Il sistema politico del Regno Unito è composto da un complesso di parlamentarismo, monarchia e democrazia, che convivono in un sistema pluripartitico. Il primo ministro è capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, quello legislativo sia dal governo che dalle due camere del Parlamento, la House of Lords e la House of Commons. Quello giudiziario è indipendente da esecutivo e legislativo.
Il sistema di governo del Regno Unito, noto come Sistema Westminster, è stato adottato anche da altri paesi, come Canada, India, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Malaysia e Giamaica, che un tempo facevano parte dell'Impero britannico.
La Costituzione non è codificata in un testo come per la quasi totalità dei Paesi occidentali, bensì si ricava da convenzioni costituzionali, atti legislativi plurisecolari.
Dalla fine degli anni '90 alcuni poteri legislativi ed amministrativi sono stati devoluti alla Scozia, al Galles e all'Irlanda del Nord, ridimensionando il ruolo del Parlamento di Londra.
Monarchia Il capo dello stato con potere esecutivo, legislativo e giudiziario del Regno Unito è il monarca britannico, attualmente il Re Carlo III del Regno Unito, i tre poteri vengono poi esercitati anche da altri organi governativi. Tuttavia, la sovranità completa non risiede più nel monarca dal 1689, anno di approvazione del Bill of Rights, che stabilì il principio di sovranità parlamentare. Nonostante ciò, il Monarca resta Capo di Stato, simile nelle funzioni a un Presidente di una repubblica parlamentare.
Il monarca ha il diritto di scegliere qualsiasi cittadino britannico come suo Primo Ministro. Il Primo Ministro è il leader del partito di maggioranza nella Camera dei Comuni. Il monarca ha la possibilità di negare la sanzione regia alle proposte di legge approvate dal Parlamento; questo potere però non è più esercitato dal 1708. La regina Anna fu l'ultimo monarca ad esercitare questo potere, l'11 marzo 1708, su un decreto di invio dell'esercito in Scozia. Gli altri poteri regali, detti prerogative reali, sono esercitati dal Primo Ministro e dal Gabinetto, con il consenso del monarca.
Oggi il Sovrano ha un ruolo limitato nell'uso del potere da convenzioni e dall'opinione pubblica. Il monarca continua però ad esercitare tre diritti essenziali: il diritto ad essere consultato, il diritto di consigliare e il diritto di mettere in guardiaCome sostenuto dal costituzionalista britannico del XIX secolo Walter Bagehot. Il Primo Ministro tiene incontri settimanali confidenziali con il monarca.
In termini formali, la Corona in Parlamento indica il Sovrano. I veri poteri della posizione del Monarca nella Costituzione Britannica non devono essere sottovalutati. Il monarca ha molti poteri, da usare però con discrezione. Ricopre il ruolo necessario di capo di Stato e, in assenza di una separazione distinta dei poteri e con una forte camera bassa, agisce come controllo finale del potere esecutivo. Nel caso, ipotetico, dell'approvazione di una legge minacciante la libertà e la sicurezza dei cittadini britannici, il Monarca può negare la sanzione regia, libero dalle correnti politiche dei partiti. Inoltre, sarebbe difficile per il Parlamento o per il Governo rimuovere il monarca, in quanto egli è comandante in capo delle forze armate che giurano fedeltà a lui e soltanto a lui.
Il potere esecutivo
Il Governo esercita il potere esecutivo. Il Monarca nomina un Primo ministro. Per convenzione, riceve la nomina il membro della Camera dei Comuni che ha più probabilità di formare un governo col supporto della Camera stessa, cioè il leader del partito di maggioranza. Il Monarca, dopo essersi consultato con il Primo ministro, sceglie quindi gli altri ministri che formeranno il Governo e saranno posti a capo, quali responsabili politici, dei vari dipartimenti governativi. Per convenzione costituzionale, i ministri sono scelti tra i membri della Camera dei Comuni o tra i pari della Camera dei Lord. In totale, i membri del governo sono circa un centinaio. Quelli preposti ai dipartimenti più importanti formano il Gabinetto ed attualmente sono circa una trentina. Insieme tutti i ministri formano il "Consiglio dei ministri"
Come nelle altre monarchie parlamentari, il potere esecutivo, impersonato dal governo, deriva dal Parlamento e, soprattutto, dal Monarca ed è responsabile di fronte a lui. Il successo di una mozione di sfiducia costringe il governo a dimettersi, oppure a indire nuove elezioni. In pratica, i membri del parlamento aderenti ai partiti maggiori sono attentamente controllati dai cosiddetti Whips, ossia i capigruppo, i quali si adoperano affinché i voti espressi seguano la politica promossa dal partito. Se il governo dispone di una larga maggioranza, quindi, è improbabile che non riesca a far approvare i disegni di legge proposti. Margaret Thatcher nel 1983 e Tony Blair nel 1997, ad esempio, furono portati al potere da maggioranze così ampie da assicurare la vittoria praticamente in tutti i voti parlamentari, anche in presenza di minoranze dissenzienti nei loro partiti. Questo permise loro di attuare radicali programmi di riforma e innovazione. Governi con minori margini o sostenuti da coalizioni sono maggiormente vulnerabili. In questi casi, può essere necessario ricorrere a misure "estreme", come portare a votare anche i parlamentari ammalati, per raggiungere l'indispensabile maggioranza. I governi con una maggioranza ridotta che, come quello di John Major, possono facilmente perdere votazioni se un numero relativamente piccolo di parlamentari loro sostenitori non approva le proposte di legge governative, trovano quindi maggiori difficoltà ad attuare programmi forieri di contrapposizioni e sono spesso costretti a trattare i loro programmi con le varie correnti del partito che li sostiene, o a cercare appoggi tra i parlamentari dell'opposizione.
Nel novembre del 2005, il governo Blair subì la sua prima sconfitta parlamentare, quando non riuscì a far approvare una legge che estendeva a novanta giorni la durata della carcerazione preventiva per i sospetti di terrorismo. Nel XX secolo, solo tre volte il governo fu sconfitto in votazioni dei Comuni sulle sue proposte legislative: l'ultimo caso avvenne nel 1986, per la Shop Hours Bill.
L'esecuzione delle decisioni del Ministro è effettuata da un'organizzazione permanente politicamente neutrale nota come il Civil Service, il cui ruolo è quello di coadiuvare il Governo in carica indipendentemente dal partito politico al potere. Diversamente da alcune altre democrazie, infatti, gli alti dirigenti del Civil service conservano il loro posto, anche se interviene un cambiamento del Governo. La direzione amministrativa del Dipartimento è quindi, affidata ad un alto dirigente che appartiene al servizio civile ed è noto nella maggior parte dei Dipartimenti come Segretario Permanente. La maggioranza dei membri del servizio civile in pratica lavora nelle Agenzie Esecutive, che sono organizzazioni operative separate che fanno capo ai Dipartimenti di Stato.
"Whitehall" è un termine spesso usato come sinonimo per la sede centrale del Servizio Civile. Questo perché la maggior parte dei Dipartimenti del Governo ha sede nell'ex Palazzo Reale di Whitehall o intorno ad esso.
Il potere legislativo
Il Parlamento è il centro del sistema politico del Regno Unito. È l'organo legislativo supremo (grazie alla sovranità parlamentare) e ha il potere di votare la sfiducia al Governo, che è responsabile di fronte ad esso. Il Parlamento è bicamerale ed è composto dalla Camera dei Comuni e dalla Camera dei Lord.
Per lungo tempo il Governo poteva chiedere al Monarca lo scioglimento del Parlamento in ogni tempo, secondo le proprie valutazioni e a propria discrezione, fino al 2011, quando il Parlamento ha approvato il Fixed-term Parliaments Act 2011, Secondo il quale il Parlamento può essere sciolto solo in due casi: se la Camera dei Comuni vota una mozione di sfiducia, a meno che non decida entro i successivi 14 giorni che il Governo gode della sua fiducia; quando la Camera dei Comuni stessa decide, a maggioranza dei due terzi dei suoi membri (inclusi i seggi vacanti), che ci saranno elezioni anticipate.
La Camera dei Comuni
Il Regno Unito è suddiviso in collegi, aventi all'incirca la stessa popolazione, ognuno dei quali elegge un membro (MP) della Camera dei Comuni. Dei 646 membri, solo uno non appartiene ad alcun partito politico. Nella storia moderna, tutti i Primi Ministri e i Leader dell'opposizione sono stati scelti fra i Comuni e non fra i Lords. Alec Douglas-Home lasciò la Camera dei Lord dopo essere diventato Primo Ministro nel 1963, e l'ultimo Primo Ministro proveniente dai Lords prima di lui fu Robert Gascoyne-Cecil, marchese di Salisbury, dimessosi nel 1902.
Un partito ottiene solitamente la maggioranza dei seggi del Parlamento, a causa del sistema elettorale maggioritario, che contribuisce a mantenere il sistema bipartitico britannico. Normalmente, il monarca chiede a una persona di formare un governo che possa sopravvivere nella Camera dei Comuni, una cosa che normalmente un governo di maggioranza riesce a fare.
In circostanze eccezionali il monarca chiede di 'formare un governo' con una minoranza parlamentareLa richiesta formale del monarca è sia di (a) formare un governo capace di sopravvivere nella Camera dei Comuni (che non implica automaticamente una maggioranza che lo sostenga, dato che anche i governi di minoranza possono rimanere in carica per lungo periodo); o (b) formare un governo capace di guidare la maggioranza dei Comuni, che implica automaticamente il sostegno da parte della maggioranza. che nel caso in cui nessun partito abbia ottenuto la maggioranza, richiede la formazione di un governo di coalizione. Questa opzione è stata scelta solo in tempi di emergenza nazionale, come la guerra. Questa possibilità è stata data nel 1916 a Andrew Bonar Law e, dopo il suo rifiuto, a David Lloyd George. Ma le recenti elezioni (elezioni generali del 2010) hanno dimostrato come questa circostanza possa verificarsi anche in tempi non sospetti, infatti nessuno dei tre partiti principali (Partito Laburista, Partito Conservatore, e Liberal Democratici) ha ottenuto la maggioranza dei seggi. Per questo motivo il neoeletto premier britannico David Cameron, leader dei conservatori, ha raggiunto un accordo politico con Nick Clegg, leader dei liberal democratici, per formare un governo di coalizione in modo da raggiungere la maggioranza assoluta e governare quindi stabilmente.
È importante notare che il governo non viene formato con un voto della Camera dei Comuni, ma semplicemente per una richiesta del monarca e rimane in carica fino a che si ritiene goda della fiducia dei Comuni. La Camera bassa può esplicitare il suo dissenso dal governo respingendo una mozione di fiducia o approvandone una di sfiducia. D'altronde, anche il voto negativo su proposte riguardanti punti basilari del programma e dell'azione di governo (come la legge di bilancio) viene considerato una chiara indicazione del fatto che il governo non gode più della fiducia parlamentare. La Camera dei Comuni ha la prima possibilità di indicare la fiducia al nuovo governo quando vota il Discorso del Trono (il programma legislativo proposto dal nuovo governo).