La Pira dipingeva con la tecnica "à la gouache" per i turisti ed i viaggiatori che visitavano l'Italia durante il Grand Tour. Fu citato in una guida inglese del 1869 (Handbook of travellers in Southern Italy).

Gioacchino La Pira è conosciuto per i dipinti di panorami e di vedute di Napoli, Capri e dintorni, realizzati con uno stile basato sulla ricerca della luce, vivacità e freschezza delle atmosfere; ciò lo distinse dagli altri vedutisti napoletani dell'800.

Sono poche le notizie su questo pittore, tuttavia la prima opera documentata, e anche la sua più celebre, è L'eruzione del Vesuvio del 1839 e non ci sono opere documentate oltre il 1870. Gioacchino sicuramente il più dotato e prolifico dei tre La Pira (gli altri sono Gaston e Carmine), attivo tra il 1831 e il 1875 a Napoli. Scarse è biografico sul pittore e tutto ciò che si sa è solo in grado di dedurre dalla testimonianza delle sue opere, tutte caratterizzate da il gusto romantico completamente ottocentesco. Uno dei suoi soggetti preferiti: il territorio napoletano. La sua è una pittura paesaggistica più "emotiva" animata da un'attenta riflessione sul paesaggio e aggiornata, perfettamente in linea con la tradizione di Giacinto Gigante e della Scuola di Posillipo, un dipinto costruito interamente sul sentimento e la rappresentazione della vita quotidiana ambientata in immagini un sincero ogni giorno. Lo troviamo menzionato nel libro "Sud Italia-Napoli" Murray's Hand Book (1837) che, per l'uso dei viaggiatori inglesi, indica anche la posizione in cui è possibile acquistare le sue opere: "Nuova strada per Capodimonte 22". Anche nella vendita dei tesori del Duca di Vendôme, che si svolse nel 1831, apparvero tre gouaches dell'artista. Uno dei suoi piccoli quadri è esposto al Museo di San Martino a Napoli. I La Pira (Gioacchino ,Carmine e Gastone) sono, con Gaetano Dura, gli artisti che hanno contribuito al genere della Gouache napoletana (pittura a guazzo), portato ad un livello superiore rispetto a quello artisticamente lontano dallo standard che lo caratterizzava come una sorta di produzione puramente commerciale. Abili, capaci, fiduciosi nelle loro capacità, sono stati in grado di ottenere effetti di luce e colore davvero speciali: una certa consistenza dell'aria che si potrebbe definire "aerografica", i tramonti sognanti e infuocati, una rappresentazione del sole e del sereno. Felice è stata l'intuizione che ha reso loro una tecnica unica: il vecchio modo di "allungare", che lega i pigmenti a tempera con colla animale (colla di coniglio o pesce) ha sostituito le resine vegetali. La carta usata come supporto, spesso prodotta ad Amalfi e trattata con allume per renderla impermeabile che viene diluita o annacquata a colori, spesso fa da disegno preparatorio un semplice tratto leggero disegnato a matita per suggerire solo le forme che saranno riempite da colore.

Opere principali L'eruzione del Vesuvio del 1839 Napoli da mare con eruzione del Vesuvio del 1861 Napoli da Mergellina Napoli dal Carmine Napoli dal mare Riviera di Chiaia con Villa Reale Riviera di Chiaia e Torretta Paestum Veduta Di Capri al chiaro di Luna Pescatori ad Ischia

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Bibliografia

Gouaches mostra presso Antichità Grand Tour 2008 ,catalogo a cura di Alessandro Picarelli e Francesco Maria Mazza, Edizioni Elefantino ,Roma

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