme nemertino Geonenertes rodericana, la farfalla Papilio manlius e un gran numero di molluschi terrestri, dei quali circa il 30% è oggi minacciato, soprattutto a causa dell'introduzione della chiocciola predatrice Euglandina rosea.
Conservazione
L'ecoregione è classificata in pericolo critico, poiché la maggior parte degli ecosistemi originari è stata profondamente alterata o completamente distrutta. Con l'arrivo dei coloni nel XVII secolo, vaste aree forestali furono eliminate per far posto a coltivazioni di canna da zucchero, tè, ananas e per lo sfruttamento del legname. L'introduzione di mammiferi invasivi, l'urbanizzazione e la competizione con specie esotiche hanno accelerato la scomparsa di molte specie endemiche.
Malgrado la severità del degrado, sopravvivono aree protette di grande rilevanza. Round Island, a nord di Mauritius, è un'importante riserva naturale dedicata alla conservazione dei rettili endemici e alla rimozione delle specie invasive. Anche a Réunion, vaste porzioni delle foreste montane sopravvivono nel Parco Nazionale dell'isola, dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO. Mauritius e Rodrigues stanno promuovendo programmi di restauro ecologico, controllo delle specie aliene, ripopolamento e reintroduzione, in particolare per uccelli e rettili.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
Altri progetti
Categoria:Ecoregioni dell'ecozona afrotropicale Categoria:Geografia di Mauritius Categoria:Geografia della Riunione