Biografia Carlo Schmidl e il DEUMM lo ritengono, erroneamente, nato nel 1814. Fu organista a San Lorenzo e insegnante al Conservatorio di Firenze. Nel clima di promozione della musica strumentale a Firenze che vide in prima fila Ferdinando Giorgetti e altri strumentisti e compositoriBianca Maria Antolini, La musica in Toscana nell'Ottocento, in Claudio Paradiso (a cura di), Teodulo Mabellini. Il protagonista dell'Ottocento musicale toscano, Pistoia, Brigata del Leoncino, 2005, pp. 19-35., nel 1834 Maglioni diede inizio a una serie di concerti di musica da camera nella Sala Ciampolini in Borgo dei Greci a Firenze (oggi è Sala Maglioni) e di musica sacra nella chiesa di San BarnabaMaglioni, Giovacchino (I) (sub voce), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. IV: Je-Ma, Torino, UTET, 1986, p. 571., dove eseguì anche prime italiane (per esempio quella del Pater Noster di Giacomo Meyerbeer nel 1858). Fu un amico di Rossini (proprio come Giorgetti) e fu un serio fautore della musica sacra (come l'amico Luigi Ferdinando Casamorata).Leonardo Pinzauti, «Aida» e «Lohengrin» a confronto nella Firenze di cent'anni fa, in Atti del terzo congresso internazionale di studi verdiani. Milano, Piccola Scala, 12-17 giugno 1972, Parma, Istituto di Studi Verdiani, 1974, pp. 401-407:402. Come Teodulo Mabellini collaborò spesso con la confraternita degli Scolopi: nell'archivio della chiesa di San Giovannino ci sono le partiture manoscritte (forse autografe), complete di parti, di un Pange lingua, Tantum Ergo e Benedicat e di un oratorio (Santa Cecilia o L'amore cristiano su testo di Geremia Barsottini), databili agli anni '50 dell'Ottocento. (Carlo Schmidl informa di una replica dell'oratorio, reintitolato Cecilia, al Teatro Leopoldo nel 1853).

Il suo Ecce Sacerdos Magnus È una poderosa composizione per sole voci divise in quattro cori di quattro voci ciascuno. Strutturato in tre parti, di cui la seconda affidata a quattro soli, questo brano aspira alla grandiosità. Così recita la dedica sul frontespizio: Alla Santità - Pio IX - quando benediva la Città di Firenze - Queste Note - Sposate ai voti della Chiesa - pel suo Padre e Pontefice - devotamente umiliava - Giovacchino Maglioni. Anche Teodulo Mabellini (1817-1897) compose per la venuta di Pio IX a Firenze il 18 Agosto 1857 un Ecce Sacerdos Magnus per coro misto e orchestra. Si tratta di due composizioni molto diverse fra loro, per stile, organico e tonalità.

Ebbe importanti prime esecuzioni sacre negli anni '70 dell'800. Schmidl informa di sue opere date al Teatro Pagliano: Ferruccio (1863) e La corona d'oro (1882).. Tra i suoi allievi ci fu Luigi Bicchierai.Bicchierai, Luigi (sub voce), in Dizionario biografico degli italiani, vol. 10, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1968, Pubblicò musica di tutti i generi (sacro, strumentale, operistico), soprattutto con i milanesi Ricordi e Lucca, e con i fiorentini Berletti, Lorenzi, Guidi, Venturini e Forlivesi. Scrisse un metodo per organo.. È sepolto nel cimitero della Misericordia dell'Antella. Suo nipote fu il violinista fiorentino suo omonimo.

Fonti Tutte le fonti primarie di Maglioni sono a Firenze, al Conservatorio e all'Archivio capitolare della basilica di San Lorenzo. Sono accertati solo 18 suoi autografi di musica sacra (13 al Conservatorio e 5 a San Lorenzo), mentre dei pezzi strumentali e delle opere liriche si ha una decina di copie manoscritte al Conservatorio. Un suo oratorio e un Pange lingua, Tantum Ergo e Benedicat manoscritti (forse autografi), completi di parti, sono, come già accennato, nella Chiesa di San Giovannino degli Scolopi. Delle quasi 80 opere da lui stampate, le prime edizioni si conservano soprattutto al Conservatorio e alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Seguono, per numero di copie conservate, il Conservatorio di Milano, la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e la Biblioteca Civica di Verona. Un suo corale per organo è stato pubblicato in edizione moderna nel 2015 nella rivista Arte organaria e organistica edita a Bergamo da Carrara. Il suo trattato per organo è stato editato (in edizione facsimilare riproducente l'esemplare al Conservatorio di Firenze) da Giovanni Clavorà Braulin nel 2021. La sua fama è attestata nelle copie collezionate dalla piccola nobiltà toscana: ci sono sue musiche nei fondi della Famiglia Salvi Cristiani all'Archivio di Stato di Prato e libretti di sue opere nelle collezioni della famiglia Bargagli Petrucci dell'Archivio di Stato di Siena.

Discografia Nel novembre 2014, nella Basilica di San Lorenzo, l'organista Gabriele Giacomelli ha inciso una serie di pezzi per organo in un disco intitolato L'organo a Firenze dai Medici all'Unità d'Italia per l'etichetta Tactus. Vi figura anche una composizione di Maglioni.

Note

Bibliografia

Maglioni, Giovacchino (I) (sub voce), in Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso, serie II: Le biografie, vol. IV: Je-Ma, Torino, UTET, 1986, p. 571.

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