Biografia Autore di un commentario sulla traduzione araba degli Elementi di Euclide approntata da al-Ḥajjāj b. Yūsuf b. Maṭar, tradotto poi in latino da Gherardo da Cremona. In esso egli conservò alcuni estratti di commentari di Erone di Alessandria e di Simplicio.

Sono andati perduti i suoi due suoi Zīj e un commentario dell'Almagesto di Claudio Tolomeo, ma sono sopravvissuti suoi studi sulla sfera armillare e sulle congiunzioni astrologiche.

Fu conosciuto in Occidente col nome di Anaritius.

Bibliografia Fuat Sezgin, GAS, V, p. 283: VI, pp. 191-2; VII, pp. 156, 268-9. Lemma «al-Nayrīzī» (J. P. Hogendijk), su: The Encyclopaedia of Islam, new edition.

Voci correlate Scienziati e studiosi del mondo arabo-islamico

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Il testo frammentario del Commentario di al-Nayrīzī su Euclide. PDF delle pagine scansionate del Codex Leidensis 399 (in arabo classico)

Categoria:Astronomia islamica