Gente non comune: Storie di uomini ai margini della storia (Uncommon People: Resistance, Rebellion and Jazz) è una raccolta di ventisei saggi dello storiografo britannico Eric Hobsbawm pubblicato per la prima volta nel 1998.
Contenuto Come afferma l'autore nella Prefazione, i saggi riguardano «persone i cui nomi sono di solito ignoti a tutti, se non a familiari e a vicini [...] ma collettivamente, se non come singoli, quegli uomini e quelle donne sono stati protagonisti della nostra storia. Quello che hanno pensato e fatto è tutt'altro che trascurabile; era in grado di influire, e ha influito, sulla cultura e sugli avvenimenti»E.J. Hobsbawm, Gente non comune; trad. di S. Galli e S. Mancini, Rizzoli, 2000, pp. 7-8. Tre sezioni si occupano di particolari gruppi sociali: classe operaia e radicalismo politico (capitoli 1-10); i lavoratori delle campagne (capitoli 11-13); i jazzisti (capitoli 19-25); una quarta sezione (14-18) è dedicata ad eventi storici della seconda metà del XX secolo.
Capitoli Thomas Paine I machine-breakers Calzolai radicali Le tradizioni dei lavoratori La produzione della classe operaia, 1870-1914 Valori vittoriani Uomini e donne: immagini a sinistra Il primo maggio: nascita di una ricorrenza Il socialismo e l'avanguardia, 1880-1914 Il megafono della sinistraBiografia di Harold Laski I contadini e la politica L'occupazione delle terre da parte dei contadini Il bandito Giuliano Il Vietnam e la dinamica della guerriglia Il maggio 1968 Le norme della violenza Sesso e rivoluzione Epitaffio per un briccone: Roy Cohn Il Caruso del jazzBiografia di Sidney Bechet Count Basie Il DucaBiografia di Duke Ellington Il jazz arriva in Europa Lo swing del popolo Il jazz dal 1960 Billie Holiday Il Vecchio Mondo e il Nuovo: a cinquecento anni da Colombo
Critica In una intervista, Hobsbawm definì il Novecento come il secolo della "gente comune", il periodo in cui le masse anonime hanno fatto irruzione nella scena politica, determinandone mutamenti anche radicaliSimonetta Fiori, «Io storico pentito sul gulag», la Repubblica del 13 maggio 2000. Fra gli argomenti trattati, le lotte politiche dei calzolai, il Maggio francese, il bandito Salvatore Giuliano, la storia del jazz, "una delle poche forme d'arte le cui radici affondano nella vita delle classi povere". Gli scritti di Eric Hobsbawm erano un esempio di ciò che i francesi chiamano "haute vulgarization" (alta divulgazione) per la «facilità non comune di espressione dell'autore, il suo stile vivace e la sua capacità di sintetizzare complesse vicende»Donald Sassoon, «Goodbye Eric, marxista sul serio», Il Sole 24 Ore del 7 ottobre 2012.
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