Le Iscrizioni novgorodiane su corteccia di betulla ( - iscrizioni su corteccia di betulla), sono un'ampia serie di documenti della Russia medievale, scritti sulla superficie interna di strisce di corteccia di betulla, ritrovati, durante scavi archeologici a partire dal 1951, soprattutto a Novgorod e nelle città che un tempo appartenevano alla Repubblica feudale di Novgorod (come Pskov e Staraja Russa), ma anche in altre città dell'antica Rus' (come Smolensk e Mosca) e in alcuni centri minori. Sono fra le più antiche testimonianze scritte delle lingue del gruppo slavo, potendosi datare a un periodo compreso fra l'XI e il XV secolo. Sono stati ritrovati oltre mille documenti, ma si stima che più di ventimila si trovino ancora sotto terra.
Caratteristiche La prima iscrizione fu ritrovata il 26 luglio 1951 da Nina Fëdorovna Akulova, una cittadina di Novgorod che lavorava occasionalmente come operaia negli scavi archeologici condotti da Artemij Arcichovskij nei dintorni della città. Fino a quel ritrovamento, l'esistenza dell'usanza di scrivere su corteccia di betulla nell'antica Rus' era ritenuta probabile, infatti vi erano diversi accenni nelle cronache medioevali. Per esempio, in una di tali cronache, descrivendo un monastero povero, l'autore scriveva: "I monaci erano tanto poveri da non scrivere i loro libri su pergamena, ma su corteccia di betulla". Tuttavia si pensava che sulle cortecce si scrivesse con l'inchiostro e quindi si riteneva non ci fossero speranze di ritrovare tali documenti integri, poi, col ritrovamento del primo documento, si scoprì che lettere erano incise con uno strumento aguzzo, cosa che aveva permesso la conservazione del testo insieme alla corteccia. Inoltre, si capì anche la funzione degli strumenti metallici a forma di stilo, ritrovati diffusamente negli scavi archeologici e che fino ad allora erano classificati come chiodi, spilli od oggetti sconosciuti: si trattava di stili simili a quelli che nel periodo ellenistico erano adoperati per scrivere sulla cera, con una parte a punta per incidere la superficie e l'altra piatta per cancellare...
Le gramoty sono strisce di corteccia betulla, bollite nell'acqua per renderle elastiche e di solito aventi lunghezza di una ventina di centimetri e altezza variabile fra i 5 e i 10 centimetri, che contengono un testo molto breve: in media venti parole, mentre la più lunga finora ritrovata conta 176 parole. Esse hanno il carattere di minute, in uso in un'epoca in cui la carta era ancora costosa, ed erano destinate a essere distrutte, una volta esaurita la propria funzione, tagliandole in pezzi per il lungo oppure gettandole in strada fra l'immondizia. Questo comportamento ne ha permesso il ritrovamento, infatti la pavimentazione stradale nelle città della Russia settentrionale era costituita da dischi di legno, ricavati tagliando per traverso tronchi d'albero, ed era rinnovata ogni 15/20 anni sovrapponendo la nuova pavimentazione alla vecchia e inglobando al di sotto di essa tutto ciò che era già presente sulla strada. Il carattere acquitrinoso delle pianure nella Russia settentrionale, con la conseguente mancanza di ossigeno nel terreno a una certa profondità, ne ha consentito sia la conservazione (cosicché esse vengono ritrovate, scavando le antiche strade dei centri abitati, frapposte tra uno strato e l'altro della pavimentazione di legno) sia la datazione con un'approssimazione di circa vent'anni. Un'ulteriore possibilità di datazione è offerta dalla citazione di personaggi storici.. Le lettere di contenuto elevato, invece, erano scritte su pergamena e per questo non si sono conservate, così come del resto la maggior parte dei documenti su carta. Infatti, in un paese come la Russia in cui si costruiva quasi esclusivamente in legno, gli incendi erano frequenti, di conseguenza più del 99% di tutto ciò che era stato scritto andò distrutto, mentre le gramoty, sepolte nel suolo al riparo dal fuoco, si sono conservate.. Il mancato ritrovamento di gramoty successive al XV secolo si spiega con il drenaggio del suolo urbano voluto dalla zarina Caterina II nel XVIII secolo; infatti nel terreno umido, ma drenato e quindi in presenza di ossigeno, la corteccia d'albero si decompone rapidamente e il XV secolo, nella stratificazione delle pavimentazioni stradali, corrisponde alla profondità a cui arrivò il drenaggio.
Contenuto
Il contenuto è molto vario trattandosi per lo più di lettere private (i due terzi), commerciali, amministrative o giudiziarie. Diverse gramoty sono lettere a carattere personale, scritte anche da donne a testimonianza del fatto che nella Rus' anche a esse era consentito l'accesso all'istruzione. Un numero più limitato di gramoty ha carattere di documento ufficiale, di cui probabilmente costituivano la brutta copia prima della ricopiatura su pergamena, oppure di testi letterari, folcloristici, ecclesiastici, liturgici (destinati in genere a un uso privato). Sono stati ritrovati anche vari elenchi (liste di debiti, di imposte, di merci) e componimenti scolastici. Tra queste ultime, famose sono le gramoty di Onfim, un bambino di sei-otto anni, che sono fra le più antiche opere infantili conosciute e che comprendono disegni, iscrizioni, un alfabeto e un esercizio di sillabario. La lunghezza complessiva dei testi ritrovati è di più di 12 000 parole. Per paragone, la Russkaja Pravda, il codice di leggi e istituti consuetudinari russi dei secoli XI-XII, che rappresenta il documento principale per lo studio dell'antico russo non letterario, contiene meno di un terzo delle parole contenute nei documenti rinvenuti a Novgorod. Inoltre, anche il vocabolario dei testi ritrovati è considerevole, essendo approssimativamente di 2 600 parole, quando il vocabolario conosciuto dell'intero antico slavo è formato da 9 600 parole..
Lingua La lingua in cui sono scritte le gramoty è, nella maggior parte dei casi, quella quotidiana parlata nell'antica Novgorod. Ciò rappresenta il principale motivo del loro eccezionale interesse storico e linguistico, non solo nel panorama delle lingue slave, ma anche di quelle indoeuropee in generale. Infatti, prima della loro scoperta, le fonti a disposizione per lo studio del dialetto russo antico di Novgorod erano piuttosto limitate e spesso solo indirette.. In genere la lingua delle gramoty oscilla tra una varietà colta, cioè il russo antico sovra-dialettale, orientato dapprima sulla parlata di Kiev e in seguito su quella di Mosca, e una varietà più bassa e popolare, cioè il dialetto nord-occidentale di Novgorod, sovrapposizione del dialetto «nord-kriviciano», in riferimento all'antica tribù slava dei Kriviči, e del dialetto «ilmeno-sloveno», in riferimento alla tribù degli Slověne stanziati intorno al lago Il'men'. Quest'ultima sottovarietà del dialetto di Novgorod, di cui non esistono testimonianze pure, si suppone essere stata più vicina al russo antico sovra-dialettale, quindi con minori impronte dialettali. Queste due sottovarietà dialettali avevano dato luogo a un dialetto russo più orientato verso il «nord-kriviciano» che era comunemente parlato e scritto a Novgorod: l'antico dialetto di Novgorod.
Secondo Andrej Zaliznjak, conseguenza dello studio delle gramoty è il venir meno dell'idea dell'origine unitaria del gruppo orientale delle lingue slave, visto che il dialetto dell'antica Novgorod sembra costituire un ramo a sé stante, diverso dal ramo centro-orientale dell'antico russo; mentre il russo moderno sarebbe l'esito della convergenza del dialetto nord-occidentale di Novgorod con quello centro-orientale della regione di Suzdal'-Mosca. Infatti, come rileva Zaliznják, la percentuale di dialettismi nei testi dei secoli XI e XII è maggiore che in quelli dei secoli XIV e XV, cioè l'inverso di quanto ci si aspetterebbe normalmente. Si tratterebbe, quindi, di un processo non divergente, ma convergente, cioè un processo di avvicinamento-fusione di questo tipo di dialetto con i dialetti delle regioni di Suzdal' prima e di Mosca poi, soprattutto dopo l'emergere di Mosca come principale città russa (formalmente dopo il XII secolo, e praticamente dopo il XIV secolo).. Secondo Vadim Krys'ko, invece, l'antico dialetto di Novgorod non rappresenta un ramo a sé stante del gruppo slavo, né è possibile l'identificazione tra le due varietà di novgorodiano e la distinzione tribale tra i Kriviči settentrionali e gli Slověne..Vadim B. Krys’ko, Drevnij novgorodsko-pskovskij dialekt na obščeslavjanskom fone, in Voprosy jazykoznanija, Volume 3, 1998, p. 74-93.
Esempi Una lettera d'amore: la gramota n. 752
La gramota, della prima metà del XII secolo, è composta da due strisce distinte di corteccia di betulla lunghe circa 45 cm, tra le quali sono andate perse non meno di due righe. Per contenuto e stile il documento è unico nel suo genere. Si tratta indubbiamente di una lettera d'amore, altrimenti sarebbe difficile spiegare il tema della possibile offesa del destinatario, la necessità di nascondersi agli occhi della gente e il timore della scrivente di poter divenire oggetto di derisione. La lettera fu scritta, in bella grafia, da una giovane donna istruita, che era in grado di esprimersi nella lingua letteraria, e il carattere molto intimo del contenuto, così come la mancanza della formula d'apertura, rende improbabile l'ipotesi che la sua stesura fosse stata affidata a una terza persona, come un monaco istruito..
Testo originale con divisione delle parole:.
Traslitterazione con punteggiatura:
Traduzione con testo di completamento fra parentesi quadre ed esplicativo fra parentesi tonde:
Una richiesta di soccorso: la gramota n. 9 La gramota risale alla fine del XII secolo. La croce che compare all'inizio, potrebbe essere una sorta di ideogramma del vocabolo poklon (поклон), cioè "ossequi" (letteralmente "inchino"), che compare su documenti in pergamena di epoca posteriore. Secondo la maggior parte degli studiosi, chi scrive (Gostjata) è una moglie ripudiata che denuncia gli arbitrii e le illegalità commesse dal marito sui suoi beni, appellandosi a un fratello (Vasil') oppure, più probabilmente, a uno zio materno che, nella struttura parentale slava, occupava un ruolo molto importante di tutela nei confronti dei nipoti. Secondo un'altra ipotesi, invece, Gostjata è un giovane minorenne che denuncerebbe le prepotenze sui beni della madre da parte del patrigno che, dopo essere rimasto vedovo della madre di Gostjata, si è risposato..
Testo originale con divisione delle parole:
Traslitterazione con punteggiatura:
Traduzione:
Una proposta di matrimonio: la gramota n. 731 La gramota, della metà del XII secolo, è una lettera di risposta (affermativa) dei genitori (della madre Janka) alla proposta di far sposare il figlio con una giovane da parte della sensale di matrimonio Jarina. Il povojnik (повойник) è un copricapo femminile, tipico delle donne sposate, che poteva essere destinato alla madre Janka oppure alla promessa sposa. La frase di chiusura, che richiama il valore simbolico del pane, deve intendersi nel senso che la sensale Jarina deve attendersi un compenso per il servizio reso.
Testo originale con divisione delle parole:.
Traslitterazione:
Traduzione:
Una spedizione militare: la gramota n. 69