Noto più semplicemente come Ibn Jinnī, era figlio di uno schiavo greco di Sulaymān b. Fahd b. Aḥmad al-Azdī.

Fu discepolo di Abū ʿAlī al-Fārisī di Bassora, accanto al quale visse per circa 40 anni, fino alla morte del suo Maestro, operando sia alla corte ad Aleppo del condottiero arabo Sayf al-Dawla, sia a quella del buwayhide ʿAḍud al-Dawla nel Fārs.

Conobbe al-Mutanabbī, per il cui Dīwān scrisse due commentari di carattere grammaticale.

Viene accreditato da Ignaz GoldziherI. Goldziher, "Aus einem briefe zu Herrn Dr. Goldziher an Prof. Fleischer" in: Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft, 31 (1877), pp. 545-9 (a p. 546). della fondazione della "scienza dell'etimologia".

Note

Bibliografia Carl Brockelmann, GAL I, p. 131, S. I, p. 191. Lemma «Ibn Djinnī» (J. Pedersen), su: The Encyclopaedia of Islam, 2nd edition. Oscar Rescher, "Studien über Ibn Ginnī und sein Verhältnis zu den Theorien der Baṣrī und Baġdādī", in: Zeitschrift für Assyriologie und verwandte Gebiete, Bd. 23 (1909), pp. 1-54.

Altri progetti

Categoria:Grammatici arabi