Professionista dal 1953 al 1965, vinse un Giro d'Italia e un Tour de France. È il quarto dei sette vincitori italiani del Tour dopo Ottavio Bottecchia, Gino Bartali, Fausto Coppi e prima di Felice Gimondi, Marco Pantani e Vincenzo Nibali. Passista-scalatore, era soprannominato Il Leone del Mugello. per l'indomito coraggio e la determinazione in corsa.
Carriera
Vincitore del Giro d'Italia nel 1957 ad una media record (37,486 km/h) rimasta imbattuta per ben ventisei anni, avrebbe potuto affermarsi già nel 1955 se, vittima di una foratura, non fosse stato attaccato da Fiorenzo Magni e Fausto Coppi, che riuscirono ad arrivare soli a San Pellegrino. Oltre alla classifica generale del 1957 si aggiudicò complessivamente otto tappe e la maglia verde nel 1955; vestì inoltre per otto giorni la maglia rosa. In tale stagione, oltre al successo al giro ottenne un sesto posto al Tour de France e un nono alla Vuelta a España, risultando il secondo ciclista dopo Raphaël Géminiani ad aver concluso i tre Grandi Giri nei primi dieci nella stessa stagione, nonché il primo ad averne vinto uno dei treTout Xtra Cvcbike.com, mentre l'unico che sarebbe riuscito a completarli tutti e tre vincendone uno dopo di lui sarebbe stato Sepp Kuss nel 2023. Dopo essersi aggiudicato quello del 1957, Nencini risultò tra i protagonisti della corsa in rosa anche nel 1960. I suoi principali avversari erano il francese Jacques Anquetil, ottimo passista e specialista delle cronometro, e il lussemburghese Charly Gaul, grande scalatore in grado di difendersi anche contro il tempo, ma assai limitato in discesa.
Nencini sapeva che per battere questi due campioni avrebbe dovuto attaccare ogni giorno per cercare di raggranellare secondi in ogni occasione. Nella quinta tappa che partiva da Pescara si doveva scalare il Terminillo per poi scendere all'arrivo di Rieti. Nencini riuscì a scollinare il Terminillo a ridosso dei primi e poté, quindi, buttarsi in picchiata verso l'arrivo. Dopo pochi chilometri di discesa aveva staccato tutti, meno il suo rivale toscano Guido Carlesi, come lui discesista spericolato. I due trovarono l'accordo e proseguirono con grande determinazione. A quei tempi la televisione non disponeva di telecamere mobili su moto o elicotteri; esistevano solo telecamere fisse che coprivano più o meno l'ultimo chilometro. Gli storici telecronisti della Rai, Adone Carapezzi e Adriano De Zan, stavano dissertando sulla situazione della corsa sulla base che gli speakers ufficiali fornivano, in attesa dell'arrivo delle moto che, come consuetudine, precedevano di poco i corridori. Ad un certo punto cominciarono a gridare: le moto non apparivano in fondo al rettilineo finale, c'erano, però, Nencini e Carlesi che già si trovavano in prossimità del traguardo per disputarsi la vittoria: in realtà non ci fu volata, in quanto Carlesi, che sapeva di conquistare nell'occasione la maglia rosa, lasciò la vittoria di tappa al compagno di fuga.
Nella fase di risalita verso il nord era previsto l'arrivo sul lungomare di Sestri Levante. Approfittando di una défaillance di Anquetil, un drappello di corridori, fra i quali Carlesi, Nencini e il grande velocista belga Rik Van Looy, prese il largo e si presentò ai 300 metri finali per una volata che vedeva il belga nettamente favorito. Nencini sfoderò un'imperiosa volata, tutta coraggio e potenza e con un colpo di reni finale mise il suo tubolare davanti a quello di Van Loy. Ma c'era una cronometro di oltre 45 chilometri da Milano a Lecco, seguita dal tappone alpino con il Passo del Gavia e la lunga, pericolosa discesa su Bormio. Nencini doveva contenere il divario con Anquetil, in maglia rosa, nella cronometro per batterlo in salita e distanziarlo nella discesa. Il corridore normanno rifilò a Nencini, pur piazzatosi fra i primi, circa 4 minuti nella tappa contro il tempo. Il toscano, peraltro, riuscì a precedere il rivale francese al passaggio sul Gavia, gettandosi a capofitto giù per la discesa. Le prime notizie di radio-corsa davano Nencini in progressivo vantaggio. La rimonta era quasi completata, ma accadde qualcosa di imprevisto: in discesa Carlesi raggiunse e superò Anquetil, che gli prese la ruota e cominciò a sfruttare l'abilità del toscano a disegnare le curve. Dal canto suo Nencini, convinto da radio-corsa di aver completato con successo la sua rimonta, decise di correre qualche minor rischio. Il risultato fu che sul traguardo di Bormio a Nencini mancarono 28 secondi per vincere il suo secondo Giro d'Italia.
Sempre in quell'anno vinse il Tour de France 1960 sfiorando così la grande impresa di vincere nello stesso anno sia il Giro che il Tour. Nella Grande Boucle Nencini portò la maglia gialla fino a Parigi senza riportare vittorie di tappa, mettendo in mostra ancora una volta le sue grandi qualità di discesista, ma anche attaccando sulle montagne ed evidenziando una notevole capacità di gestione della corsa e del comando. Conquistò di fatto la corsa francese, prima giungendo secondo nella prima cronometro conquistando proprio in quell'occasione la maglia gialla, poi attaccando e staccando il suo principale rivale, Roger Rivière, sui Pirenei (in particolare sul Peyresourde). Quando, durante la tappa Millau - Avignone, Rivière cadde ferendosi gravemente nel tentativo di non farsi distaccare nella discesa del Perjuret, Nencini vantava già nei confronti del campione transalpino oltre 2 minuti di vantaggio. Fuori gioco anche lo scalatore spagnolo Bahamontes e crollati sulle Alpi Baldini e Simpson, successivamente si difese dagli attacchi dello spagnolo Manzaneque, del francese Anglade e del belga Adriaenssens e nell'azione di controffensiva, con cui consolidò il suo primato in classifica, diede via libera ai suoi alfieri Battistini e Massignan, che si aggiudicarono alcuni successi parziali. Graziano Battistini raggiunse così il secondo posto in classifica a oltre 5 minuti dal suo capitano, mentre Imerio Massignan conquistò la maglia a pois quale miglior scalatore. Dopo un secondo posto nell'ultima cronometro alle spalle solo dello specialista, lo svizzero Graf, si presentò per il tradizionale trionfo al Parco dei Principi di Parigi, consegnando il mazzo di fiori del giro d'onore al commissario tecnico francese Bodet perché lo portasse allo sfortunato Rivière. Nel corso delle sue partecipazioni al Tour de France si aggiudicò in totale tre tappe e la maglia a pois, vestendo per 12 giorni la maglia gialla.
Nelle corse di un giorno ottenne alcuni buoni piazzamenti come il secondo posto al Giro dell'Appennino del 1962 e al Campionato di Zurigo nel 1964, il terzo nel Giro del Lazio del 1957 e nella Milano-Torino del 1960 e una vittoria nella Tre Valli Varesine nel 1956. Si aggiudicò in totale 24 corse.
Vestì sei volte la maglia azzurra della Nazionale italiana. Importante il suo ruolo nella squadra azzurra che portò Ercole Baldini alla maglia iridata nel 1958 a Reims.
Nencini è morto nel 1980 dopo una breve malattia, a 49 anni, ed è stato sepolto nel cimitero comunale di Barberino di Mugello.
Suo nipote Riccardo Nencini è stato deputato e segretario del PSI.
Memoria In suo onore esiste un monumento al passo della Futa: lungo il muraglione spartivento è posto un grande ritratto a bassorilievo di bronzo che lo raffigura in corsa con la sottostante dedica che recita: «A Gastone Nencini. Il comune di Barberino, gli sportivi, i compagni di tante battaglie ricordano il campione mugellano».
Nel 2012 in Toscana gli è stato intitolato un canale televisivo regionale che si chiama, per l'appunto, Gastone Nencini; tale canale trasmette servizi relativi al ciclismo.
Nel 1980, in seguito alla sua prematura scomparsa, gli venne dedicata la cronoscalata della Futa. La corsa per professionisti infatti, creata appena l'anno prima e che partiva dal suo paese natale, in seguito alla sua morte venne rinominata Cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini. Nel 2020, in occasione del sessantesimo anniversario della vittoria al Tour de France, Firenze intitola a lui una piazza: "Piazza Gastone Nencini".
Palmarès
1952 (dilettanti) Trofeo Matteotti
1953 (dilettanti) Giro del Casentino Trofeo Mauro Pizzoli Gran Premio Città di Camaiore Coppa Lanciotto Ballerini
1955 (Leo-Chlorodont, due vittorie) 9ª tappa Giro d'Italia (Perugia > Roma) 12ª tappa Giro d'Italia (Napoli > Scanno)
1956 (Leo-Chlorodont, due vittorie) 22ª tappa Tour de France (Montluçon > Parigi) Tre Valli Varesine
1957 (Leo-Chlorodont, quattro vittorie) Giro della Provincia di Reggio Calabria Classifica generale Giro d'Italia 10ª tappa Tour de France (Thonon-les-Bains > Briançon) 18ª tappa Tour de France (Saint-Gaudens > Pau)
1958 (Leo-Chlorodont, tre vittorie) 10ª tappa Giro d'Italia (Viterbo > Roma) 18ª tappa Giro d'Italia (Bolzano > Trento) 19ª tappa Tour de France (Carpentras > Gap)
1959 (Carpano, due vittorie) 6ª tappa Gran Premio Ciclomotoristico (Messina > Catania) 9ª tappa Giro d'Italia (Napoli > Vasto)
1960 (Carpano, cinque vittorie) Grand Prix de Nice 3ª tappa Genova-Roma (Reggio Emilia > Firenze) 5ª tappa Giro d'Italia (Pescara > Rieti) 10ª tappa Giro d'Italia (Carrara > Sestri Levante) Classifica generale Tour de France
Altri successi 1954 (Legnano) Criterium di Porretta Terme Trofeo Figros
1955 (Leo-Chlorodont) Cronometro a squadre di Locarno Classifica scalatori Giro d'Italia
1956 (Leo-Chlorodont) 2ª tappa, 2ª semitappa Giro d'Italia (Lido d'Albaro, cronosquadre)
1957 (Leo-Chlorodont) Classifica scalatori Tour de France
1958 (Leo-Chlorodont) Circuito di Omegna Criterium di Lokeren
1960 (Carpano) Ronde du Parc
1961 (Ignis) Circuito di Acireale
Piazzamenti Grandi Giri
Giro d'Italia 1954: 16º 1955: 3º 1956: ritirato (18ª tappa) 1957: vincitore 1958: 5º 1959: 10º 1960: 2º 1962: 13º 1963: ritirato (20ª tappa) 1964: ritirato
Tour de France 1956: 22º 1957: 6º 1958: 5º 1960: vincitore 1962: ritirato (14ª tappa)
Vuelta a España 1955: 18º 1957: 9ºa edizione Vuelta a Espana (1957) 1958: ritirato (9ª tappa)
Classiche monumento
Milano-Sanremo 1954: 13º 1955: 17º 1956: 75º 1957: 74º 1958: 81º 1960: 29º 1961: 22º 1963: 71º
Giro delle Fiandre 1957: 6º
Parigi-Roubaix 1959: 59º
Liegi-Bastogne-Liegi 1960: 39º
Giro di Lombardia 1954: 29º 1959: 21º 1960: 49º 1961: 14º
Competizioni mondiali Campionati del mondo Varese 1951 - In linea Dilettanti: 21º Lugano 1953 - In linea Dilettanti: 2º Frascati 1955 - In linea: 4º Copenaghen 1956 - In linea: ritirato Waregem 1957 - In linea: 13° Reims 1958 - In linea: ritirato Karl-Marx-Stadt 1960 - In linea: 25º Berna 1961 - In linea: 8º
Onorificenze Collare d'Oro al Merito Sportivo, Comitato Olimpico Nazionale Italiano (2021) Fiorino d'Oro della città di Firenze alla memoria (2018)
Riconoscimenti Premio Sport del Comune di Camaiore (1988) The Italo Canadian Sports Awards Committee, Canada (1973) Premio Petrolcaltex Sportsman (1960) Premio Philco Targa d'oro del "de lo Sport Illustrato" (1960)
Note
Bibliografia
Elisabetta Nencini, Gastone Nencini La Forza e il cuore, mostra fotografica, Palazzo del Pegaso, Firenze 11-18 maggio 2017, Consiglio Regionale Toscana -catalogo Elisabetta Nencini, Gastone Nencini tra storia e leggenda, mostra fotografica, Museo di San Michele, Massa e Cozzile, 7-28 luglio 2019 -catalogo Elisabetta Nencini, Giallo Incanto,Tour de France 1960, Undici artisti per Gastone Nencini, omaggio al campione tra scatti fotografici e rappresentazioni artistiche, Galleria d'Arte CVM VENIO, Larciano, 22 giugno-28 luglio 2024- catalogo
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