Il Mar Mediterraneo (detto brevemente Mediterraneo) è situato tra Europa meridionale, Nordafrica e Asia occidentale. È un mare interno dell'Oceano Atlantico, da cui è dipendente e a cui è connesso a ovest tramite lo stretto di Gibilterra; lo stretto del Bosforo lo collega a nord-est al Mar Nero mentre il canale di Suez, artificiale, lo collega a sud-est al Mar Rosso e quindi all'Oceano Indiano. Da questo mare prende il nome la categoria dei mari mediterranei.

La sua superficie approssimativa è di 2,51 milioni di km², con uno sviluppo massimo lungo i paralleli di circa , la lunghezza totale delle sue coste è di , la profondità media si aggira sui , quella massima di presso le coste del Peloponneso, mentre la salinità media varia fra il 36,2 e il 39‰. La popolazione presente negli stati bagnati dalle sue acque, noto come bacino del Mediterraneo, ammonta a circa 450 milioni di persone.

Etimologia

Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina mediterraneus, che significa 'in mezzo alle terre'. Il mar Mediterraneo attraverso la storia dell'umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Gli antichi Romani lo chiamavano, ad esempio, Mare nostrum, ossia "il nostro mare", e, in effetti, la conquista romana toccò tutte le regioni affacciate sul Mediterraneo.

La denominazione , ossia Mar Bianco di Mezzo, ha evidentemente ispirato la dizione turca di Akdeniz, Mare Bianco. Nelle altre lingue del mondo, solitamente si ha sia un prestito dal latino o da lingue neolatine (es. inglese Mediterranean Sea) sia, più spesso, un calco dal senso di "mare medio, in mezzo (alle terre)" (es. tedesco Mittelmeer, ebraico Hayam Hatikhon (), "il mare di mezzo", berbero ilel Agrakal, "mare tra-terre", giapponese Chichūkai (), "mare in mezzo alle terre", albanese deti mesdhe, "mare in mezzo alle terre", georgiano khmeltashua zghva (), "mare in mezzo alle terre").

Il mar Mediterraneo è considerato l'archetipo di altri mari che hanno caratteristiche analoghe, ossia quella di essere circondati da più continenti o subcontinenti, anch'essi detti mediterranei: il Mar Glaciale Artico, il Mediterraneo Americano, il Mediterraneo AustralasiaticoCfr. l'accezione "2" del .

Storia

Vero ponte tra territori, la regione del Mediterraneo è considerata culla di alcune tra le più antiche civiltà del Pianeta, nonché teatro principale della storia e della cultura della civiltà occidentale assieme al Medio Oriente e al Vicino Oriente. L'agricoltura insieme all'allevamento si diffuse sulle sue coste intorno al 6000 a.C. Successivamente, nella sua parte orientale, una più accentuata dinamicità culturale portò verso la nascita di aree urbane caratterizzate da fiorenti attività artigianali e da vivacità nei commerci.

Grazie all'azione mediatrice dei Cretesi, dall'isola di Creta, centro della civiltà minoico-micenea (tra il III ed il II millennio a.C.) si irradiarono intensi flussi commerciali che interessarono le coste anatoliche, la Grecia, l'Egitto, le coste del Libano, dell'Italia meridionale, della Sicilia e della Sardegna, contribuendo ad intensificare i rapporti culturali tra i tanti popoli rivieraschi. Dopo la crisi del 1200 a.C., quando l'intero sistema dei commerci venne sconvolto dalle distruttive invasioni dei Popoli del Mare causando il crollo dell'Impero ittita e della civiltà micenea, i successivi mutamenti politici crearono nella zona siro-palestinese il presupposto allo sviluppo dei centri fenici e la nascita dello Stato ebraico.

Abili navigatori e altrettanto abili nei commerci, i Fenici (nome greco per indicare i Cananei) navigarono in lungo e in largo per tutto il Mediterraneo, esportando i prodotti del loro fiorente artigianato e importando materie prime, creando empori e porti commerciali e dando impulso alla creazione di città costiere come Cartagine. Nel VII secolo a.C., lungo le rotte commerciali tra oriente e occidente, ai Fenici si affiancarono i Greci, che impiantarono colonie nel bacino ionico, nel Tirreno e nell'Egeo fino al Mar Nero; nacquero così le poleis della Magna Grecia e della Sicilia greca, cuore della grecità d'Occidente. Il costante aumento di nuovi insediamenti creò forti tensioni fra i popoli rivieraschi a causa della concorrenza nei mercati, infatti l'espansione greca a occidente fu bloccata, nel 541 a.C., dall'alleanza tra Etruschi e Cartaginesi nella battaglia del Mare Sardo. Nel secolo successivo sempre i Greci furono protagonisti nell'epico scontro che, nel 480 a.C., li oppose alle mire di Serse nella battaglia di Salamina, salvando le loro terre dall'occupazione persiana.

Le nascenti potenze di Roma e Cartagine sconvolsero nuovamente il Mediterraneo e lunghe guerre si conclusero con la consacrazione della potenza romana e la distruzione dei Punici. Da allora in poi, il Mediterraneo divenne per i Romani il Mare nostrum e su tutto il suo bacino si irradiò la civiltà e la potenza della Roma repubblicana e imperiale. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente e la stagnazione dei commerci nel bacino occidentale, nell'Impero romano d'Oriente i Bizantini mantennero intensi i traffici marittimi fino a quando, nel VII e nell'VIII secolo, l'espansione islamica sconvolse nuovamente l'intero bacino, oltrepassando lo stretto di Gibilterra e il canale di Sicilia e giungendo fino in Spagna e in Sicilia con la loro civiltà.

Le Repubbliche marinare (Amalfi, Pisa, Genova e Venezia le più note, ma anche Ragusa, Ancona e Gaeta), i cui interessi commerciali in oriente erano minacciati dai pirati saraceni, contrastarono efficacemente questa espansione, ma sia i contrasti con le marinerie aragonesi, in aspra concorrenza sulle rotte verso levante, sia la caduta di Bisanzio nel 1453, portarono al declino dei traffici mediterranei, declino che si accentuò ancor più dopo il 1492 con la scoperta dell'America e che neanche la vittoria nella battaglia di Lepanto nel 1571 riuscì a fermare, arrivando nel Seicento alla drastica riduzione della potenza navale veneziana.

Nel Settecento le debolezze dell'Impero ottomano favorirono le mire espansionistiche degli inglesi nel bacino occidentale, degli Austriaci verso l'Adriatico e dei Russi nel bacino orientale. Nell'Ottocento, durante le guerre napoleoniche, Francia e Gran Bretagna si scontrarono violentemente nel Mediterraneo, combattendo una guerra che vide gli inglesi prevalere e assicurarsi così il dominio incontrastato dei mari. Sempre nell'Ottocento, la costruzione del canale di Suez rese possibile il collegamento del Mediterraneo all'Oceano Indiano e costituì un evento di fondamentale importanza per i commerci marittimi in quanto si evitava in questo modo la circumnavigazione dell'Africa per raggiungere via mare i ricchi mercati asiatici.

Dalla fine degli anni 1980 il Mediterraneo è attraversato dalle rotte dell'immigrazione dall'Africa verso l'Europa. Ogni anno alcune decine di migliaia di migranti economici, profughi e rifugiati politici raggiungono via mare le coste italiane, greche e spagnole. Negli anni duemila il Mediterraneo è stato descritto da analisti geopolitici come "medioceano", un corridoio strategico tra l'Indo-Pacifico e l'Atlantico.

Geografia Morfologia

È collegato a ovest all'Oceano Atlantico, attraverso lo stretto di Gibilterra; a est attraverso il Mar di Marmara e gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo è collegato al Mar Nero (il Mar di Marmara è spesso considerato parte del Mediterraneo, mentre il Mar Nero viene generalmente considerato un mare distinto), mentre il canale di Suez a sud-est collega il Mediterraneo al Mar Rosso e quindi all'Oceano Indiano.

Per quanto riguarda la topografia del fondale il Mediterraneo è diviso in due parti principali: il Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali; il Mediterraneo orientale, molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea.

Mediterraneo occidentale

Il Mediterraneo occidentale comprende due bacini principali, quello algero-provenzale e il bacino tirrenico. Il primo occupa un'area più o meno triangolare che comprende il mare di Alborán, il mare delle Baleari, il canale di Sardegna, il mar di Sardegna, il mare di Corsica e il mar Ligure. Ha una superficie di circa e una profondità massima di circa In alcuni tratti costieri, tipicamente alle foci dell'Ebro e del Rodano la piattaforma continentale raggiunge anche i 60 km di larghezza, con un massimo di 72 km presso il Golfo del Leone.

La larghezza minima si ha invece tra Genova e Tolone, dove il fondale è caratterizzato da ampi e profondi canyon. Le isole di Maiorca e Minorca hanno una piattaforma comune mentre Ibiza è separata da un braccio di mare profondo 800 m. Al centro del bacino si trova la piana abissale delle Baleari, profonda dai 2600 a i 2800 metri. Il bacino tirrenico è la parte più profonda del Mediterraneo Occidentale, raggiunge infatti i 3800 m di profondità (Fossa del Tirreno). Il fondale è caratterizzato dalla presenza di numerose dorsali e di rilievi di tipo vulcanico. Vi sono montagne ed enormi vulcani sottomarini che in alcuni casi si elevano fino a -500 m come il Marsili e il Vavilov (e addirittura a soli -70 m come il relativamente piccolo Palinuro davanti al Cilento).

Poche e di modeste dimensioni sono le piane abissali fra le quali si trovano la piana di Corsica, la piana di Orosei, la piana di Olbia, la piana abissale tirrenica e il rialzo pliniano. Il bacino è praticamente chiuso, è messo in comunicazione con i bacini adiacenti da pochi stretti passaggi. A nord un canale profondo circa 3/400 m lo mette in comunicazione con il Mar Ligure, lo stretto di Bonifacio, profondo non oltre i 50 m, lo mette in comunicazione con il bacino algerino così come il profondo canale di Sardegna, caratterizzato dalla presenza della fossa algero-tirrenica, mette in comunicazione i due bacini a sud della Sardegna.

Il canale di Sicilia, dal fondale basso e caratterizzato dalla presenza di banchi che possono ridurre la profondità a poche decine di metri, lo mette in comunicazione con il Mediterraneo Orientale. Bagna la costa sud-occidentale dell'isola, da Marsala al capo delle Correnti (in prossimità dell'omonimo isolotto).

Mediterraneo orientale

Fanno parte del Mediterraneo orientale il Mare Adriatico, il Mar Ionio, il Mar Egeo, il Mar Libico, il Mar di Levante e il Mar di Marmara.

L'Adriatico ha una superficie di circa e una profondità massima di . Da un punto di vista morfologico può essere diviso in tre aree: la parte settentrionale completamente dominata dal delta del Po è un lento declivio nel quale la profondità non supera i ; la parte centrale, tra Ancona ed il Gargano, è caratterizzata dalla presenza di una depressione detta "fossa del medio Adriatico" . La zona meridionale ha una piattaforma continentale che si restringe in corrispondenza della Puglia fino a circa ; fra la Puglia e l'Albania si trova la piana adriatica con una profondità media di circa e la massima di Da qui la profondità risale a circa in corrispondenza del canale d'Otranto che separa l'Adriatico dallo Ionio.

Il mar Ionio si estende su una superficie di circa dalle coste della Libia e della Tunisia fino alla Grecia e all'Italia meridionale. Raggiunge la massima profondità nella fossa Calypso (detta anche fossa ellenica), al largo della costa meridionale del Peloponneso. Nello Ionio si trova la piana abissale più estesa del Mediterraneo. Il Mar Egeo ha una superficie di circa e conta oltre 200 isole. Lo collega allo Ionio il golfo di Corinto e numerosi canali profondi fra i e gli fra le isole di Rodi e Creta. Raggiunge la massima profondità in corrispondenza della fossa di Creta che si estende dal golfo di Argolide a Rodi.