L'altro volto della speranza (Toivon tuolla puolen) è un film del 2017 scritto, prodotto e diretto da Aki Kaurismäki.

Preceduto da Miracolo a Le Havre (2011), film sull'immigrazione, il film è il secondo capitolo di una trilogia (incompiuta) sullo stesso tema.

Trama Helsinki. Wikström, commerciante di cravatte e camicie da uomo, litiga con la moglie e la lascia; decide poi di abbandonare la propria attività e giocarsi a poker i propri risparmi. Con le vincite rileva La pinta d'oro, ristorante di sushi in periferia e, nonostante l'iniziale scetticismo dei tre dipendenti, trasforma il locale in un ristorante indiano. Khaled, rifugiato siriano fuggito da Aleppo insieme alla sorella, ha chiesto alle autorità competenti il diritto di asilo ma gli è stato negato e rischia il rimpatrio. I due si incontrano e, grazie all'aiuto di Wikström, l'espulsione viene evitata ma Khaled, per ricambiare il "favore", accetta di lavorare in nero per il ristorante. Il siriano aveva perso le tracce di sua sorella sul confine ungherese nella tratta verso Danzica che i due avevano seguito per entrare nell'Unione europea, ma spera di ritrovarla. Il proprietario del ristorante aiuterà Khaled a ricongiungersi con la sorella, ritrovata in Lituania.Paolo Mereghetti, Lo sguardo di Kaurismäki sui profughi siriani: nel dramma un tono da favola, in Corriere della Sera 15 febbraio 2017, p.44

Colonna sonora Come in tutti i film di Aki Kaurismäki la colonna sonora è linfa per la trama. La canzone iniziale fa partire l'azione con il brano Oi mutsi mutsi (tradotto in italiano il titolo è O madre madre, che parla del lamento di un moribondo che cerca con un'urgenza una sepoltura), eseguito dal cantautore finlandese blues Tuomari Nurmio.

Accoglienza Presentato in anteprima al Festival di Berlino 2017 e dato come grande favorito per l'Orso d'oro, il film ottenne soltanto l'Orso d'argento per il miglior regista. Kaurismäki si rifiutò polemicamente di salire sul palco al momento della premiazione e, nei giorni seguenti, rilasciò una dichiarazione alla TV finlandese per annunciare che non avrebbe più girato il terzo capitolo della sua trilogia e che anzi sarebbe stata sua intenzione smettere di fare il regista.Valerio Cappelli, Berlinale tra le polemiche: Kaurismäki snobba la giuria, in Corriere della Sera, 19 febbraio 2017, p. 35 L'accoglienza critica, tuttavia, è stata unanimemente positiva.

Il film ha avuto da subito ottimi giudizi: su Rotten Tomatoes ha ricevuto un punteggio medio di 9/10 basato sul giudizio di 11 recensori; su Metacritic ha raggiunto il punteggio di 89/100, basato sul lavoro di 9 recensori, guadagnandosi la classificazione di Universal Acclaim.

Paolo Mereghetti ha scritto: «Non c'è mai una predica nei film di Kaurismäki, una tirata moralizta o il rischio del manicheismo. [...] C'è la poesia di un autore che continua a possedere il segreto di una grazia contagiosa, quella di un cinema capace di raccontare la realtà senza abdicare ai sogni».

Riconoscimenti 2017 - Festival di Berlino Orso d'argento per il miglior regista a Aki Kaurismäki Candidatura Orso d'oro al miglior film

Note

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