Larcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2023 contava 174.600 battezzati su 194.000 abitanti. È retta dall'arcivescovo cardinale Augusto Paolo Lojudice.
Territorio L'arcidiocesi si estende nel territorio della provincia di Siena e in parte anche nella provincia di Grosseto, comprendendo i comuni di Arcidosso, Asciano (eccetto quattro parrocchie, appartenenti all'abbazia territoriale di Monte Oliveto Maggiore), Buonconvento, Casole d'Elsa, Castel del Piano, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d'Orcia, Chiusdino, Cinigiano, Civitella Paganico, Colle di Val d'Elsa, Montalcino, Monteroni d'Arbia, Monteriggioni, Monticiano, Murlo, Poggibonsi, San Gimignano, San Quirico d'Orcia, Seggiano, Siena, Sovicille. Si sviluppa da nord a sud, principalmente sul versante destro del fiume Ombrone con gli affluenti Arbia, Merse, Lanzo, Gretano; è attraversata dalla via Cassia e dalla via Grossetana.
Sede arcivescovile è la città di Siena, dove si trova la cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta. Due sono invece le concattedrali dell'arcidiocesi: Santi Marziale, Faustino e Giovita a Colle di Val d'Elsa e il Santissimo Salvatore a Montalcino.
Nel territorio dell'arcidiocesi sette chiese sono state erette dalla Sede apostolica col titolo di basilica minore: le chiese conventuali di San Domenico, San Bernardino all'Osservanza, San Clemente in Santa Maria de' Servi e San Francesco in Siena; a cui si aggiungono la Collegiata Santa Maria Assunta a San Gimignano, il convento francescano di San Lucchese a Poggibonsi e la Collegiata di Sant'Agata ad Asciano.
Il territorio è suddiviso in 139 parrocchie.
La provincia ecclesiastica di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino comprende quattro diocesi suffraganee: diocesi di Grosseto, diocesi di Massa Marittima-Piombino, diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
Storia L'odierna arcidiocesi è frutto della "piena unione", stabilita nel 1986, di tre antiche sedi episcopali: l'arcidiocesi di Siena, risalente secondo la tradizione al IV secolo, la diocesi di Montalcino, eretta nel 1462, e la diocesi di Colle di Val d'Elsa, costituita nel 1592.
La sede senese Secondo la tradizione il cristianesimo fu introdotto a Siena agli inizi del IV secolo per opera del giovane romano Ansano Anicio, martire per la fede sull'Arbia nel 303 e divenuto patrono principale della diocesi. Intitolati a Sant'Ansano sono documentati nel VII secolo un monastero e una chiesa.
La storia della diocesi per i primi secoli è priva di una sufficiente documentazione attendibile. La tradizione attestata dagli eruditi moderni pone Luciferio (o Lucifero) come primo vescovo di Siena nel 306. Dopo Luciferio, pare che fosse vescovo senese quel Floriano che, secondo Ottato, nel 313 intervenne al sinodo di Roma. Si ricordano in seguito Eusebio, il primo vescovo di cui si trovano espliciti riferimenti storiografici, che partecipò al sinodo romano del 465; Mauro, presente al concilio lateranense del 649 e nel quale concluse un compromesso con il vescovo di Arezzo sul possesso contrastato di diciotto pievi situate in territorio senese; e Vitaliano, che nel sinodo romano del 680 sottoscrisse la lettera sinodale all'imperatore bizantino Costantino IV.
La disputa con la Chiesa aretina sulla giurisdizione territoriale travagliò la storia dell'episcopato senese per quasi cinque secoli. Il compromesso per le pievi contese fu ripetutamente ignorato da ambo le parti e si succedettero lunghi contrasti con alterne vicende, degenerando anche in atti di sopruso; la questione, almeno giuridicamente, si concluse nel 1125, quando papa Onorio II impose il perpetuo silenzio sulla contesa, assegnando definitivamente i territori ad Arezzo. Già in epoca longobarda e poi carolingia si ha notizia delle prime fondazioni monastiche nel territorio della diocesi, solitamente legate a patronati di famiglie aristocratiche locali. Sorgono il monastero benedettino di Sant'Eugenio (730) e, sempre a breve distanza da Siena, il monastero femminile di Sant'Abbondio (detto Santa Bonda, fondato nell'801) sotto la diretta giurisdizione del vescovo. L'autorità episcopale in città e sul territorio, già forte nel periodo dei gastaldi longobardi, si rafforzò con i conti franchi.
Con lo sfasciarsi dell'Impero carolingio il vescovo rimase l'unica incontrastata autorità. Il conte imperiale rientrò in Siena soltanto con Ottone I e fu poco durevole. Il vescovo esercitò il potere con un consiglio di consoli nobili e chiamando la popolazione davanti alla chiesa per approvare le proposte.
Già dall'inizio dell'XI secolo il Capitolo della Cattedrale aveva assunto grande importanza: i canonici erano tenuti a vita comune, officiavano la liturgia nella Cattedrale e avevano dato vita ad una Schola canonicale, dalla quale ebbe poi origine l'antica Università. Fu canonico della Cattedrale di Siena anche il dotto San Bruno, poi vescovo di Segni. I canonici senesi fondarono nell'area dinanzi alla Cattedrale anche il grande Spedale di Santa Maria della Scala, per i pellegrini malati ed abbandonati, affidandone la cura ad una congregazione di laici, i Frati dello Spedale, ma riservandosi l'approvazione del Rettore e la vigilanza sull'amministrazione. Fino alla fine del XIV secolo il capitolo ebbe il diritto di eleggere il vescovo. A Siena fu eletto contro l'antipapa Benedetto X il legittimo papa Niccolò II (1058), segno che la Chiesa senese era in linea col nuovo movimento di riforma.
Il vescovo di Siena ottenne (nel 1055 circa) il privilegio di esercitare i diritti feudali su un ampio territorio tra l'Arbia e la Merse, denominato appunto il feudo vescovile di Murlo, sul quale la signoria dell'episcopato senese durò per oltre sette secoli, in pratica fino alla soppressione dei privilegi feudali sotto Pietro Leopoldo (1786) Granduca di Toscana. Nel secolo XI i grandi feudatari del territorio approfittarono del disordine politico e religioso originato dalla lotta tra Papato e Impero (quando Gregorio VII affrontò Enrico IV reggeva la Chiesa senese il vescovo Ridolfo, 1072-1084) per allargare i loro domini. Ma ormai il movimento per l'unificazione della vita comunale era in atto; e sotto la guida del vescovo e dei consoli veniva limitata la potenza dei grandi feudatari del territorio.
Nel 1159 fu eletto papa il giurista senese Rolando Bandinelli, che prese il nome di Alessandro III. Nelle tensioni sorte tra papa Alessandro e l'imperatore germanico Federico Barbarossa, il vescovo di Siena, l'attivo e zelante Ranieri (1129-1167), fu fervente sostenitore della linea papale nei confronti delle pretese imperiali. Sotto il suo episcopato accadde che i consoli di Siena, premuti dal vicario imperiale, imprigionarono alcuni ecclesiastici. Il vescovo Ranieri scomunicò i consoli e pose l'interdetto sulla città e il contado. Il clero restò fedele al papa concittadino, ma il vescovo fu costretto a fuggire da Siena senza farvi ritorno (morì nel 1170).
Risale a questo tempo la dedicazione della nuova Cattedrale. Siena ghibellina ebbe il riconoscimento imperiale delle città libere (1186); libera elezione dei consoli (che la città già eleggeva da vari decenni), libera di batter moneta e sovranità di governo su tutto il territorio ad essa annesso; il riconoscimento fu completato con l'istituzione del podestà (1199). Il movimento di unificazione comunale fu ostacolato da guerre continue tra Siena e Firenze, guerre che né i vescovi Buono (1189-1215) e Buonfiglio (1216-1252), né la predicazione di pace degli Ordini nuovi dei domenicani, francescani, e Servi di Maria placarono, finché Siena riuscì a debellare la rivale guelfa (1260) e a dominare sulla Toscana per un decennio, dopo essersi data una saggia costituzione civile (1262). I grossi mercanti e banchieri guelfi arrivarono ad impadronirsi del governo che essi, i Nove, tennero con saggezza ed energia e senza notevoli scosse per un lungo periodo (1292-1355).
I secoli XIII e XIV segnano un vero e proprio fiorire di santità nella Chiesa senese, con figure di primo piano nella storia della Chiesa, mistici e operatori di carità, dotti teologi, sapienti pastori e laici ferventi. L'esperienza del beato Andrea Gallerani (circa 1200-1251), fondatore della Casa di Misericordia (circa 1240) si allargò con la Compagnia dei Disciplinati sotto le volte dello Spedale (1295), la quale ha continuato a lungo la beneficenza antica sotto il nome di Società di Esecutori di pie disposizioni; San Bernardo Tolomei (1272-1348) fondò nel 1319 la Congregazione dei Monaci Benedettini Olivetani; sorsero le Certose di Maggiano, Pontignano e Belriguardo; il Comune volle progettare una nuova e più grande Cattedrale: il vescovo Donusdeo Malavolti (1313-1351) ne benedisse (1339) la prima pietra, ma l'ambizioso progetto rimase incompiuto e ad oggi se ne possono vedere le imponenti vestigia sul lato destro del Duomo. Siena era popolata di chiese, di conventi, di spedali abbelliti da notevoli opere d'arte. Tre anni dopo la peste del 1348, lo stesso vescovo Donusdeo beneficiò con il suo testamento (1351) 20 parrocchie, 34 conventi, 2 badie, 13 spedali. Nel secolo XIV l'eremo agostiniano Lecceto divenne centro di spiritualità e culla della riforma dell'Ordine agostiniano; il Beato Giovanni Colombini intorno al 1360 fondò a Siena l'Ordine dei Gesuati, ma soprattutto nacque, visse ed operò in questo periodo Santa Caterina (1347-1380), della famiglia Benincasa, oggi venerata come dottore della Chiesa (1970), compatrona d'Italia (1939) e compatrona d'Europa (1999). Dalla famiglia senese degli Albizzeschi nacque a Massa Marittima e si formò a Siena San Bernardino (1380-1444), che divenuto frate francescano sarà uno dei più insigni predicatori dell'Italia del tempo e riformatore dell'Ordine abbracciando il movimento dell'Osservanza. Fra i santi e i beati vissuti in questo periodo a Siena e nel territorio dell'attuale diocesi si annoverano anche: San Galgano fondatore dell'omonima Abbazia, il predicatore domenicano beato Ambrogio Sansedoni, il beato Antonio da Monticiano, il beato Lucesio (o Lucchese da Poggibonsi) primo terziario francescano, i Santi protomartiri francescani Pietro e Donnolo, la beata Fina da San Gimignano, il beato Pier Pettinaio, citato da Dante nella Commedia (Purg. XIII, 125-129), il beato Alberto da Chiatina, arciprete di Colle di Val d'Elsa, e il beato eremita carmelitano Franco da Grotti.
Durante questi secoli l'Università di Siena fu elevata dall'imperatore Carlo IV (1357) a Studio generale con facoltà al vescovo di conferire le lauree. Sempre a Siena si svolse l'incompiuto Concilio ecumenico del 1423.
Per la storia della Chiesa di Siena determinante fu l'episcopato di Enea Silvio Piccolomini (1450-1458), che innalzato al soglio pontificio con il nome di Pio II, elevò la sede di Siena al rango di arcidiocesi e sede metropolitana il 23 aprile 1459 con la bolla Triumphans Pastor. La bolla prevedeva inoltre che all'arcidiocesi di Siena fossero assegnate come suffraganee le diocesi di Chiusi, Grosseto e Sovana, fino ad allora, come Siena, appartenenti alla provincia ecclesiastica romana, e la diocesi di Massa Marittima e Populonia, già suffraganea di Pisa.Cappelletti, op. cit., p. 365.
Fino alla fine del sec. XVI gli arcivescovi senesi furono tutti nominati tra i membri della nobile famiglia Piccolomini. Tra questi emergono il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini (1460-1501), poi eletto papa col nome di Pio III, e Francesco Bandini Piccolomini, difensore del cattolicesimo contro i protestanti (1529-1588), nonostante i casi sporadici di defezione tra cui l'apostasia di Bernardino Ochino.