La cinta di Filippo Augusto è un sistema di fortificazione urbana costruito a Parigi a partire dalla fine del XII secolo: è il più antico del quale si conoscano le tracce con precisione.
Molto parzialmente integrata nelle successive costruzioni, questa cinta ha lasciato più tracce della sua presenza che le fortificazioni successive, in particolare la cinta di Carlo V, la cinta di Luigi XIII, la cinta daziaria di Parigi e la cinta di Thiers, sostituite progressivamente dai boulevard nel XIX secolo.
Storia La costruzione della cinta muraria si colloca nel contesto delle lotte tra Filippo Augusto e la dinastia inglese dei Plantageneti.
Con lo scopo di premunire Parigi da eventuali attacchi, in particolare quelli provenienti da nord e da ovest, il re di Francia, prima di partire per la terza crociata, ordinò la costruzione di una muraglia in pietra per proteggere la capitale in sua assenza.
Non si trattava che di una semplice muraglia, fiancheggiata da torri e le discariche di Parigi erano site in prossimità.
Costruzione
La riva destra della Senna fu fortificata per prima tra il 1190 e il 1209, la riva sinistra tra il 1200 e il 1215. Il ritardo con cui fu iniziata la fortificazione della riva sinistra ha avuto motivi strategici: trovandosi allora il ducato di Normandia nelle mani dei Plantageneti, si prevedeva che un attacco sarebbe avvenuto più probabilmente da nord-ovest. Filippo Augusto decise la costruzione della fortezza del Castello del Louvre (che sarà in futuro distrutto per collocarvi il Palazzo del Louvre che ospiterà l'omonimo museo) con lo scopo di rafforzare la difesa della città di fronte a un attacco dalla Senna. Essendo allora la riva sinistra meno urbanizzata e meno esposta, la sua fortificazione fu giudicata meno prioritaria.
La cinta di Filippo Augusto racchiudeva uno spazio di 253 ha, era lunga 2500 metri sulla riva sinistra e di 2600 su quella destra..
Dalle stime di uno studio su documenti dell'epoca, la costruzione costò poco più di 14000 lire di Parigi, su circa 20 anni che durò la sua erezione. Questa somma rappresenta circa il 12% delle entrate annue del re verso il 1200. Evoluzione
Nonostante che la costruzione nel XIV secolo della cinta di Carlo V abbia inglobato quella di Filippo Augusto, quest'ultima non fu demolita. Nel 1434 essa era ancora considerata «moult fors et espes que on y menroit bien une charrette dessus» (così solida e spessa che una carretta ci poteva passare sopra).
Tuttavia la cinta di Carlo V non riguardava che la riva destra. La riva sinistra, sempre molto meno popolata, dovette accontentarsi della vecchia cinta di Filippo Augusto fino al XVI secolo. Fu tuttavia necessario adattare il muro alle nuove tecniche di assedio. Queste modifiche consistettero in:
lo scavo di un largo fossato davanti al muro e l'utilizzo del suo materiale di sterro dietro il muro per rinforzarlo lo scavo di un fossato posteriore che funzionava con quello principale in certe sezioni del muro l'inondazione di parti site allo stesso livello della Senna. L'acqua delle piene veniva mantenuta nei fossati con l'aiuto di chiuse situate a livello degli argini del fiume la soppressione dei merli delle torri sostituiti da un tetto conico il rinforzo delle porte con l'erezione di un barbacane dotato di una saracinesca, un ponte fisso e di un ponte levatoio lungo certe parti del muro, fu costruito un cammino di ronda a lato della città per facilitare il movimento dei pezzi di artiglieria.
Scomparsa Sulla riva destra Francesco I fece demolire nel 1533 le porte e autorizzò la locazione dei terreni della cinta senza per altro autorizzarne la demolizione. Nella seconda metà del XVI secolo questi terreni furono venduti a privati causando spesso lo smantellamento di ampie parti di muro. Il muro sulla riva sinistra seguì la medesima sorte sotto Enrico IV: nel 1590 si preferì scavare fossati al di là dei faubourg della città piuttosto che rimodernare a nuovo la cinta.
I fossati in prossimità della Senna servivano da fogna a cielo aperto, dando problemi di salubrità, per cui si decise di sostituirli con gallerie ricoperte prima del loro riempimento. Le ultime porte rimaste, inadatte a un traffico sempre crescente senza sosta, furono demolite negli anni 1680 in modo che la cinta divenne totalmente invisibile. Tracciato
Questa nuova cinta, che era quasi rotonda e della quale la città era il centro, conteneva 739 arpenti e racchiudeva in Parigi numerosi borghi (bourgs) che si erano formati.
Al nord: beau Bourg; bourg Tiboust; bourg Saint-Germain-l'Auxerrois; una parte del bourg-l'Abbé.
Al sud: bourg Sainte-Geneviève.
Entro questa cinta furono parimenti rinchiusi spazi di terreno notevoli, che non erano ancora del tutto ricoperti da fabbricati a metà del secolo successivo, sotto il regno di San Luigi.
La cinta di Filippo Augusto attraversava gli attuali I, IV, V e VI arrondissement di Parigi.
Riva destra Sulla riva destra, a parte il piccolo troncone di rue des Jardins-Saint-Paul, le sue tracce sono sparite del tutto. Il muro aveva inizio a nord, sulla riva a valle della Senna, alla tour du coin (torre d'angolo) sita fra il pont des Arts e la colonnata del Louvre; là vi era la porte du Louvre. Esso lasciava successivamente il Louvre al di fuori e passava tra la rue de l'Oratoire e la Rue du Coq, fino alla porte Saint-Honoré, che era situata pressappoco nel luogo della chiesa protestante dell'Oratoire. Esso proseguiva tra la rue de Grenelle-Saint-Honoré e la rue d'Orléans-au-Marais, attraversava la rue de Viarmes a ovest della halle au blé fino alla porte Coquillière. Si dirigeva quindi tra la rue du Jour e la rue Jean-Jacques-Rousseau fino alla porte Montmartre, ove passava poi per il "cul-de-sac de la Bouteille", dove fu poi eretta una falsa porta chiamata "porta della contessa d'Artois". Proseguiva quindi tra la rue Mauconseil, la rue pavée e la rue du Petit-Lion per arrivare al vicolo cieco della Porte-aux-Peintres, ove si trovava la porte Saint-Denis (chiamata anche "porte des Peintres").Continuava quindi nella medesima direzione tagliando la rue Bourg-l'Abbé, dove si trovava una piccola porta, e giungeva alla rue Saint-Martin, di fronte alla rue du Grenier-Saint-Lazare dove si trovava la porte Saint-Martin. Il muro correva quindi lungo la rue du Grenier-Saint-Lazare e attraversava la rue Beaubourg, dove si trovava una falsa porta, la "porte Beaubourg" (detta anche "porte Nicolas-Ideron"). Correva quindi lungo la rue Michel-le-Comte per giungere alla rue Sainte-Avoie di fronte all'hôtel de Mesmes, dove si trovava la porte Sainte-Avoie. Il muro passava quindi rue du Chaume, di fronte ai Padri della Mercede, dove vi era una nuova falsa porta detta "porte du Chaume", che formava un angolo. Di qui passava ove si trova la chiesa di Notre-Dame-des-Blancs-Manteaux fino alla rue Vieille-du-Temple, dove si trovava la "porte Barbette".Il muro correva quindi tra la rue des Rosiers e la rue des Francs-Bourgeois e giungeva in linea retta alla rue Saint-Antoine, di fronte alla chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis, dove si trovava la porte Saint-Antoine (detta anche "porte Baudet" o "porte Baudoyer"). Esso attraversava il liceo Charlemagne, la rue de Jouy, il convento delle figlie dell'Ave Maria per poi giungere alla rue des Barrés e alla porte des Barrés, nota anche come "porte des Béguines", per finire sulla riva della Senna presso la tour Barbeau.
Riva sinistra Sulla riva sinistra si possono dedurre le tracce su quelle vie che seguivano il muro dal lato esterno. Vi erano otto porte e il muro iniziava dall'altra sponda della Senna, di fronte alla torre Barbeau, con la torre Saint-Bernard posta un poco più a monte del pont de la Tournelle. Benché di dimensioni notevoli, questa torre era detta tournelle des Bernardins. J-A Dulaure, Histoire de Paris, Gabriel Roux Ed., 1853, p. 76 In prossimità si trovava la porte Saint-Bernard (detta anche porte de la Tournelle). Il muro seguiva all'interno la direzione di rue des Fossés-Saint-Bernard, rue des Fossés-Saint-Victor, la porte Saint-Victor poi, attraverso la rue Thouin, la porte Saint-Marcel, la rue de la Veille-Estrapade, la porte Saint-Jacques, la rue des Fossés-Saint-Jacques, la rue Saint-Hyacinthe-Saint-Michel, la porte Saint-Michel (detta anche porte d'Enfer o porte de Fer), le rue des Francs-Bourgeois-Saint-Marcel, rue Monsieur-le-Prince, la porte Saint-Germain, la rue des Fossés-Saint-Germain-des-Prés, la porte de Buci, la rue Mazarine e finiva sulla riva della Senna, alla porta e la tour de Nesle, situata a livello dell'Institut de France, quai de Conti.
Il muro Il bastione misurava da sei a otto metri di altezza, nove se si conta anche il parapetto, per uno spessore di tre metri alla base. Composto di due pareti murali di media apparecchiatura tra le quali erano state introdotte pietre e malta per rinforzarle, il muro aveva un cammino di ronda di circa due metri e delle merlature. Vi si accedeva tramite scale addossate al muro o quelle delle porte.
Le torri
Il muro era affiancato da 77 torri semicilindriche (che non sporgevano verso l'interno e che erano integrate alla cortina) ogni 60 m (39 sulla riva destra, 38 su quella sinistra). Esse avevano un diametro di 6 metri circa, inclusi i muri dello spessore di un metro. La loro altezza raggiungeva una quindicina di metri. La loro base aveva una volta ma i piani superiori pare avessero avuto un pavimento fatto di assi.
Quattro forti torri alte 25 metri con 10 di diametro, situate al congiungimento della cinta con la Senna permettevano di controllare la navigazione fluviale. Robuste catene venivano tese fra queste torri allo scopo di bloccare ogni accesso per via d'acqua in caso di disordini.
Ad ovest si trovava: la Tour du coin, riva destra, molto vicino al Louvre (quai François-Mitterrand) ; la Tour de Nesle, riva sinistra (quai de Conti).
Ad est: la Tour Barbeau, riva destra (quai des Célestins) ; la Tournelle, riva sinistra (quai de la Tournelle).
Porte Con l'erezione della cinta muraria, 11 porte principali furono sistemate. Quattro altre porte principali come numerose postierle vi si aggiunsero per far fronte alla crescita della città.
Le porte principali erano fiancheggiate da torri costruite a scarpa di 15 metri di altezza e 8 di diametro. Esse inquadravano un passaggio a volta o a cielo aperto coperte di pignoni e di saracinesche. La porta ogivale era bloccata da due battenti in legno.
Le postierle non erano in genere che semplici aperture attraverso il muro, generalmente murate in caso di minaccia (come le porte meno frequentate o difficili da difendere. Tuttavia alcune di esse erano dotate di un dispositivo di difesa. Porte della riva sinistra All'origine, la riva sinistra non possedeva che cinque porte che aprivano la città sugli assi principali che raggiungevano la Parigi di quei tempi: la porte Saint-Germain, rinominata porte de BuciFilippo Augusto aveva ceduto ai religiosi dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés, una porta di Parigi con l'autorizzazione a stabilire lungo i bastioni delle bottegucce ed a riscuotere i relativi diritti di passaggio a condizione di manutenere le torri, le torrette e le fortificazioni. Nel 1350, Simon de Buci, signore di Boussy-Saint-Antoine, prese questa porta in affitto, la riparò e le lasciò il proprio nome.Dictionnaire historique des environs de Paris du docteur Ermete Pierotti nel 1352 (rue Saint-André-des-Arts, nei pressi della rue Dauphine); in effetti pare ci siano state, almeno nel 1550, contemporaneamente due porte, se si deve credere alla pianta di Truschet e Hoyau.
la porte Gibard o "porte d'Enfer", o "porte Saint-Michel" (all'angolo del boulevard Saint-Michel e della rue Monsieur-le-Prince) ;
la porte Saint-Jacques (rue Saint-Jacques verso sud (Chartres, Orléans), all'anglo della rue Soufflot) ;