Arola è una frazione di Langhirano, in provincia di Parma.
La località dista 6,79 km dal capoluogo.
Geografia fisica Arola sorge alla quota di 205 m s.l.m., sul margine dei primi rilievi appenninici, sulla sponda sinistra del torrente Parma;. la parte alta del piccolo centro è situata su un pianoro, in posizione panoramica sulla val Parma.
Origini del nome La località, nota in origine come Areola, col significato di "piccola aia", deve il suo nome alla sua collocazione, al confine sud della centuriazione romana della pianura parmense.
Storia I primi insediamenti umani nella zona di Arola sorsero in epoca romana.
Il borgo fu fondato in epoca altomedievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 728, quando fu citato in un atto notarile di compravendita..
Forse già nel VI secolo fu edificata la pieve originaria, dedicata a san Martino di Tours; la prima testimonianza certa della sua esistenza risale tuttavia soltanto al 1092, anche se alcuni storici suppongono che la chiesa di San Martino menzionata nell'Ordo Archipresbiterorum Plebium, voluto nel 1005 dal vescovo di Parma Sigifredo II, possa corrispondere all'edificio di Arola..
Nello stesso secolo Ariola fu nominata il 4 luglio 1028 nell'atto di vendita di numerose terre del Parmense da parte di Ildegarda, figlia di Oddone il Salico, alla chiesa di San Pietro di Parma.. Pochi anni dopo, il 18 febbraio 1039 il centro abitato fu menzionato nella donazione di alcuni appezzamenti da parte del marchese Bonifacio di Canossa ai canonici del Capitolo della Cattedrale di Parma.
Agli inizi del XV secolo la località dipendeva, insieme a San Michele Tiorre, Casatico, Vidiana, Tordenaso, Panocchia e Strognano, dal castello di Tiorre, conquistato in quegli anni dai conti Rossi..
Agli inizi del XIX secolo la località divenne frazione del neocostituito comune (o mairie) di Langhirano..
Il 9 dicembre 1818 un sisma di magnitudo 5.3 colpì la zona compresa tra Langhirano, Lesignano de' Bagni e San Michele Tiorre, causando due vittime ad Arola, numerosi danni agli edifici e il crollo di gran parte dell'antica pieve,. che fu chiusa al culto; al centro del borgo fu edificata la nuova chiesa neoclassica, completata nel 1860.
Monumenti e luoghi d'interesse Pieve di San Martino
Edificata forse già nel VI secolo, la pieve, considerata una delle più antiche di tutto il Parmense, nel 1602 fu decorata con affreschi da Giovanni Maria Conti della Camera e Pier Antonio Bernabei; quasi completamente distrutta dal terremoto del 1818, fu successivamente trasformata in deposito dell'adiacente cimitero, riutilizzando parte delle strutture in pietra crollate; profondamente degradata, fu ristrutturata alla fine del XX secolo. Dell'edificio originario si conservano solo alcune porzioni di muri esterni in pietra e altre strutture di reimpiego..
Chiesa di San Martino
Costruita tra il 1858 e il 1860 in sostituzione della pieve crollata nel 1818, la chiesa neoclassica, progettata probabilmente dall'ingegner Soliani, fu restaurata e decorata internamente tra il 1955 e il 1958; danneggiata da un terremoto nel 1983, fu consolidata e ristrutturata nel 1985 e risistemata esternamente nel 2012. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata intonacata, al cui centro si apre il portale d'ingresso sormontato da una finestra a lunetta; ai lati si ergono due lesene collegate nel mezzo da un ampio arco a tutto sesto, mentre in sommità si staglia un frontone triangolare di coronamento. All'interno l'aula, ornata lateralmente con lesene, si estende in continuità col presbiterio absidato, che accoglie la pala d'altare dipinta da Giorgio Scherer nel 1859...
Villa Pallavicini
Costruita agli inizi del XVII secolo per volere dei marchesi Boscoli, la villa con l'ampia tenuta annessa fu alienata nella seconda metà del XVIII ai nobili Lébrun; acquistata nella prima metà del XIX dal marchese Adalberto Pallavicino, fu comprata nel 1899 dal barone Roberto Baracco, che, proprietario dal 1897 della confinante villa Bolla, unì le due ampie tenute; completamente ristrutturata e ampliata su progetto dell'ingegner Raimondo Biondi, passò attraverso la figlia Chiara al genero Luchino Zileri-Dal Verme, indi al conte Camillo; completamente restaurata nel 2007 e adibita a sede per cerimonie e manifestazioni, fu successivamente messa in vendita nel 2014. L'edificio, sviluppato su una pianta rettangolare, si eleva su due livelli principali fuori terra oltre al sottotetto; l'asimmetrica facciata a nord è caratterizzata dalla presenza al centro di un portico a tre arcate a tutto sesto in aggetto; il lato est si affaccia sulla Val Parma attraverso un portico coronato da una terrazza, affiancato sul margine sud da una torretta con altana. L'ampio parco all'inglese, esteso sul margine del rilievo collinare, è solcato da un lungo viale, affiancato da filari di alberi d'alto fusto..
Villa Zileri-Dal Verme
Costruita agli inizi del XVII secolo per volere dei conti Da Palù, la villa fu acquistata nel XVIII secolo dal conte Alessandro III Ceretoli; rivenduta successivamente ai nobili Bolla, fu alienata nel 1897 al barone Roberto Baracco, che due anni dopo acquistò anche la confinante villa Pallavicino, unendo le due ampie tenute; completamente ristrutturata su progetto dell'ingegner Raimondo Biondi, passò attraverso la figlia Chiara al conte Alessandro Zileri-Dal Verme. L'edificio, sviluppato su una pianta rettangolare, si eleva su tre livelli principali fuori terra; la simmetrica facciata a sud è caratterizzata dalla presenza al centro di un portico a tre arcate a tutto sesto. Di fronte si erge un settecentesco fabbricato di servizio, coronato da una torretta con orologio e campanile a vela; a ovest si erge un oratorio neoromanico intitolato alla Natività di Maria Vergine, costruito nel 1907. L'ampio parco, esteso sul margine del rilievo collinare, si affaccia sulla Val Parma attraverso vari terrazzamenti con balaustre.
Villa Riva Peroni
Costruita nei primi anni del XVII secolo per volere dei conti Bartolomeo e Cesare Riva, la villa fu ampliata verso la fine del XVIII secolo con la realizzazione di un porticato davanti alla facciata nord; modificata nel secolo successivo nell'altana al centro del tetto, agli inizi del XX secolo passò per via matrimoniale alla famiglia Peroni; disabitata dal 1905, fu completamente ristrutturata nei primi anni del XXI secolo. L'edificio, sviluppato su una pianta a U, si erge verso nord su due livelli principali fuori terra; la simmetrica facciata, tripartita, è caratterizzata dalla presenza di un ampio porticato centrale con tre aperture a serliana, coronato da un terrazzo e da un'altana; il prospetto sud è preceduto nel mezzo da un portico a tre arcate a tutto sesto. All'interno sono numerosi gli ambienti riccamente decorati. Al piano terra l'androne passante è interamente ricoperto da affreschi tardo-settecenteschi, eseguiti da Domenico Muzzi nel 1796; un salone adiacente, coperto da un soffitto a cassettoni lignei riccamente intagliati in stile tardo-manierista, è ornato sulla sommità delle pareti con un fregio seicentesco dipinto probabilmente da Giovanni Antonio Paganino; un'altra sala conserva sulla volta a padiglione un affresco a grottesche realizzato da Cesare Baglione agli inizi del XVII secolo; due salotti contigui sono ornati con dipinti rococò a chiaroscuro. Al piano inferiore il salone centrale è ricoperto sulle pareti e sulla volta a botte da affreschi eseguiti da Giovanni Zamperla intorno al 1800...
Infrastrutture e trasporti La frazione è lambita nella parte bassa dalla strada provinciale 665 R Massese; tuttavia dal 2008 il traffico di attraversamento è deviato sulla nuova tangenziale di Pilastro.
Nella prima metà del XX secolo la frazione era inoltre servita dalla tranvia Parma-Langhirano.
Note
Bibliografia
Voci correlate Pieve di San Martino (Langhirano) Chiesa di San Martino (Langhirano, Arola) Villa Pallavicini (Langhirano) Langhirano
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Categoria:Frazioni di Langhirano