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La prima stagione della serie televisiva statunitense The Good Fight è stata resa disponibile dal servizio internet CBS All Access dal 19 febbraio al 16 aprile 2017, mentre l'episodio pilota è stato trasmesso da CBS.
In Italia, la stagione è stata pubblicata sulla piattaforma on demand TIMvision il 14 novembre 2017. n°Titolo originaleTitolo italianoPubblicazione USAPubblicazione Italia1 Inauguration Inaugurazione19 febbraio 2017 14 novembre 20172 First Week Prima settimana3 The Schtup List La lista Schtup 26 febbraio 2017 4 Henceforth Known as Property D'ora in poi chiamati proprietà 5 marzo 2017 5 Stoppable: Requiem for an Airdate Battuta d'arresto: Requiem per una messa in onda 12 marzo 2017 6 Social Media and Its Discontents Social media e malumori 19 marzo 20177 Not So Grand Jury Una non così Gran Giurì 26 marzo 20178 Reddick v Boseman Reddick contro Boseman 2 aprile 20179 Self Condemned Auto condannato 9 aprile 201710 Chaos Caos 16 aprile 2017
Inaugurazione Titolo originale: Inauguration Diretto da: Brooke Kennedy Scritto da: Phil Aiden Robinson, Robert King e Michelle King
Trama A Chicago scoppia lo "scandalo Rindell": Henry Rindell, popolare consulente finanziario, viene accusato dall'FBI di aver creato uno schema Ponzi, frodando i suoi clienti per milioni di dollari. Tra le vittime indirette della frode c'è anche Maia, la figlia di Henry: lavora come avvocato ma a causa della risonanza dello scandalo viene licenziata. Inoltre inizia a ricevere pesanti minacce e molestie da quanti hanno perduto tutti i loro soldi.
Un'altra vittima è Diane Lockhart, vecchia amica di Henry e madrina di Maia: con Rindell aveva investito il suo fondo pensione che ora risulta completamente perduto. Diane aveva programmato di lasciare finalmente il suo lavoro di avvocato ma ora è del tutto priva di fondi e non può permettersi di farlo. È costretta a recuperare la caparra versata per una casa in Provenza e si spinge addirittura a chiedere che il marito Kurt presenti istanza di divorzio: i due sono già separati, dopo che Kurt ha tradito Diane con una delle sue studentesse, ma la formalizzazione del divorzio servirebbe a proteggere i beni di Kurt a rischio (come quelli della stessa Diane) di sequestro. L'uomo però rifiuta di accettare la definitiva conclusione del matrimonio.
Diane tenta di recedere dalla decisione sul pensionamento, ma con il suo vecchio Studio ha già firmato un accordo che la impegna. Prova allora a contattare altri Studi, ma senza successo. Alla fine è Adrian Boseman dello Studio Reddick, Boseman e Kolstad che le offre un lavoro; lo studio è fondato e gestito da afroamericani e lei sarà l'unico avvocato bianco. Barbara Kolstad è contraria alla scelta; è invece a favore Lucca Quinn, che a sua volta lavora nello Studio: conosce Diane da anni, la considera un bravo avvocato, furbo e pieno di passione, una risorsa. Dunque Diane entra come socia minoritaria con accesso agli utili, e riesce a fare assumere anche Maia come associata.
Altri interpreti: Gary Cole (Kurt McVeigh), Paul Guilfoyle (Henry Rindell), Bernadette Peters (Lenore Rindell), Jerry Alden (Howard Lyman), Zach Grenier (David Lee), Helene Yorke (Amy Breslin), Scott Bryce (Rupert Lennox), David A. Gregory (Zach Devine), John Clarence Stewart (Leigh Hunter), Scott Aiello (Andrew Throeau)
Prima settimana Titolo originale: First Week Diretto da: Allan Arkush Scritto da: Ryan Pedersen e Joey Scavuzzo
Trama Nel nuovo Studio Diane ritrova anche Marissa Gold: venuta a portarle alcune cose dal vecchio Studio, la ragazza le risolve al volo un problema e riesce a farsi assumere come sua assistente. Malgrado la buona situazione Diane continua ad avere difficoltà economiche: dovrebbe versare alla Reddick la sua quota di capitale ma il vecchio Studio la trattiene.
Il primo lavoro in cui Maia viene coinvolta è la settimanale assistenza pro bono che la Reddick fornisce alla SWSMU, una organizzazione sindacale. Con l'aiuto di Lucca, Maia prende a cuore il caso di Frank Gwinn che vorrebbe fare causa alla fabbrica di scarpe in cui lavora: l'uomo è stato accusato di un ingente furto di scarpe e per rivalersi l'azienda ha iniziato a trattenere quote del suo stipendio. Il lavoratore si dichiara innocente ma soprattutto contesta l'entità del furto, calcolato in base al prezzo di vendita e non su quello di produzione. Benché lo Studio non si mostri interessato ad aiutarle, Maia e Lucca decidono di procedere.
Durante l'arbitrato da loro richiesto scoprono che Gwinn ha rilasciato una confessione, ammettendo il furto. Tuttavia scoprono anche che tale confessione è stata firmata al termine di un estenuante interrogatorio durato ben sette ore: in pratica è stata estorta e il responsabile dell'azienda, a loro parere, potrebbe addirittura essere accusato di sequestro di persona. Cambiano però strategia quando apprendono che Gwinn è stato interrogato secondo il metodo Friedman, una serie di domande e osservazioni volte a determinare la colpevolezza del sospettato e a ottenerne una confessione; è un discusso metodo adottato da alcuni dipartimenti di polizia, ma non accettato in tutti gli Stati.
Frequentando uno dei seminari che insegnano il metodo, Lucca si accorge che quasi tutti gli allievi sono direttori di varie aziende: in pratica il metodo sembra essere la base abituale su cui si fondano i contrasti tra aziende e lavoratori, quindi Lucca e Maia decidono di trasformare la causa di Gwinn in una class action. Purtroppo il sindacato è profondamente contrariato per l'iniziativa, che porterebbe a un inasprimento dei rapporti con le aziende, quindi rifiuta il suo appoggio, senza il quale sarà difficile individuare altri lavoratori a cui sia stato trattenuto lo stipendio.
Con l'aiuto di Marissa il problema viene parzialmente risolto e in aula Lucca e Maia riescono a smontare il metodo Friedman. Il giudice Charles Abernathy sembra incline a deliberare in loro favore quando Andrea Stevens, la rappresentante dell'accusa, esibisce documenti che dimostrano come Gwinn sia già stato accusato di furto in passato e come abbia mentito in proposito. Ciò danneggia non solo l'attuale posizione di Gwinn, ma anche la possibilità di portare avanti la class action, dalla quale i finanziatori si ritirano.
Nel frattempo Diane è andata a parlare con Henry, che le ha ribadito la propria innocenza: secondo lui a ideare la frode è stato il suo socio (e fratello) Jax Rindell che poi per salvarsi si è rivolto per primo all'FBI, muovendo false accuse. Diane rifiuta di difendere personalmente Henry, ma promette che gli cercherà un bravo avvocato.
Maia ha cominciato a farsi qualche domanda sullo scandalo: parlando con la madre Lenore ha iniziato a dubitare della sua sincerità anche se la donna insiste nel proclamare l'innocenza propria e del marito. I sospetti di Maia sembrano confermati quando la ragazza scopre con rabbia e sgomento che probabilmente Lenore e Jax hanno una relazione.
Altri interpreti: Christine Lahti (Andrea Stevens), Paul Guilfoyle (Henry Rindell), Tom McGowan (Jax Rindell), Helene Yorke (Amy Breslin), John Elison Conlee (Benji Diyardian), James Martinez (Frank Gwinn), Robert Picardo (Alan Manheim), Todd Susman (giudice Kevin Drago), Denis O'Hare (giudice Charles Abernathy)
La lista Schtup Titolo originale: The Schtup List Diretto da: Marta Cunningham Scritto da: Tegan Shohet
Trama Maia litiga furiosamente con la madre Lenore: averla trovata in compagnia di Jax, in ambigue circostanze, ha rafforzato i suoi sospetti sul fatto che i due abbiano tramato per incastrare suo padre Henry.
Lo Studio assume la difesa del dottor Picot accusato non di negligenza, bensì di terrorismo. Quando è stato arrestato, infatti, il dottore stava guidando in teleconferenza un'operazione chirurgica in Siria, materialmente condotta da personale locale non specializzato. Il Paese è in guerra e la Procura, rappresentata dall'avvocato Morello, sostiene che il giovane paziente sia un terrorista, a cui è vietato fornire qualunque tipo di supporto. Insinuando il dubbio sul fatto che Picot ne fosse a conoscenza o meno, la difesa riesce a ottenere per lui la libertà su cauzione, con un pagamento di duemila dollari. Di lì a poco però il dottore viola i termini della libertà, riprendendo il collegamento per l'operazione, e viene così arrestato di nuovo.
Parte delle difficoltà economiche che Diane continua a incontrare sono dovute al fatto che un grosso cliente dello Studio non ha ancora versato l'acconto di cui è debitore: la Reddick ha dunque bisogno di tutto il capitale, compresa la quota ancora mancante di Diane, per tenere in equilibrio il bilancio. Il motivo per cui il cliente non ha pagato è legato a ragioni di opportunità e alla nuova amministrazione che si è recentemente insediata: il cliente intende passare a un altro Studio afroamericano che abbia finanziato Donald Trump.
Si scopre che alla Reddick l'unico che abbia votato per i Repubblicani è Julius Cain. Boseman decide dunque che sia lui il portavoce per le nuove proposte al grosso cliente. Il piano ottiene esito positivo ma Andrew Hart, il titolare dello Studio alternativo che il cliente avrebbe voluto scegliere, mette in guardia Julius: ora i suoi colleghi sono lieti che abbia procurato loro un lauto guadagno, ma nessuno dimenticherà che lui è un conservatore e un potenziale avversario. Gli lascia un biglietto da visita e offre il suo aiuto, se in futuro Julius ne avrà bisogno.
All'udienza del processo contro Picot la giudice Suzanne Morris chiede che l'accusa presenti prove certe sul fatto che il paziente sia un terrorista. Uno dei testimoni chiamati per sostenere l'affermazione si lascia sfuggire che il giovane è membro dell'ISIS: la difesa ha così la possibilità di esigere che ne sia rivelata l'identità. Si tratta di Tarik Aboulafia, un cittadino americano di origine siriana.
Forte di questa scoperta, la difesa rintraccia e fa testimoniare la madre di Tarik. La donna spiega che il vero terrorista è l'altro suo figlio, Aimar; Tarik si è recato in Siria solo per convincere il fratello a tornare a casa. Tarik però aveva acquistato un biglietto aereo per Aimar, biglietto che equivale a un supporto materiale per un terrorista riconosciuto: la giudice Morris ordina dunque che Picot rimanga in custodia, negandogli il permesso di portare a termine l'operazione.
La situazione però si complica quando in Siria Aimar irrompe armato nell'ospedale di fortuna, minacciando di uccidere tutto il personale se il fratello non verrà curato. L'accusa cede e il giudice delibera in favore di Picot.
Nel frattempo Maia ha visitato il padre in carcere. Malgrado la presenza dei rispettivi avvocati i due riescono ugualmente a intendersi: Maia comunica i suoi dubbi e Henry le chiede di recuperare dal computer di Jax la cosiddetta "lista Schtup", l'elenco dei clienti per cui il Fondo gestito dai Rendell ha compiuto operazioni illegali. Maia si reca a casa di Jax e con la complicità di Marissa, che lo tiene occupato al telefono, riesce a scaricare copia della lista.
Nel processo contro Picot Lucca e Morello erano avversari, ma evidentemente attratti l'uno dall'altro hanno continuato a punzecchiarsi amabilmente. Al bar, mentre approfondiscono la loro conoscenza, vengono raggiunti dalla notizia di un bombardamento che in Siria ha eliminato un pericoloso terrorista: Aimar Aboulafia. Capiscono così che sin dall'inizio lo scopo degli americani era stato quello di stanarlo, sorprendendolo in un luogo definito e conosciuto: l'ospedale, al capezzale del fratello.
Altri interpreti: Justin Bartha (Colin Morello), Zachary Knighton (dottor Randolph Picot), Paul Guilfoyle (Henry Rindell), Tom McGowan (Jax Rindell), Ron Canada (Andrew Hart), Scott Bryce (Rupert Lennox), Christian Campbell (dottor Spencer Mara), Anna Khaja (Zeinah Aboulafia), Damon Owla (Aimar Aboulafia), Jane Alexander (giudice Suzanne Morris)
D'ora in poi chiamati proprietà Titolo originale: Henceforth Known as Property