La chiesa dei Santi Bartolomeo e Martino è un luogo di culto cattolico dalle forme romaniche e neoclassiche, situato in strada Cozzano a Cozzano, frazione di Langhirano, in provincia e diocesi di Parma; è sede di una parrocchia compresa nella zona pastorale della Pedemontana.
Storia Il luogo di culto originario fu edificato in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale all'11 giugno 1005, quando la plebe Sancti Martini de Cociano fu citata nellOrdo Archipresbiterorum Plebium voluto dal vescovo di Parma Sigifredo II...
Nel 1230, come dimostrato dal Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma, dalla pieve dipendeva la cappella di Antesica, cui fu aggiunta entro il 1299 la cappella di Isola.
Nel 1490 la chiesa fu reintitolata a san Bartolomeo Apostolo, forse in seguito all'unione con un oratorio di modeste dimensioni dedicato al santo. A partire dal XVI secolo, nei documenti il luogo di culto fu menzionato con l'intitolazione a entrambi i santi..
Agli inizi del XIX secolo l'edificio romanico cadde in rovina e fu puntellato. Per questo motivo, dopo il 1832 furono avviati i lavori di ristrutturazione, su progetto dell'ingegner Francesco Bertè: l'edificio fu profondamente modificato e sopraelevato, riutilizzando in gran parte i materiali ricavati dalla demolizione; le opere furono concluse nel 1854...
Tra il 1946 e il 1974 furono completate le cappelle laterali.
Descrizione
La chiesa si sviluppa su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, con ingresso a ovest e presbiterio absidato a est.
La facciata a salienti, risalente all'edificio romanico originario, è, come il resto della struttura, interamente rivestita in pietra, che mostra con evidenza la sopraelevazione ottocentesca. Al centro è collocato l'ampio portale d'ingresso principale, delimitato da due piedritti coronati da capitelli cubici con volute e architrave superiore; più in alto si apre una finestra a lunetta, sormontata da un oculo cieco, chiuso nel XIX secolo; in sommità è posto nel mezzo un oculo ovale. Sulla destra, in corrispondenza della cappella è collocato il portale d'ingresso secondario, inquadrato da una cornice in pietra.
Dal fianco sud aggetta il volume della canonica, sviluppata su due livelli; il portale d'ingresso è coronato da un archivolto romanico, decorato con un bassorilievo dell'XI secolo raffigurante un motivo ad archetti intrecciati, sormontato da alcuni fiori e da due figure acefale.
Sul retro, nel mezzo aggetta l'abside, illuminata da due finestre laterali. In adiacenza, sul luogo dell'originaria absidiola destra si erge il campanile, edificato probabilmente nella seconda metà del XIX secolo; la cella campanaria si affaccia sui quattro lati attraverso ampie monofore ad arco a tutto sesto.
All'interno la navata intonacata, coperta da una volta a botte lunettata ornata con affreschi raffiguranti motivi vegetali, è affiancata da una serie di lesene coronate da capitelli dorici, a sostegno del cornicione perimetrale in aggetto. La controfacciata accoglie una tela raffigurante la Presentazione al tempio con san Carlo Borromeo, eseguita agli inizi del XVII secolo probabilmente da Francesco Lucchi; accanto all'ingresso è collocata un'acquasantiera del 1716..
Ai lati si aprono sull'aula attraverso ampie arcate a tutto sesto le cappelle, chiuse superiormente da volte a botte. Sulla sinistra, la seconda conserva un olio raffigurante San Rocco, realizzato da Francesco Pescatori nel 1846 su commissione della duchessa di Parma Maria Luigia.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto dall'arco trionfale a tutto sesto, retto da due paraste doriche; l'ambiente, coronato da una volta a botte riccamente decorata, accoglie l'altare maggiore ligneo a mensa del 1980, ornato con una formella bronzea riproducente lUltima Cena; sul retro è collocato l'antico altare maggiore settecentesco, decorato con un paliotto in cuoio tardo seicentesco. Sul fondo l'abside, coperta dal catino ornato con l'affresco rappresentante il Trionfo di Cristo, accoglie nel mezzo la pala raffigurante la Madonna col Bambino e i santi Martino e Bartolomeo, risalente alla fine del XVI secolo o agli inizi del XVII.
La chiesa conserva altre opere di pregio, tra cui un dipinto seicentesco rappresentante la Madonna col Bambino e santi, una credenza del 1755, un paliotto, una croce astile in argento realizzata da Gian Francesco Carissimi nel 1516 e vari paramenti sacri seicenteschi e settecenteschi.
Note
Bibliografia
Voci correlate Cozzano (Langhirano) Diocesi di Parma Parrocchie della diocesi di Parma Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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Collegamenti esterni
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