Santa Teresa di Riva (Santa Teresa oppure a Marina in siciliano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.
Il territorio comprende una exclave nell'entroterra (le frazioni di Misserio e Fautarì, in precedenza territorio di Casalvecchio Siculo), che fu aggregata nel 1929, all'atto della fusione con i vicini comuni di Casalvecchio e Savoca. Nel 1939, quando il comune di Casalvecchio fu ricostituito, Misserio e Fautarì rimasero a Santa Teresa, che allora comprendeva anche Savoca. Nel 1948, quando anche quest'ultimo comune riacquistò l'autonomia, il residuo territorio di Santa Teresa si trovò nell'attuale situazione territoriale frammentata. È il capoluogo del vicariato di San Basilio.
Geografia fisica
Cittadina siciliana della riviera ionica della città metropolitana di Messina, con un'estensione di circa. Situata a a sud del capoluogo peloritano, a a nord di Taormina, a a nord di Catania e a a sud-est di Palermo. Si estende, a 6 metri sul livello del mare, per lungo il litorale, ed ha alle spalle una zona collinare ove crescono agrumeti, uliveti, vigneti e macchia mediterranea; è limitata a nord e a sud, rispettivamente da due corsi d'acqua: il Torrente Savoca e la Fiumara d'Agrò. Nel cuore del centro urbano, quartiere Portosalvo-Barracca, scorre il torrente Portosalvo, che nascendo dai rilievi collinari prossimi al centro storico di Savoca, sfocia dopo circa 3 chilometri nel mare Ionio.
Storia
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 30 luglio 1951.
Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di rosso.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Santuario di Santa Maria del Carmelo - Chiesa Matrice
Il Santuario di Santa Maria del Carmelo è la chiesa matrice e sede dell'arcipretura della città di Santa Teresa di Riva e del Vicariato di San Basilio Magno. L'attuale edificio sacro (ricostruito nel 1929) è stato eretto sull'area precedentemente occupata da un'antica chiesa del 1507.
Accanto alla chiesa, sorge l'edificio adibito a canonica, edificato nel 1933, anch'esso in stile neo-romanico, a due elevazioni fuori terra. Conserva al suo interno dei pregevoli affreschi raffiguranti scene della Sacra Scrittura ed alcune tele ottocentesche. È l'unica chiesa del centro storico di Santa Teresa di Riva ad essere dotata di campanile, edificato nel 1933.
Chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia
La chiesa della Sacra Famiglia si trova al centro della cittadina jonica, è ad unica grande navata in stile Barocco siciliano con soffitto ligneo. Nella facciata principale si può ammirare una vetrata raffigurante la Sacra Famiglia. I lavori per l'erezione di questo edificio sacro iniziarono nel 1903 e si conclusero nel 1934 con la posa del tetto. Nell'estate del 1943 venne requisita dalla truppe d'occupazione inglesi e adibita ad ospedale militare. Conserva numerose opere di pregio. Degni di nota sono due complessi statuari. Tra il 2019 e il 2020 sono stati effettuati dei lavori di restauro che hanno comportato il rifacimento della copertura esterna del tetto, risalente ai primissimi anni del XX secolo, il restauro degli intarsi artistici interni e del prospetto principale esterno.
Chiesa parrocchiale Santa Maria di Porto Salvo
La chiesa di Porto Salvo, è ubicata nella zona meridionale del paese. Nel 1854, divenuto il comune di Santa Teresa autonomo da Savoca, la chiesa divenne di diritto pubblico venendo altresì ampliata. Nei primi anni trenta la vecchia chiesetta settecentesca non era più adatta alle esigenze della popolazione in continua crescita; si mise mano al progetto per l'edificazione dell'attuale chiesa parrocchiale che venne redatto, nel 1932, ma a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale, i lavori di costruzione partirono solo nel 1952.
L'attuale chiesa parrocchiale venne edificata a pochi metri di distanza dalla piccola chiesa settecentesca, seguendo il progetto del 1932. Consacrato l'11 febbraio 1958, l'edificio sacro è a croce latina con unica grande navata. Racchiude al suo interno varie opere di pregio. Dell'antica chiesetta costruita nel 1765 e chiusa al culto nel 1958 non resta più nulla, venne demolita nel 1977.
Chiesa parrocchiale di San Vito Martire (Misserio) Situata nella frazione collinare di Misserio, è stata ricostruita nel 1706 su un preesistente impianto di epoca romana. L'edificio venne ampliato a spese degli abitanti di Misserio. Nel 1956 viene restaurato il prospetto esterno, che assume la forma che ancora oggi presenta. Nel 1968 è stata scoperta, nel sottosuolo della chiesa, un'antica cripta ove, nel Settecento, trovavano sepoltura i sacerdoti ed i notabili di Misserio, questa cripta è stata restaurata, assieme alla chiesa, dalla Sovrintendenza ai beni artistici nel 2004. La chiesa conserva altresì sei affreschi a lunetta realizzati nel 1981.
Altre chiese Chiesa del Sacro Cuore di Gesù e Istituto delle Ancelle riparatrici. Complesso religioso ubicato nel quartiere Torrevarata. Il sito su cui vennero edificati la chiesa e l'annesso istituto religioso, originariamente, era un terreno agricolo coltivato a agrumeto, uliveto e vigneto. La chiesa inaugurata nel 1922 è a navata unica ed in stile moderno, quindi non racchiude in sé opere di elevato pregio artistico. Dopo il 1971 è stata oggetto di interventi di restauro che ne hanno modificato gli interni ed il prospetto.. Chiesa della Madonna delle Grazie, nella frazione collinare di Fautarì del 1706. È filiale della chiesa parrocchiale di San Vito, nella vicina Misserio. Chiesa di San Gaetano, sorge nell'omonima frazione, fu edificata nel 1746 ma versa in stato di abbandono. Chiesa di San Sebastiano, sorge nel quartiere Cantidati. Edificata verso la fine del secolo XVIII Chiesa della Madonna del Rosario, del 1891, sorge a breve distanza da quella di San Sebastiano. Ospita al suo interno un complesso statuario raffigurante la Madonna di Pompei risalente al 1891.
Architetture civili
Villa Crisafulli-Ragno - Palazzo della Cultura venne edificata verso il 1890 dalla famiglia savocese dei Crisafulli. È un palazzo signorile con annesso un parco, presenta uno stile neo-classico e sorge al centro della città, È stata acquistata nel 2002 dall'amministrazione comunale e restaurata. Nel 2008 è stata ribattezzata "Palazzo della Cultura", da allora ospita altresì la biblioteca comunale e alcune associazioni culturali. Fino al novembre 2012 è stata la sede dell'Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani, trasferitasi poi a Sant'Alessio Siculo. Dal gennaio 2013 ospita, nella Sala del caminetto, le adunanze del consiglio comunale di Santa Teresa di Riva.
Villa Carrozza. Edificata nel 1870 dai Marchesi Carrozza, seguendo un progetto acquistato a Parigi, sorge nel quartiere Torrevarata. Ha un piano fuori terra e un piano seminterrato, presenta uno stile Liberty; all'interno è riccamente affrescata. È immersa in un parco di circa tremila metri quadrati. Nel 1982 è stata dichiarata di notevole interesse storico ed architettonico dall'Assessorato regionale siciliano per i beni ambientali e culturali. Dopo essere stata venduta dagli eredi dei Marchesi Carrozza, nel 2015 è stata restaurata e da allora è diventata una struttura turistico-ricettiva.
Palazzata Caminiti, venne realizzata nel 1850 dai Caminiti, famiglia di possidenti terrieri, è in stile neo-classico, sorge nel quartiere Bucalo. Tra il 1867 e il 1907 fu sede del municipio e della pretura di Santa Teresa di Riva. Villa Adelina, a due piani fuori terra, si erge accanto alla sopracitata palazzata Caminiti. Edificata nel 1878 dal dott. Antonino Caminiti (1836-1897), su progetto dell'ing. Malandrino di Messina, era originariamente chiamata "casina nobile"; presenta uno stile neoclassico di sapore settecentesco. È tutelata dal vincolo architettonico della Sovrintendenza di Messina. Palazzo Tornatola - ex Municipio. Edificio di tre piani (uno seminterrato) situato nel centro storico cittadino. Venne costruito nella seconda metà del XIX secolo dal dott. Tornatola da Savoca ed utilizzato come residenza di famiglia. Nel 1923 venne acquistato dall'amministrazione comunale ed adibito a Palazzo municipale, ospitando anche la pretura circondariale. Nel 1985 venne sottoposto ad un totale restauro che stravolse lo stile ottocentesco che lo caratterizzava, assumendo un anonimo stile moderno. Nel 1993 gli uffici municipali vennero trasferiti nel vicino nuovo palazzo municipale dove hanno tuttora sede.
Palazzo D'Alcontres-Ilardi. È del 1843, sorge nel quartiere Porto Salvo. È di fattura prettamente ottocentesca e, presenta nel mezzo della facciata un grande portale d'ingresso ad arco decorato con pietre bugnate. Venne edificato accanto alla vecchia chiesetta del 1765 di Santa Maria di Portosalvo. Palazzina Atelana, è in stile Liberty e venne costruita nel 1920. Era annessa all'omonimo stabilimento industriale che in due precise epoche si occupò dell'estrazione dell'essenza di limone e di acido tartarico (con il nome di Citrica) e successivamente come unica fabbrica europea che trasformasse i prodotti lavici del vicino vulcano Etna in materiali coibenti simili all'odierna lana di vetro. La palazzina fu voluta per ospitare la famiglia dei dirigenti lo stabilimento.
Nel quartiere Bùcalo, in via Fiorentino, sono presenti alcuni antichi pozzi ed un acquedotto del secolo XIX. Nella parte alta del quartiere Sparagonà esistono tre agglomerati di case, attraversati da un vicolo stretto, risalenti alla metà del secolo XIX. Degni di nota sono anche l'antico centro storico della frazione Misserio e la piccola e panoramica frazione di Fautarì. Caratteristico è il quartiere del Macello, oggi chiamato Borgo Marino, di chiara origine ottocentesca, si trova quasi nel centro del paese ed è caratterizzato dagli stretti vicoli che si intersecano ad angolo retto e dalle antiche abitazioni, abitate un tempo dai pescatori "sciabbacoti".
Architetture militari Torre Saracena o Torre Bucalo
La torre Saracena sorge nel centro storico, quartiere Bùcalo, accanto alla chiesa matrice della Madonna del Carmelo. Non è stata edificata dai Saraceni, ma a difesa dalle loro scorrerie. La sua costruzione risale al 1506 ad opera della famiglia savocese dei BucaloSalvatore Coglitore, Savoca. Immagini nella Memoria, Santa Teresa di Riva, Ed. Help Office, 2023, p. 42.. Ha forma cilindrica ed ha annessa una palazzina merlata risalente allo stesso periodo. La palazzina ha due piani fuori terra, la torre ne ha tre. Studi condotti nel 2002 dallo storico locale Salvatore Coglitore hanno appurato l'esistenza sia sotto la torre che sotto la palazzina, di due piani interrati, di cui uno accessibile e l'altro pieno di detriti alluvionali risalenti alle alluvioni del torrente Savoca del 1934 e 1958. Si evince, dunque, che questo edificio in origine doveva superare i 15 metri di altezza. La tradizione orale dei luoghi, parzialmente confermata da osservazioni tecniche e storiche di studiosi locali, tramanda l'esistenza di un cunicolo sotterraneo (oggi pressoché crollato) che metteva in comunicazione questa torre con la torre del Baglio, distante circa 500 metri. Inserita nel sistema difensivo cinquecentesco delle torri costiere della Sicilia, la "torre dei Bucalo" aveva una certa importanza nel territorio; tanto è vero che, il 12 agosto 1695, al suo interno venne stipulato l'atto che separava il villaggio di Pagliara dall'amministrazione di Savoca e lo proclamava comune autonomo.
In occasione della Rivoluzione siciliana del 1848 il complesso edilizio (come anche la vicina torre del Baglio) nel marzo 1849, fu colpito e danneggiato dalle cannonate delle unità navali della Marina del Regno delle Due Sicilie al termine del cruento assedio di Messina del 1848/49.
Dopo qualche decennio di totale abbandono, nel 1892, la torre venne restaurata, ma tale intervento ne mutò i connotati originari: infatti ancora oggi presenta i caratteri e lo stile derivanti dal restauro del 1895.
Torre del Baglio