Biografia

Giovanni Battista Campano nacque il 27 febbraio 1429 a Cavelle, località di Galluccio, in Campania, da cui il cognome, figlio di una famiglia di condizioni modeste.. Una volta affermatosi, lavorò per sei anni come precettore di Camillo e Scipione Pandone, figli di Carlo. Durante un suo soggiorno a Perugia nel 1452, ospite dei Baglioni (ai quali, per riconoscenza, dedicò la sua De ingratitudine fugienda, contenuta nell'Omnia Campani Opera, ad uno dei membri, Pandolfo), ebbe modo di aggiungere alla conoscenza del latino anche quella del greco antico impartitagli dall'umanista Demetrio Calcondila. Avendo fatto parte dell'ambasciata inviata dai perugini a papa Callisto III nel 1455, al suo rientro gli fu assegnata la cattedra di retorica dell'Università di Perugia.

All'elevazione di Enea Silvio Piccolomini al soglio come papa Pio II nel 1458, fece nuovamente parte della delegazione perugina e a Roma fu segretario del cardinale Alessandro Oliva e membro del circolo dell'umanista Pomponio Leto e dell'accademia del suo protettore Bessarione. Grazie a Giacomo Ammannati Piccolomini che lo presentò al pontefice, divenne vescovo di Crotone il 20 ottobre 1462, carica che mantenne per un anno, divenendo indi vescovo di Teramo il 23 maggio 1463. Dal 1470 insegnò all'Accademia fiorentina e, ospite di Francesco Todeschini Piccolomini, lo accompagnò in Germania l'anno seguente.

Sotto papa Sisto IV fu nominato governatore di Todi nel 1472 e di Città di Castello nel 1474, ma, appurata la sua avversità al pontefice per via di un'aspra lettera a lui rivolta, finì definitivamente in disgrazia. Morì a Siena il 15 luglio 1477, venendo sepolto nel Duomo.

La produzione letteraria Durante la sua vita, Giovanni Antonio Campano scrisse numerose lettere in latino, orazioni e poemi. Fu inoltre autore delle biografie di papa Pio II e del capitano di ventura Braccio da Montone. Il 7 marzo 1469, durante la ricorrenza di san Tommaso d'Aquino, produsse un encomio annuale in onore del "doctor angelicus" per lo studium generale di Santa Maria sopra Minerva, futura Pontificia Università intitolata al santo.. L'epigramma in quattro versi su una ninfa dormiente, Huius nympha loci…, inserito nel Corpus Inscriptionum Latinarum (VI.5.3e), fu ritenuto di origine romana fino a che il filologo Theodor Mommsen lo identificò come un prodotto dell'Umanesimo rinascimentale riconducendolo alla mano del Campano per via di una nota contenuta in un manoscritto custodito nella Biblioteca Riccardiana di Firenze.. Tuttavia la sua principale composizione resta l'Omnia Campani Opera, contenente anche una propria biografia introduttiva, pubblicata a Roma a cura di Michele Ferno nel 1495 e in seconda edizione a Venezia nel 1502.

Opere

Note

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