Il termine zoofilia (), ha varie accezioni; può riferirsi al sentimento o atteggiamento di affetto e protezione per gli animali, ma in psicopatologia nell'accezione di zoofilia erotica è usato come sinonimo di zooerastia () o bestialità, per indicare la preferenza sessuale che porta ad avere rapporti sessuali con animali.

Assimilabile al significato di zoofilia è quello di zoofilo': il termine può assumere diverse accezioni a seconda se si riferisca all'amore e protezione per gli animali (anche professionale, come nella denominazione guardia zoofila), o ad una persona che ha una preferenza sessuale verso animali (PSA = persone che hanno rapporti sessuali con animali).

Storia

La zoofilia sessuale – probabilmente risalente alla 4ª Era Glaciale tra i 40.000 e 25.000 anni fa – è presente in pitture rupestri risalenti al 15.000-20.000 a.C., viene citata nella fotografia autoriale (Andres Serrano, A History of Sex, Red Pebbles, 1996), trova una rappresentazione sterminata nell'arte (es. la 'Leda col Cigno', di Leonardo Da Vinci etc.), con un'espressione anche nella letteratura (H. G. Wells, The Island of Doctor Moreau); ed ha poi ricevuto condanne dalle religioni (Leviticus 18:23; Corano VII; etc.), ancorché abbia attraversato le dinamiche sociali cosmopolìte più varie (dagli Inuit agli Yuma, dai Kisii ai Mohave etc...fino giungere alle realtà occidentali/orientali più ricche), con recenti letture del fenomeno nell'ambito della identità Queer (tramite la vocazione inclusiva dell'animal queer per sostituire 'identità' con 'alterità'; e poiché si ivi definisce l'amore per l'altro come 'irriducibile e inassimilabile', il 'radicalismo' sarebbe un aspetto costitutivo dell'animal queer).

Nella mitologia greca vi sono vari esempi. Tra i personaggi correlati alla zoofilia sessuale si ricorda Pasifae, che si unì a un toro generando il Minotauro, Crono che si unì a Filira sotto forma di cavallo, da cui generò Chirone, e Zeus, che si unì più volte a donne mortali o ninfe sotto forma di animale (ad esempio con Io o con Leda).

Analoghe rappresentazioni sono sparse nella mitologia pagana (il Dio Pan che si accoppiò con una capra), o in quella del Dio Loki incline a cambiare letteralmente sesso a piacimento, per avere rapporti sessuali con esseri di ogni genere e specie, compresi i cavalli etc.

Psicopatologia Secondo il DSM-5, la zoofilia (inclusa nella categoria: "Altri disturbi parafilici specificati") non è considerabile come disturbo invalidante, ma più come una preferenza sessuale non patologica (parafilia) nel caso in cui la persona non presenti disagio e/o compromissione di aree importanti. Affinché la zoofilia possa essere considerata come un disturbo parafilico è necessaria la condizione per cui l'eccitazione sessuale, ricorrente e intensa, derivante da zoofilia, sia fonte di distress e sia "stata presente per almeno 6 mesi e causi notevole disagio o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti".

L'organizzazione mondiale della sanità (WHO) declina la zoofilia erotica come un generico "altro disturbo della preferenza sessuale" (F65 Disorders of sexual preference); declinazione valutata come insoddisfacente dal Working Group on the Classification of Sexual Disorders and Sexual Health (WGSDSH), che ha recentemente raccomandato di introdurre una nuova sezione denominata 'Disturbi Parafilici' che sostituisca l'attuale sezione F65 dell'ICD-10, 'Disturbi della preferenza sessuale': per rappresentare "meglio il contenuto di questa sezione, che include entità che implicano interessi sessuali atipici e che inoltre soddisfano la definizione generale di disturbo mentale" (International Advisory Group for the Revision of ICD-10 Mental and Behavioural Disorders, 2011). In modo da evidenziare che il semplice fatto che "un individuo abbia un modello 'atipico' di eccitazione sessuale, nel senso che differisce da ciò che può essere eccitante per la maggior parte delle altre persone o da ciò che sarebbe considerato normativo in una data cultura o sottocultura, non indica che l'individuo soffra di un disturbo mentale."

In alcuni casi, la zoofilia erotica può originare in soggetti affetti da disturbi neurologici irreversibili (parkinson), nella demenza, nello spettro autistico, nella schizofrenia, in alcune psicopatie come il DOC, etc.: oggetto di indagine degli esperti, per delinearne origine ed effetti sul processo emozionale di insorgenza e/o perpetrarsi dei comportamenti zoofilici.

La eventuale dimensione patologica, o non patologica, di tali comportamenti è stata indagata anche relativamente al consumo di prodotti video erotico-zoofilici: con le relative questioni etiche, legali e culturali che rappresentano complicazioni comuni nell'eventuale trattamento psichiatrico dei disturbi da dipendenza da zooerastia.

La letteratura multidisciplinare più autorevole si è iniziata al tema provando a delineare il significato dell'amore per gli animali e, soprattutto, su cosa significhi amare gli stessi; esaminando poi le origini della crudeltà sugli animali, le sue implicazioni sociali e vari approcci di prevenzione e trattamenti; e ad interrogarsi ancora su ciò che spinge uomini all'apparenza normali a trasformarsi in letali predatori sessuali. Ciò al fine di affrontare il sesso interspecie come tale, in tutti gli aspetti compresi i diritti degli animali: senza "infingimenti e falsi pudori, nei molteplici e fondamentali suoi aspetti": cercando di illuminare le aree grigie, moralmente ed eticamente attraversate, volontariamente e consapevolmente, dai legami sessuali uomo-animale; ampliate e sempre più normalizzate dalla sotterranea e praticata sessualità umana, seppur formalmente celata alla cultura popolare di massa.

E la letteratura autoriale si è arenata, soprattutto, sul non soluto tema del consenso degli animali al rapporto sessuale con la razza umana; il c.d. '''paradosso del consenso': presunta incapacità linguistica/comunicativa dell'animale a dare il consenso al rapporto sessuale di zoofilia erotica, e, di converso, un consenso (legislativamente-moralmente) dato per assunto/irrilevante relativamente ad altre attività (compiute dall'uomo sull'animale) importanti violenze, lesioni permanenti/letali allo stesso animale.

Invero, secondo taluni autori la zoofilia erotica sarebbe un atto aconsensuale ma ugualmente illecito, in quanto gli esseri umani avrebbero "il dovere morale di comportarsi nei confronti degli animali in un modo che tenga conto del loro benessere, e fare sesso con gli animali costituisce in genere una violazione di tale dovere." E ciò – continua quest'autore – anche se dovessero esserci zoofili che credono sinceramente "che il loro contatto con gli animali sia reciprocamente gratificante...Ma le loro convinzioni non dovrebbero determinare la legalità della loro condotta. Ci sono semplicemente troppi rischi potenziali per consentire tale condotta. La difficoltà di comunicare con gli animali, l'intrinseco squilibrio di potere nelle relazioni uomo-animale e il rischio di autoinganno da parte degli esseri umani mi suggeriscono che dovremmo peccare per eccesso di potenziale proibizione." Ed altre opinoni autoriali parlano apertamente di violenza sessuale: equiparando gli animali ai bambini vittime di pedofilia, incapaci iuris et de jure di dare consenso.

Gli zoofili, da par loro, giustificano il loro vissuto e vivendo di zoofilia erotica accentuando una loro visione antropomorfica degli animali, attribuendo loro qualità umane che oltrepassano la sfera sessuale (vestendoli con capi di abbigliamento, dandole una carta legale di identità, sposandoli, nominandoli eredi testamentari etc.): consentendo così agli animali di fungere da veri e propri fornitori di supporto sociale. Alcuni studiosi, al riguardo, suggeriscono che questo processo, teso ad antropomorfizzare gli animali, sia paragonabile alla selezione sessuale: con comportamenti, anatomia e aspetto degli animali da compagnia modellati sulle esigenze dei loro proprietari umani. Ed altra ricostruzione autoriale aggiunge, ancora, che (secondo studi settoriali) quasi la metà delle proprietarie faceva più affidamento sul proprio animale domestico, rispetto ad altri membri della famiglia, per l'affetto sociale ricercato.

Altri studiosi, inoltre, rilevano come l'88% delle donne e il 26% degli uomini identificano il 'coinvolgimento emotivo' come la ragione per impegnarsi in contatti sessuali con gli animali. La visione antropomorfistica, quindi, potrebbe aiutare a spiegare l'attrazione sessuale dei proprietari per i loro animali domestici; anche perché – come altri autori aggiungono – ampi segmenti della società (non eroticamente zoofili) vedono gli animali domestici come bambini o membri della famiglia; "il che potrebbe spiegare il perché alcune persone possono anche vederli come oggetti d'amore e partner sessuali".

Il tema del consenso al rapporto sessuale ha, inoltre, una rilevanza non chiaramente dipanata anche tra specie di animali diversi. Invero, il sesso (almeno apparentemente/comportamentalmente) consensuale/non chiaramente costrittivo tra specie molto differenti, ma anatomicamente sostanzialmente compatibili, è un fenomeno – come documentano taluni studiosi – presente in varie specie animali (probatoriamente tutti video-reperibili online sui siti più noti e generalisti): come quelli tra cani maschi e gatte, tra cani/gne e coniglie/i, tra cavallo e scrofa, tra asino e scrofa, tra elefante maschio e rinoceronte femmina, tra cane e scrofa, tra ovini maschi e cagna; dagli esperti ricondotto ad una possibile forma di piacere/sfogo sessuale, o a noia quotidiana.

Nel mentre, i documentati casi casi di rapporti sessuali (in apparenza non consensuali, e presenti nei siti video più noti e generalisti), ma forse sostenuti da raggirante violenza o da fattiva violenza vera e propria (sempre in relazione ad una valutazione dinamica esteriore), risultano esclusivamente circoscritti agli esemplari maschi di razza umana (coinvolgenti: invertebrati, ovini, avicoli, insetti, etc.), e ai cani maschi con varie specie di animali (avicoli, ovini, lagomorfi etc.); probabilmente eretti a sex toys animati per pura libido sessuale satisfattiva, o per tedio quotidiano.

Diffusione del fenomeno Secondo i rapporti Kinsey del 1948 e del 1953, negli Stati Uniti, l'8% dei maschi e il 5,1% delle femmine (di quest'ultime, l'1,5% era pre-adolescente mentre il 3,6% post-adolescente) avrebbe avuto almeno un rapporto sessuale con animali, con tassi più alti tra gli individui con un basso livello di istruzione. Kinsey e i suoi colleghi (Wardell B. Pomeroy, Clyde E. Martin e Paul H. Gebhard) hanno rilevato come nelle zone rurali circa il 40-50% dei maschi avesse avuto almeno un rapporto sessuale con un animale, e il 17% avesse addirittura provato un orgasmo, a seguito di un rapporto sessuale con un animale, durante il periodo adolescenziale; dato, quest'ultimo, non più così attuale: attingendo alle analisi settoriali più recenti.

In uno studio del 1974 condotto dallo psicologo statunitense Morton Hunt, la percentuale di individui che ha riferito di aver avuto rapporti sessuali con animali è stata del 4,9% per i maschi, mentre dell'1,9% per le femmine. Tra questi, il 67% delle donne e il 75% degli uomini hanno dichiarato di averlo fatto solo in poche occasioni. Nello studio, Hunt ipotizza che questa riduzione dei tassi, rispetto a quanto rilevato precedentemente nei rapporti Kinsey, fosse da imputare al processo di urbanizzazione e, dunque, ad una minore probabilità per gli individui di venire a contatto con animali.

Entrambi gli studi hanno rilevato che la maggior parte degli episodi di zoofilia erotica avviene durante l'adolescenza o la prima età adulta; un assunto, tuttavia, non generalizzabile, secondo rilevamenti scientifici più aggiornati: essendone dimostrato lo sviluppo anche nelle fasi anagrafiche successive.