Il palazzo Comunale è un edificio dalle forme rinascimentali, situato in piazza Ferrari 1 a Langhirano, in provincia di Parma.

Storia La struttura originaria fu costruita nella prima metà del XIII secolo quale residenza del capitano di giustizia, per volere del vescovo di Parma Grazia, feudatario di Langhirano...

Nei primi anni del XVII secolo l'edificio medievale fu trasformato in una villa rinascimentale...

Nel 1660 il duca di Parma Ranuccio II Farnese investì della contea di Langhirano Antonio Garimberti, al quale passò anche il palazzo.

I conti Garimberti mantennero fino al 1821 la proprietà dell'edificio,. che fu successivamente acquistato dalla famiglia Montali, la quale a sua volta nel 1832 lo alienò all'avvocato Ottavio Ferrari.. Il palazzo fu quindi ereditato dal figlio Antonio, indi dal nipote Italo, il quale il 4 marzo 1889 lo vendette per la somma di lire all'Amministrazione comunale di Langhirano, che lo adibì a propria sede.

Descrizione

Il palazzo si sviluppa su una pianta quadrata, con quattro torri poste alle estremità..

La simmetrica facciata principale, interamente intonacata, si innalza su tre livelli fuori terra. Nella parte centrale è presente al livello terreno un alto porticato a tre arcate a tutto sesto, retto da colonne in arenaria coronate da capitelli dorici; al piano superiore si apre un analogo loggiato, mentre superiormente sono poste tre piccole finestre quadrate delimitate da cornici. Ai lati si elevano i due torrioni, caratterizzati dall'andamento a scarpa del basamento; i tre livelli principali presentano aperture inquadrate da cornici, mentre all'ultimo piano sono collocate piccole finestre ovali..

L'opposto prospetto a est è speculare alla facciata e presenta un identico porticato con loggiato sovrastante.

All'interno si accede al centrale salone dei Tartari, interamente decorato con quadrature a chiaroscuro, forse eseguite da Pietro Piazza agli inizi del XIX secolo; sulla volta a botte sono raffigurati nel mezzo finti cassettoni, circondati da medaglioni esagonali e romboidali contenenti strumenti musicali. Ognuna delle due pareti lunghe accoglie, tra le due porte poste alle estremità, tre grandi oli ritraenti Tartari con cani alani, eseguiti da Giovanni Francesco Cassana verso la fine del XVII secolo; le tele sulla sinistra rappresentano allegoricamente Il dominio, La caccia e La guardia, mentre quelle sulla destra Il pericolo in un crescendo di gravità. Sulle quattro soprapporte laterali sono collocati altrettanti dipinti a tempera rappresentanti dei Castelli, forse individuabili in quelli di Montechiarugolo e di Compiano o di Varsi sulla sinistra e di Bardi o di Scipione e di Torrechiara sulla destra.

Sui fianchi si aprono quattro sale, anch'esse ornate con quadrature dallo stesso pittore del salone centrale; l'ufficio del sindaco ospita un armadio a muro intagliato tardo-seicentesco. Negli ambienti sono inoltre conservati arredi d'epoca e alcuni quadri, tra cui un olio raffigurante un Paesaggio collinare, realizzato da Umbellino Burlazzi intorno al 1860, e una tela ritraente Due bimbi che sfogliano un album, eseguita da Giacomo Cornish nel 1867.

Al primo piano si trova nel mezzo un salone a doppia altezza, da cui si accede a quattro sale coperte da soffitti a travetti lignei.

Note

Bibliografia

Voci correlate Diocesi di Parma Langhirano

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Comunale Categoria:Architetture rinascimentali della provincia di Parma Langhirano