La Saab 9-5 (pronuncia: nove cinque), erede della 9000, è un'autovettura (con carrozzeria berlina tre volumi e station wagon) prodotta dalla casa automobilistica svedese Saab a partire dal 1997. Il nome del modello è un richiamo alla Saab 95 (novantacinque) del 1959. La seconda generazione è stata presentata nel 2009 e la produzione è terminata nel 2011.
Prima serie (1997-2010)
Presentata nell'estate del 1997 nella sola carrozzeria berlina a tre volumi e quattro porte, la versione station wagon si aggiunse solo a partire dal 1999. Il pianale, progettato in modo esclusivo da Saab, è il GM2902, versione allungata e allargata del GM2900 (pianale della Saab 9-3 prima serie) con riprogettazione di elementi fondamentali ispirandosi alla precedente Saab 9000, come ad esempio il telaio inferiore su cui è installato il propulsore e che supporta le sospensioni anteriori. Ad appena due anni dal lancio della nuova vettura, General Motors utilizzò il GM2902 per un'altra autovettura del gruppo, la Saturn L - Series. La 9-5 sfrutta i motori in posizione trasversale-anteriore che forniscono potenza alle ruote anteriori, le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti con schema tipo MacPherson all'anteriore e multi-link al posteriore. Il design è frutto del centro stilistico svedese, a differenza della 9000 si ritorna ad avere il caratteristico design del montante "C" (Saab hockey stick); anche il cofano motore, curvato lateralmente sopra i parafanghi, è un elemento stilistico ereditato da vetture precedenti.
Il frontale, basso e filante, presenta una calandra cromata; la 9-5 berlina ha un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,29 mentre la wagon ha un Cx di 0,31 (0,33 per le versioni destinate al mercato statunitense). La wagon è caratterizzata dal lunotto posteriore che si estende sulla fiancata. Il modello ottenne buoni dati di vendita e il merito fu anche della dotazione di sicurezza: tutti gli esemplari erano dotati di ABS e airbag, più avanti si aggiunse il controllo elettronico di stabilità e trazione.
Nel 2002 sono stati lievemente ridisegnati l'anteriore e il posteriore: debuttano nuovi paraurti più eleganti e sportivi grazie ai nuovi profili aerodinamici, dotazione di serie arricchita e motorizzazioni potenziate.
L'abitacolo è spazioso e caratterizzato da colorazioni scure, in prevalenza grigio e nero. Le plastiche, in prevalenza morbide, hanno un design ispirato al quadro strumenti aeronautico: la grande palpebra, che ospita il cruscotto a tre quadranti, si estende fino alla parte centrale della plancia e culmina nel tunnel tra i due sedili dove ritroviamo la chiave d'avviamento. Tutti gli strumenti sono proiettati verso il guidatore mentre gli unici elementi dedicati al passeggero sono i diffusori del sistema d'aerazione. La plancia era disponibile con il cruscotto in radica di noce, in alluminio satinato oppure in fibra di carbonio. Grazie ai numerosi pacchetti di accessori proposti dalla casa, la 9-5 poteva essere equipaggiata con selleria in velluto o pelle e rivestimenti dei pannelli porta in tessuto, velluto o pelle. Inoltre la Pelle Prestige abbinava le cuciture a vista. La qualità delle plastiche e la cura degli assemblaggi contribuirono al successo dell'autovettura e con l'aggiornamento del 2002 la casa offrì inediti rivestimenti per gli interni.
Il baule della 9-5 berlina ha un volume di 500 litri, la wagon può accogliere dai 416 ai 1.490 litri. Gli allestimenti disponibili al debutto furono: la versione S, la versione di punta SE e infine si aggiunse la sportiva Aero (disponibile con il propulsore più potente). Per un breve periodo la casa propose anche la 9-5 più lussuosa denominata Griffin. Dal 2002 la gamma venne rinnovata: debuttarono le versioni Linear, l'intermedia Arc e la versione di punta Vector. Non cambiò denominazione la più sportiva Aero. Dal 2003 al 2006 solo per il motore 2.2 TiD era disponibile una versione con prezzo ribassato denominata Balance.
Come da tradizione Saab, la progettazione dei sistemi di sicurezza ha ricevuto una maggiore attenzione: il dispositivo SAHR (Saab Active Head Restraints) previene i danni, provocati dal colpo di frusta, regolando la posizione dei sedili e dei poggiatesta. Questo dispositivo ha permesso a Saab di ricevere riconoscimenti per il migliore sistema di sicurezza in Australia, Danimarca e Regno Unito. La scocca, realizzata in acciai alto resistenziali, protegge gli occupanti negli urti. La funzione Night Panel (introdotta sulla Saab 900 seconda serie), tramite un pulsante, spegne il quadro strumenti ad eccezione del tachimetro; in questo modo vengono meno distrazioni e riverberi luminosi ma è possibile la riattivazione anche di un singolo strumento o spia se è richiesta l'attenzione del guidatore. Per tutti gli esemplari destinati al mercato statunitense il dispositivo OnStar veniva montato gratuitamente.
La 9-5 venne testata (nei crash test Euro NCAP 1998) e totalizzò il risultato di 4 stelle nella protezione dei passeggeri adulti; un secondo test Euro NCAP venne effettuato nel 2003 totalizzando il punteggio massimo di 5 stelle.
Gli aggiornamenti introdotti dal 2006
La casa svedese, nel settembre del 2006, presenta un restyling estetico al Salone dell'automobile di Parigi. Si interviene sul frontale e sul posteriore dell'automobile: ridisegnati i gruppi ottici anteriori (ispirati ai prototipi Saab), presente una nuova calandra, nuovi paraurti e prese d'aria; il posteriore presenta nuovi gruppi ottici, paraurti e baule ridisegnato. Internamente la plancia dispone di un diverso quadro strumenti, un nuovo volante, un nuovo sistema di navigazione satellitare e comandi del climatizzatore modificati. Immutata la denominazione degli allestimenti, la scelta rimase sempre tra le versioni Linear, Vector e la più la sportiva Aero.
Non mancarono le versioni speciali: nel 2007, per festeggiare i 60 anni della casa, entrò in listino la versione 60th Anniversary. Le differenze dalle altre versioni sono: cerchi in lega da 17" a 5 doppie razze Anniversary, sedili sportivi in pelle nera specifici e tappetini in tessuto con profili grigi. Le motorizzazioni disponibili erano uguali a quelle a disposizione per la versione Vector. Le versioni Linear e Vector, nel corso del 2008, furono sostituite da un unico allestimento denominato Nordic. Per celebrare l'uscita di produzione della 9-5 prima serie, al Salone dell'automobile di Detroit del 2009, venne presentata la versione Griffin; questo allestimento coniuga eleganza e sportività grazie a una ricca dotazione comprendente anche il motore più prestante: il 2.3 TS da 260 cavalli. In Italia la versione Griffin sostituì tutti i precedenti allestimenti e divenne disponibile per tutte le motorizzazioni.
La produzione della 9-5 berlina (prima serie) terminò giovedì 2 luglio 2009. Il 4 febbraio 2010 verrà assemblata, nello stabilimento di Trollhättan (Svezia), l'ultima 9-5 wagon. Termina definitivamente la produzione del modello dopo oltre 13 anni e 483.593 automobili vendute. I diritti di produzione sono stati venduti dalla General Motors all'azienda cinese Baic che ripropone l'autovettura, sotto un nuovo profilo estetico e meccanico, con la denominazione C71.
I motori benzina e diesel La 9-5 dispone di propulsori turbocompressi, sia a quattro cilindri in linea che V6. I quattro cilindri (2.0L e 2.3L) sono gli ultimi motori di progettazione Saab facenti parte della famiglia H, sono dotati di distribuzione a quattro valvole per cilindro con doppio albero a camme in testa e due alberi di bilanciamento, basamento in ghisa e testata in alluminio. Dispongono del sistema di gestione motore Saab Trionic 7. Il 2.0 t (1.985 cm³) eroga 150 cavalli a 5.500 giri/min e garantisce una velocità di 215 km/h con cambio manuale e 210 km/h con cambio automatico sequenziale Sentronic a 5 rapporti. L'accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 9,8 sec con il cambio manuale e 11,6 sec con cambio automatico. Il 2.0 t da 185 cv a 5.500 giri/min che consente uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,3 sec con il cambio manuale e 9,5 sec con cambio automatico e velocità rispettivamente di 230 e 225 km/h. Il 2.3 t (2.290 cm³) disponeva inizialmente di 170 cv, nel 2002 fu portato a 185 cv erogati a 5.500 giri/min. Velocità di 230 km/h con cambio manuale e 225 km/h con cambio automatico Sentronic. Accelera l'auto da 0 a 100 km/h in 8,3 sec con cambio manuale e 9,5 sec con cambio automatico. Il 2.3 T dispone di 220 cv a 5.500 giri/min consente una velocità di 235 km/h con cambio manuale e 230 km/h con cambio automatico e un'accelerazione 0-100 km/h in 7,8 sec con cambio manuale e 8,7 sec con cambio automatico. Il 2.3 T Aero erogava inizialmente 230cv, successivamente 250 o 260 cv a 5.300 giri/min. Velocità di 250 km/h con cambio manuale o automatico. Fornisce un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,9 sec con cambio manuale e 8,2 sec con cambio automatico. Il propulsore 2.3 T della versione Aero con cambio manuale presenta la funzione overboost, a seguito di una forte accelerazione incrementa la coppia motore oltre la normale curva di coppia per un massimo di 20 secondi, trascorsi i quali viene utilizzata la normale coppia per 10 secondi prima che possa iniziare un nuovo overboost. A partire dal M.Y. 2004 per il 2.3 T Aero erano disponibili come optional due pacchetti sportivi Saab Performance by Hirsch con modifiche sia estetiche che meccaniche, in particolare il 2.3 poteva erogare 280 o 305 cv con uno scatto da 0 a 100 km/h rispettivamente in 6,5 o 6,4 sec (6,7 o 6,6 sec con cambio automatico).
Il motore a benzina di cilindrata più elevata è il 3.0 litri V6 54° di origine General Motors; rivisto dai tecnici svedesi, adottò la sovralimentazione a bassa pressione in modo da garantire prestazioni vivaci. Molto apprezzato dal pubblico statunitense, eroga 200 cv a 5.000 giri/min e permette uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,0 sec (8,7 sec la wagon) per una velocità di 235 km/h (230km/h la wagon). Il 3.0 t V6 venne proposto con cambio automatico sequenziale Sentronic a 4 rapporti, 5 rapporti dal 2001.
I motori a benzina, fino al 2003, hanno avuto problemi con il ricircolo dei vapori d'olio (PCV) e poteva verificarsi il fenomeno chiamato oil sludge per il quale esiste un aggiornamento previsto dalla casa madre.
I motori diesel, anch'essi turbocompressi, sono identificati dalla sigla TiD. Un quattro cilindri in linea 2.2 di origine Opel (Euro 3) con distribuzione a quattro valvole per cilindro, un albero a camme in testa e due alberi di bilanciamento, monoblocco in ghisa e testata in lega leggera, iniezione diretta e 280 N·m di coppia a 1.500 giri/min e 120 cv a 4.000 giri/min. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 11,0 sec (11,9 sec la wagon) e la velocità è di 200 km/h. Disponibile il cambio manuale oppure l'automatico Sentronic.
Il 3.0 TiD V6 66° in alluminio di origine Isuzu (Euro 3) con distribuzione a quattro valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa, iniezione diretta common rail, eroga 177 cv a 4.000 giri/min e coppia di 350 N·m a 1.800 giri/min. Consente uno scatto da 0 a 100 km/h in 8,9 sec (9,4 sec la wagon), velocità di 215 km/h. Il 3.0 TiD era abbinato solo al cambio manuale.